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lunedì 7 novembre 2016

Groviglio Brexit

L’economia del Regno Unito continua ad essere un’osservata speciale da parte degli osservatori economici, oltre che un elemento di fervido dibattito politico tra europeisti e anti-europeisti nei singoli Paesi UE. A partire dalla notizia delle ultime ore che vede il governo inglese fare appello contro la decisione dei giudici secondo cui la Brexit deve passare anche per il consenso delle Camere.
Di sicuro chi si attendeva uno scenario nefasto dopo la Brexit è rimasto deluso, con il GDP che a settembre ha registrato una crescita del 2,3%, battendo le attese, in salita rispetto al 2,1% del precedente quarter.
UK GDP Annual Growth Rate
Fonte: Tradingeconomics
Un valore positivo che in realtà difficilmente può tradursi in una reazione di ottimismo considerando che gli effetti economici dell’uscita degli UK dall’Area Euro non sono valutabili nel breve e pertanto in questa fase è l’incertezza l’elemento dominante.
Un’indeterminatezza che sta producendo i suoi primi effetti grazie alla svalutazione monetaria, un dato che sicuramente ha fatto la gioia dei traders valutari considerando la sequenza di break-out che si sono susseguiti ma che genera tanta incertezza in termini di politica monetaria.
Operativamente il cross EUR/GBP ha raggiunto un picco a 0.943, massimo degli ultimi 7 anni, giungendo in prossimità dell’area di massimo assoluto, 0.98.

La tendenza è sicuramente ben definita al rialzo ma in questa fase l’apertura di nuove posizioni Long assume caratteristiche di rischiosità eccessive rispetto ai benefici stimabili e pertanto sarebbe auspicabile attendere una prosecuzione della fase di consolidamento avviata nelle ultime tre settimane.
Eur/GBP
Fonte: FIDA
Una svalutazione così rapida ha determinato un cambiamento di scenario, con l’intervento di politica monetaria espansiva annunciato ad agosto che ora diventa un elemento non più all’ordine del giorno per la BoE, considerando che in questa fase l’obiettivo è diventato quello di monitorare la volatilità dei prezzi.
Long Gilt
Fonte: FIDA
L’effetto non si è fatto attendere sul mercato obbligazionario con il Long Gilt che dopo aver raggiunto la soglia dei 135 punti, 0,5% di rendimento, assumendo posizioni deflazionistiche da parte degli investitori, ha visto i prezzi virare bruscamente verso il basso con obiettivo alla precedente area di accumulazione compresa tra 120 e 122 punti percentuali.
L’aumentato premio al rischio produce di riflesso i propri effetti anche sul mercato equity con il Ftse 100 che dopo aver raggiunto il massimo assoluto a 7.129 punti ha avviato una rapida fase di storno dettata da prese di beneficio e anticipata dalle divergenze rispetto agli indicatori leading.

Operativamente i prossimi livelli di supporto sono da indicare a 6.600 e 6.400 punti, area di accumulo al cui interno all’interno i prezzi potrebbero effettuare una fase di consolidamento per poi decidere la direzione da seguire.
Long Gilt
Fonte: FIDA
L’investimento sull’indice britannico è possibile attraverso una serie di ETF quali:
  • Lyxor Ucits ETF Ftse 100 - FR0010438127;
  • Ubs Ftse 100 Ucits Etf A - LU0136242590;
  • IShares Core Ftse 100 Ucits ETF - IE00B53HP851
Fonte: News Trend Online

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