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giovedì 24 novembre 2016

I titoli meno conosciuti: Caleffi

Oggi nella rubrica settimanale I titoli meno conosciuti di Piazza Affari: Caleffi.
Fondata nel 1962 da Camillo Caleffi, la Società è specializzata nella produzione e nella commercializzazione di articoli di lusso per la casa. Le collezioni Caleffi si contraddistinguono per il design raffinato e la preziosità dei tessuti che consentono alla Società di posizionarsi nella fascia medio-alta del mercato.
I prodotti Caleffi sono sempre più considerati rappresentativi di un modo nuovo di vivere la casa e il tempo libero. La creatività,l’innovazione, la differenziazione delle linee per fasce di mercato e segmenti di consumo, fanno di Caleffi un importante marchio nel mondo dell’Home Fashion.

La recente acquisizione del 100% di Carrara che segue quella di Mirabello Spa rappresenta un ulteriore ed importante sviluppo del progetto strategico del Gruppo Caleffi finalizzato a presidiare il segmento Luxury e ad accelerare la politica di espansione del brand nei mercati esteri. Attraverso il cammino e la storia di questa azienda è scritta l’evoluzione del prodotto biancheria per la casa: dall’originario concetto di corredo, tradizionalmente classico ed immutabile, al concetto di biancheria dall’uso disinvolto e fuori dagli schemi che segue i tempi e le mode all’interno di un progetto casa globale.
Caleffi negli ultimi sei mesi ha guadagnato 18 punti percentuali, il 26% in 1 anno, mentre  in 3 anni ha ceduto il 22% e dal 2005 ad oggi il 56%.

Il prezzo max degli ultimi due anni è 1.479 euro, quello minimo 0.8420 euro. Al momento il titolo è a quota 1.1950 euro.

PRINCIPALI RISULTATI CONSOLIDATI AL 30 GIUGNO 2016

I ricavi nel primo semestre 2016 sono pari ad € 26.297 mila in incremento dell’11,8% rispetto al primo semestre 2015.
Le vendite Italia ammontano a € 22.853 mila con un’incidenza sul fatturato complessivo dell’86,9%, in incremento del 14,7% rispetto al primo semestre 2015 (€ 19.926 mila con un’incidenza dell’84,7% sul fatturato complessivo). Le vendite estero ammontano ad € 3.444 mila, in decremento del 4,0% rispetto al dato del primo semestre 2015, pari ad € 3.588 mila.

L’incidenza del fatturato estero sul complessivo è pari al 13,1% rispetto al 15,3% del primo semestre 2015. La ripartizione geografica del fatturato estero è stata la seguente: € 2.030 mila nei paesi UE, € 1.414 mila nei paesi extra UE. L’EBITDA è positivo per € 962 mila (3,7% sul fatturato) in forte miglioramento rispetto al dato positivo per € 274 mila del primo semestre 2015 (1,2% sul fatturato).
Gli ammortamenti ammontano complessivamente a € 606 mila a fronte di € 655 mila contabilizzati nel primo semestre 2015, di cui € 521 mila relativi ad ammortamenti economico-tecnici delle immobilizzazioni materiali e € 85 mila ad ammortamenti di attività immateriali. L’EBIT è positivo per € 206 mila (0,8% sul fatturato) rispetto al dato negativo di € 521 mila del primo semestre 2015.

Il risultato netto del gruppo è negativo per € 93 mila rispetto al risultato negativo di € 692 mila del primo semestre 2015. Si segnala che la controllata Mirabello Carrara ha contabilizzato nel corso del semestre, nella voce “Costi per servizi” € 104 mila relativi a costi sostenuti per il processo di quotazione sul mercato AIM gestito da Borsa Italiana, di limitata utilità futura stante il rinvio della quotazione alla seconda parte dell’anno.

L’Ebitda e l’Ebit adjusted (senza considerare i costi di quotazione spesati a conto economico) sarebbero rispettivamente € 1.066 mila (4,1% sul fatturato) ed € 310 mila (1,2% sul fatturato).
La posizione finanziaria netta al 30 giugno 2016 è negativa per € 13.500 mila sostanzialmente in linea col dato al 31 dicembre 2015 (negativa per € 13.553 mila).
Il rapporto fra esposizione finanziaria netta e mezzi propri risulta pari a 0,9 in linea col dato al 31 dicembre 2015. Gli oneri finanziari ammontano a € 299 mila, con un’incidenza sul fatturato pari all’1,1%, in miglioramento rispetto all’1,4% del primo semestre 2015 (€ 331 mila a valore).

Il saldo netto degli utili e perdite su cambi è positivo per € 1 mila. Le differenze cambio sono relative alla gestione operativa ordinaria, in particolare della controllata, poiché una parte del suo fatturato estero si sviluppa con gli Stati Uniti e le relative transazioni sono regolate in dollari americani.
I proventi finanziari, pari a € 5 mila, si riferiscono ad interessi attivi bancari e ad interessi da clienti. L’indebitamento finanziario è in parte regolato da tassi di interesse variabile, quindi il Gruppo è esposto al rischio di fluttuazione dei tassi di interesse e, ad eccezione di quanto successivamente specificato, si evidenzia che il Gruppo non ha stipulato contratti derivati con finalità di copertura specifica in quanto ritiene che l’eventuale aumento dei tassi di interesse non avrebbe impatti significativi sulla redditività aziendale, data l’attuale struttura dell’indebitamento.
Il ricorso a finanziamenti viene valutato in base alle esigenze aziendali del periodo.

Si segnala che al 30 giugno 2016 la Capogruppo ha in essere un derivato sui tassi considerato di copertura non efficace. Il fair value di tale strumento finanziario è negativo per € 49 mila. Tale importo, al 30 giugno 2016, è stato contabilizzato a conto economico nella voce “Oneri finanziari”.
Il Gruppo effettua una parte degli acquisti di materia prima in dollari e per tutelarsi rispetto al rischio di cambio, ove necessario, effettua coperture generiche attraverso la stipula di contratti derivati e acquisti a termine di valuta. Tali derivati sono valutati al fair value. Al 30 giugno 2016 non risultano in essere acquisti a termine di valuta.

L’eventuale aumento dei prezzi di acquisto di determinate materie prime, rappresenta un rischio abbastanza contenuto, in quanto il Gruppo, disponendo di una rete di fornitori ampia ed ubicata in diverse aree geografiche del mondo, riesce tempestivamente ad approvvigionarsi sul mercato che presenta le migliori condizioni di prezzo, senza che questo vada a discapito della qualità.
La Capogruppo e la Mirabello Carrara S.p.A. hanno in essere al 30 giugno 2016 cessioni di crediti pro soluto (per i quali è stata effettuata la derecognition), rispettivamente per € 3,1 milioni e per € 1,2 milioni.
Tali cessioni sono state regolate ai normali tassi di mercato e sono poste in essere per beneficiare di condizioni migliorative rispetto alle normali forme di finanziamento utilizzate.

La qualità del credito è molto elevata, frutto di una attenta selezione dei clienti e di un costante monitoraggio sul loro stato di salute. Il trend storico delle perdite su crediti mostra un valore contenuto. Il rischio di credito risulta riflesso in bilancio, nella voce “Rettifiche ai crediti per svalutazioni”.
Non vi sono condizioni di particolare concentrazione del rischio di credito. Si segnala che un finanziamento in capo alla Capogruppo al 30 giugno 2016, con un debito residuo per complessivi € 0,3 milioni è soggetto a restrizioni o vincoli finanziari (“covenants”), con misurazione al 31 dicembre di ogni esercizio.

Come definito contrattualmente tale covenants misurato al 31 dicembre 2015 risultava ampiamente rispettato.

EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE

La strategia del Gruppo resterà incentrata su negozi propri e shop in shop presso i principali clienti e department store, nonché su linee e licenze “lusso” distribuite prevalentemente nei mercati esteri.
I risultati conseguiti nel primo semestre e gli ottimi andamenti della raccolta ordini per la stagione autunno/inverno rendono prevedibili alla data una significativa crescita sia in termini di fatturato che di redditività. Il contesto generale rimane comunque piuttosto incerto a causa della situazione economica di alcuni mercati importanti, quali l’Italia, Cina e Russia in particolare e delle recenti tensioni internazionali che continueranno presumibilmente ad influenzare l’andamento delle esportazioni.

L’evoluzione prevedibile della gestione per il secondo semestre 2016 sarà inoltre influenzata da rischi ed incertezze dipendenti da molteplici fattori congiunturali non tutti inerenti la sfera di controllo del Gruppo, tra le quali l’oscillazione dei prezzi delle materie prime.

News 31/08/2016

Twice Research ha confermato il fair value su Caleffi a 1,70 euro.
Autore: Pasquale Ferraro Fonte: News Trend Online

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