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lunedì 28 novembre 2016

Il circolo vizioso in cui è finita la FED

In una parola, la FED ha fallito nella sua missione di ripristinare la crescita economica negli Stati Uniti. Questo fallimento ha gettato le basi per la prossima crisi monetaria globale.
Questo fallimento era inevitabile. La ragione: i problemi dell'economia sono strutturali, ovvero, tassazione, regolamentazione, demografia e altri fattori al di là del mandato della FED.
Le soluzioni della FED sono monetarie. Un policymaker non può risolvere i problemi strutturali con strumenti monetari.
Dal momento che le soluzioni strutturali non sono all'orizzonte a causa di uno stallo politico, l'economia degli Stati Uniti rimarrà bloccata in un pantano di bassa crescita a tempo indeterminato.

Senza cambiamenti strutturali, questo modello persisterà per decenni come già accaduto in Giappone. Questo scenario di crescita debole sarà scandito con recessioni tecniche occasionali, e mostrerà tendenze deflazionistiche persistenti.
Questo è lo scenario migliore e non il più probabile.
Il risultato probabile è un panico finanziario e una crisi di liquidità globale causati dalle politiche monetarie fallimentari della FED. Per capire il perché, bisogna comprendere il circolo vizioso in cui si trovano ora la FED e tutte le principali banche centrali.
Il Federal Open Market Committee (FOMC) ha intrapreso un percorso senza precedenti con i suoi programmi di allentamento quantitativo, "QE." Il FOMC è composto da membri del consiglio della Federal Reserve e delle banche regionali Federal Reserve.

È stato istituito per determinare in modo appropriato la politica monetaria.
Il primo programma, il QE1, è iniziato alla fine del 2008. All'epoca era inteso come una risposta adeguata alla crisi di liquidità derivante dai fallimenti di Lehman Brothers e di AIG.
Fornire liquidità nel corso di una crisi di liquidità è esattamente ciò che dovrebbero fare le banche centrali; è il motivo per cui sono state create.
Il QE1 s'è concluso a giugno 2010 e potrebbe aver salvato l'economia da una recessione più grave nel 2009, ma non ha fatto nulla per stimolare la crescita a lungo termine.

Non appena s'è concluso il QE1, la crescita degli Stati Uniti è entrata in fase di stallo. Entro la fine del 2010, la FED era pronta a lanciare il QE2.
Il QE2 era diverso. È iniziato a novembre 2010, in un momento in cui non c'era crisi di liquidità. Il QE2 era un esperimento sognato da Ben Bernanke.
La FED s'era impegnata ad acquistare $600 miliardi di titoli del Tesoro a medio termine prima del giugno 2011.
L'idea era quella di abbassare i tassi d'interesse a lungo termine in modo che gli investitori sarebbero stati costretti ad acquistare altri asset, quali azioni e immobili. I conseguenti aumenti dei prezzi degli asset avrebbero creato un effetto ricchezza che si sarebbe tradotto in una maggiore spesa e in valori delle garanzie reali più elevati.

Questo nuovo circolo di spese e prestiti avrebbe stimolato l'economia verso una crescita tendenziale autonoma.
In realtà, l'effetto ricchezza è sempre stato un miraggio. Il QE non ha creato una crescita sostenuta. Quello che ha fatto è stato creare bolle speculative, che ancora non sono scoppiate.
Il QE2 s'è concluso come previsto nel giugno 2011 e successivamente la crescita è entrata di nuovo in fase di stallo.
Già a quel tempo la FED era intrappolata dal mostro che aveva creato. Fino a quando la FED sosteneva l'ambiente economico col QE, l'economia si barcamenava in avanti. Non appena è terminato, l'economia è tornata in fase di stallo. Questi esperimenti sono stati l'inizio della mentalità "risk-on" "risk off" che ha intrappolato la FED ed i mercati.
A settembre 2012, la FED ha lanciato il QE3.

A differenza del QE2, il QE3 non aveva limiti di tempo o quantitativi. La FED avrebbe stampato tutti i soldi che voleva per tutto il tempo che voleva, al fine di creare lo stimolo necessario. Problema: la FED era senza via d'uscita. Quando allentava la sua posizione monetaria, l'economia migliorava, ma non sperimentava un boom.
Quando restringeva la sua posizione monetaria, l'economia andava in stallo. La linea di politica sarebbe stata invertita, ma la FED era bloccata in un circolo vizioso.
Il termine "circolo vizioso" è un'espressione popolare per quello che i fisici e i teorici della complessità chiamano anche funzioni ricorsive.

In una funzione ricorsiva, l'uscita di un'equazione diventa l'input per la prossima iterazione della stessa equazione.
La complessa dell'interazione del comportamento umano (impostazione dei tassi) e il circolo vizioso (con un punto attrattore fisso) è un continuo fare dietrofront. In primo luogo la FED emette comunicati deludenti, poi i mercati affondano, allora la FED procede con un allentamento monetario, poi i mercati recuperano, quindi la FED emette di nuovo comunicati deludenti, e così via.

Questo è il circolo della FED.
Ecco come sono andate le cose sin da quando è stato avviato il QE3 a novembre 2012 sotto la direzione di Ben Bernanke e l'attuale leader della FED, Janet Yellen. Lo stato iniziale del sistema ad Aprile 2013 era quello di allentamento, a causa dello stesso QE3:
Maggio 2013 — Bernanke restringe la linea di politica parlando del cosiddetto "tapering".
I dollaro ed i mercati emergenti affondano.
Settembre 2013 — Bernanke allenta la politica monetaria ritardando l'inizio programmato del tapering. I mercati azionari salgono.
Dicembre 2013 — Bernanke restringe la politica monetaria avviando il tapering.

Il dollaro si rafforza.
Settembre 2014 — La Yellen allenta la politica monetaria attraverso la forward guidance, dicendo ai mercati che la FED sarà "paziente" riguardo futuri aumenti dei tassi.
Marzo 2015 — La Yellen restringe la politica monetaria ponendo fine alla forward guidance e indicando che la FED intende alzare i tassi d'interesse prima della fine del 2015.
Settembre 2015 — La Yellen allenta la politica monetaria ritardando il "rialzo" dei tassi d'interesse.

Questo ritardo è causato dal crollo dei mercati azionari degli Stati Uniti, dovuto allo shock della svalutazione dello yuan cinese ad agosto. Le azioni degli Stati Uniti salgono.
Dicembre 2015 — La Yellen restringe la politica monetaria aumentando i tassi d'interesse per la prima volta dopo nove anni.
I mercati statunitensi vanno in crash, con un calo di oltre il 10% a gennaio e all'inizio di febbraio 2016.
Febbraio 2016 — La Yellen allenta la politica monetaria con gli Accordi di Shanghai. L'accordo in sé non viene rivelato, ma diventa visibile in una serie di azioni da parte della BCE, della BOJ e della FED a marzo 2016.

I mercati statunitensi salgono alla notizia di un dollaro più debole.
Maggio 2016 — La FED restringe la politica monetaria attraverso un insieme di dichiarazioni da parte dei presidenti delle banche regionali Federal Reserve, tra cui James Bullard, Loretta Mester ed Esther George.
La creazione di occupazione negli Stati Uniti entra in stallo, il dollaro sale e l'oro s'indebolisce.
Giugno 2016 — La Yellen allenta la politica monetaria con un discorso a Philadelphia e con commenti in occasione della riunione del FOMC il 15 giugno. Il dollaro scende bruscamente e inizia una forte salita dell'oro, ripercorrendo le sue perdite di maggio e raggiungendo nuovi massimi di tre anni.
Ecco dieci tira e molla in poco più di tre anni.
Questo ci rivela che la FED non ha idea di quello che sta facendo ed è intrappolata in un circolo vizioso.
Di James Rickards
Traduzione di Francesco Simoncelli
Autore: Francesco Simoncelli Fonte: News Trend Online
Canale: Trend-online

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