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lunedì 28 novembre 2016

I bancari restano sorvegliati speciali. I titoli buy e sell


Manca ormai meno di una settimana al referendum costituzionale del 4 dicembre e sul mercato sale la tensione, in vista di una possibile vittoria del no. Un simile evento favorirà secondo gli analisti turbolenze sui mercati, con inevitabili ricadute in particolare per il settore bancario.

L'allarme del Financial Times e la view di Icbpi

Un allarme in tal senso è stato lanciato dal Financial Times secondo cui in caso di prevalenza dei no alle urne domenica prossima, otto banche italiane saranno a rischio e in particolare Banca Monte Paschi, Banca Carige, Banca Popolare di Vicenza, Veneto Banca e le quattro banche salvata alla fine dello scorso anno.
Per gli analisti di Icbpi i problemi di alcuni istituti di credito italiano sono ampiamente noti al mercato che non a caso applica ai gruppi quotati valutazioni dei mezzi propri tangibili intorno al 10%.


Gli esperti fanno notare che molti investitori potrebbero interpretare la vittoria del no al referendum con uno stop al processo di riforme in Italia e questo metterebbe a rischio la tenuta del Governo. Icbpi però ricorda che i casi del referendum sulla Brexit e delle elezioni americane hanno evidenziato l'imprevedibilità delle reazioni dei mercati.

Le strategie di Goldman Sachs sui bancari di Piazza Affari

Di sicuro i bancari resteranno ancora volatili nel breve termine almeno secondo le indicazioni di Deutsche Bank, alla luce della consultazione referendaria di domenica e delle conseguenze politiche che la stessa potrà avere.


Gli analisti delle banche d'affari si esprimono in vario modo sul settore bancario, suggerendo strategie differenti per i vari titoli quotati a Piazza Affari.
Gli esperti di Goldman Sachs nei giorni scorsi, alla luce dei conti trimestrali del comparto, hanno deciso di ridurre del 3% le stime sull'utile netto riferite al periodo 2017-2020.
Una mossa che tiene conto di un net interest income leggermente più basso e di maggiori accantonamenti per perdite su crediti.
Tra i vari titoli la banca americana scommettere su Unicredit che viene confermato nella conviction buy list con un prezzo obiettivo a 3,8 euro, mentre è decisamente più cauta la view su Intesa Sanpaolo, coperto con una raccomandazione "neutral" e un target price a 2,2 euro.
Lo stesso rating "neutral" viene indicato per Banca Monte Paschi con un fair value rivisto al rialzo da 0,26 a 0,29 euro.


Spostando l'attenzione sulle Popolari, un'ottima opportunità è offerta da Banca Popolare dell'Emilia Romagna che compare nella conviction buy list di Goldman Sachs con un prezzo obiettivo a 5,1 euro. 
Tra i titoli da acquistare troviamo anche Banco Popolare e Banca Popolare di Milano il cui target price viene ridotto da 3,2 a 2,7 euro nel primo caso e da 0,5 a 0,43 euro nel secondo.

Infine, per Ubi Banca il giudizio resta fermo a "neutral", con un fair value che passa da 3 a 2,8 euro. 

Berenberg: giudizio severo sul comparto

Meno confortanti le indicazioni che arrivano dai colleghi di Berenberg che in primis accordano la loro preferenza alle banche americane rispetto a quelle europe.

Ciò malgrado la buona valutazione di queste ultime, dalle quali però gli analisti mantengono in qualche modo le distanze almeno fino a quando non ci saranno maggiori certezze sul valore degli asset in Europa.
Berenberg riconosce che si stanno compiendo passi in avanti per affrontare la questione dei crediti non performanti, ma l'idea è che senza ulteriori svalutazioni sarà poco probabile che il problema venga risolto.

Gli analisti credono che i bancari italiani siano una trappola di valore per via dell'incertezza sul valore degli asset, aggravata dal debole andamento degli utili.
Da non trascurare inoltre il rischio referendum che secondo il broker non deve essere sottovalutato, visto che una vittoria del no potrebbe portare alle dimissioni del premier Renzi e a nuovi elezioni nel 2017.


Un'incertezza politica che secondo gli analisti avrebbe ripercussioni in particolare su due titoli e si tratta di Unicredit, con ricadute negative sulla nuova strategia del gruppo, e di Banca Monte Paschi, che potrebbe andare incontro a maggiori difficoltà nella raccolta dei 5 miliardi di euro di capitale.

Gli analisti salvano solo Unicredit: gli altri sono da vendere

Solo per Unicredit non viene segnalata una strategia bearish con un rating "hold" e un prezzo obiettivo a 2,4 euro.

Per tutti gli altri il consiglio è di vendere a partire da Banca Monte Paschi con un target price a 0,15 euro, mentre per Intesa Sanpaolo il fair value è fissato a 1,6 euro, ben al di sotto delle attuali valutazioni di Borsa. 
Per Banca Popolare di Milano e Banco Popolare il prezzo obiettivo è pari rispettivamente a 0,3 e a 1,9 euro, mentre per Ubi Banca viene indicato a 2 euro.
Fonte: News Trend Online

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