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mercoledì 2 novembre 2016

HSBC: l'oro trionfa con Trump ma vince anche con Clinton

A una settimana dalle elezioni dell'8 novembre, c'è qualcuno che ha già vinto con certezza la sfida presidenziale USA: gli investitori che si stanno dirigendo verso l'oro. A pensarlo, gli esperti di HSBC, secondo cui chiunque prevarrà nel voto per la Casa Bianca, il metallo giallo è destinato a immettersi negli ultimi due mesi dell'anno in un robusto canale rialzista, proseguendo poi la sua corsa anche nel 2017.
Un po' meglio andranno le cose per chi scommette sull'oro se vince Trump, sostengono gli analisti, ma anche una vittoria di Hillary Clinton innescherà un nuovo rally che potrebbe garantire ritorni di almeno l'8% entro la fine del 2016.

La view di Hsbc

“Oltre che agli eventi economici e finanziari" si legge nel nuovo report messo a punto da James Steel, responsabile per le analisi sui metalli preziosi di HSBC, "l'oro è sensibile agli sviluppi geopolitici e persino a quelli sociali".

E da questo punto di vista, è la premessa, il voto dell'8 novembre assumerà una rilevanza notevole, perché dal suo esito si comprenderanno le linee guida della politica americana per i prossimi anni.
Dalle elezioni USA, scrive Steel, si trarranno le prime indicazioni su "politica economica e politica estera", con effetti significativi sui prezzi dell'oro, "data la gravità delle sfide che l'economia si trova a fronteggiare", come la fragilità della ripresa, gli alti livelli di debito o la bassa produttività.
Tutti e due i candidati, scrive l'estensore, propongono politiche commerciali che potrebbero favorire la domanda e l'oro offre una potenziale "protezione contro il protezionismo".
Inoltre, un impatto sui prezzi si avrebbe anche dalle politiche fiscali dei due candidati.

La candidata dei democratici ha suggerito un piano di stimolo che vada oltre le politiche monetarie, e Trump si è spinto durante la campagna elettorale fino a a parlare di un piano da 500 miliardi di dollari.

Cosa succede se vince Clinton

Nonostante l'atteggiamento tendenzialmente più internazionalista di Hillary Clinton, anche un risultato a favore della candidata democratica sarebbe coerente con le previsioni bullish sull'oro, considerato il suo progressivo slittamento verso politiche protezioniste, che l'ha spinta negli ultimi tempi a proporre una rinegoziazione degli accordi di libero scambio.
E se poi, contrariamente alle previsioni prevalenti nei sondaggi, i democratici riuscissero ad imporsi anche al Congresso, una politica fiscale prevedibilmente più espansionistica potrebbe avere effetti rialzisti ancora più marcati rispetto allo scenario di base.
Quest'ultimo è rappresentato da un ambiente di bassi tassi e da una ripresa della domanda fisica con una previsione di un prezzo di 1400 dollari l'oncia alla fine del 2016, a fronte di un prezzo medio per l'anno in corso stimato in 1275 dollari.

Per il 2017, la stima sale a 1440 dollari l'oncia alla fine dell'anno, che implica una stima del prezzo medio nel corso del 2017 di 1310 dollari.
La previsione di Steeel per la fine del 2016 di 1400 dollari l'oncia rappresenta un incremento di oltre l'8% rispetto alle valutazioni correnti dell'oro spot.

Con Trump l'oro veleggia 

Con Trump il potenziale rialzista si moltiplica e raggiunge percentuali a due cifre.
A fare da catalizzatori per il prezzo dei lingotti nel caso di una vittoria repubblicana sarebbero le politiche fortemente protezioniste programmate in campagna elettorale, le più alte spese di bilancio e numerosi rischi geopolitici.
Entro la fine del 2016, lo spostamento degli investitori verso i lingotti potrebbe far schizzare le quotazioni verso i 1500 dollari l'oncia, incrementando il prezzo medio del 2016 a 1300 dollari l'oncia.
Una ulteriore fase rialzista potrebbe portare poi nel 2017 a un prezzo intorno a 1575 dollari l'oncia, con un prezzo medio nel corso dell'anno prossimo stimato in 1410 dollari l'oncia. 
La previsione fornita da Steel, a distanza di 2 mesi dalla fine dell'anno, equivarrebbe dunque a un massiccio rialzo del di oltre il 16% in meno di sessanta giorni.

Uno scenario condiviso

E la previsione degli esperti di HSBC non arriva d'altra parte isolata.

L'agenzia Bloomberg riferisce l'opinione James Butterfill, di ETF Securities, che prevede un apprezzamento dei corsi dell'oro fino al 10% soprattutto in caso di vittoria di Trump, da spiegarsi con l'incertezza politica e con la prospettiva di una crescita dell'inflazione.
E il Wall Street Journal riporta il parere di Peter Hug, responsabile per il trading globale presso Kitco Metals, secondo il quale i molteplici timori che condizionano il mercato in questo momento vanno a tutto vantaggio del metallo giallo.
Stando all'analista, "l'incertezza sulle elezioni USA, gli ondeggiamenti dei mercati azionari e i dubbi sulla politica dei tassi di interesse USA rendono più agevole essere long sui metalli preziosi".
Fonte: News Trend Online

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