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venerdì 18 novembre 2016

Goldman Sachs: ecco la mappa per investire nel 2017


In una nota ai clienti inviata ieri, la casa d'affari statunitense ha rilasciato un report messo a punto da un team di analisti guidato da Charles Himmelberg, Chief Credit Strategist del gruppo, con i 10 temi di mercato che domineranno la scena nel 2017. "Alta crescita, più rischio, più alti ritorni": si riassume così la previsione degli esperti di Goldman: condizionata ovviamente, come tutto quel che succede da dieci giorni a questa parte, dall'elezione di Trump e dall'imminente cambio riguarda alla Casa Bianca.

Ecco allora punto per punto una sintesi della top ten delle tendenze che consentirà di orientarsi il prossimo anno.

Ritorni attesi: solo un po' più alti

Per la fine del 2017, l'attesa è che i detentori di asset finanziari possono ragionevolmente attendersi un trend upside, ma i guadagni rimarranno verosimilmente limitati. Secondo gli analisti, la previsione per la fine del 2017 è che lo S&P 500 chiuda a 2200, appena l'1% sopra la chiusura del giorno precedente la diffusione della nota.

Le migliori opportunità d'investimento si avranno nei mercati asiatici (escluso il Giappone), dove ci si aspetta un potenziale ritorno del 12%. Al contrario, Goldman Sachs raccomanda agli investitori di tenersi lontani dai bond governativi tedeschi a 10 anni, che secondo le previsioni della banca d'affari potrebbero scivolare di oltre l'11%. 

Politiche fiscali USA: un'agenda a favore della crescita

La fase risk-on registrata dai mercati all'indomani dell'elezione è stata dettata dal fatto che Trump, nel suo discorso della vittoria del 9 novembre, si è concentrato più sul tema della spesa per infrastrutture che su protezionismo e immigrazione illegale, temi caldi della campagna elettorale.

 "I mercati sono affamati di crescita", si legge nel report, cosa che  "si vede chiaramente nell'impazienza con cui i mercati si sono aggrappati al messaggio di Trump", oltre che dalla "rapidità con cui la narrativa sulle prospettive economicche prevalente sui mercati si è spostata da tema incertezza a quello della crescita".
Inoltre, il programma di stimolo fiscale, che negli Stati Uniti aiuterà la reflazione reflazionario, grazie al controllo Repubblicano del Congresso ha buone "buone chance" di successo.  

Stati Uniti e commercio: timori esagerati

Non c'è alcuna guerra commerciale all'orizzonte, è la rassicurazione di Goldman Sachs.

Il rischio di un forte peggioramento delle relazioni è "sovrastimato" e qualsiasi ipotesi di rinegoziazione degli accordi di scambio come il NAFTA si concentrerà sullo sforzo di migliorare le prospettive del settore manifatturiero USA.  "La nostra previsione è che il ricorso a tariffe punitive da parte di Trump sarà altrettanto pragmatico di quello di Obama, sebbene più schietto".
Per il gruppo di analisti guidato da Himmelberg, i Repubblicani di Camera e Senato più convintamente orientati verso il libero scambio faranno da contrappeso a un eventuale estremismo protezionistico dell'amministrazione Trump: e quest'ultimo adotterà "un approccio molto più concreto " alla politica commerciale USA.

Rischio sui mercati emergenti: il "Trump Tantrum" è passeggero

La fuga dai mercati emergenti dal giorno delle elezioni USA è stata provocata dall'aumento dei rendimenti del Tesoro USA, che hanno diminuito il bisogno di cercare rendimenti all'estero, oltre che dal timore che politiche commerciali protezionistiche possano limitare la crescita.

Ma Goldman non vede una continuazione dell'attuale trend anche il prossimo anno. "Abbiamo costantemente osservato che quando una crescita USA più sostenuta va di pari passo con tassi più alti, i mercati emergenti possono prosperare, specialmente l'azionario e gli spread."

Le dinamiche dello yuan

Trump ha lanciato pesanti accuse contro la Cina per le manipolazioni della sua moneta.
Nell'ultimo periodo le autorità del paese asiatico hanno cercato di mantenere alta la loro divisa piuttosto che indebolirla, usando le riserve in valuta estera per sostenere lo yuan. In generale, il deprezzamento guidato è stato le regola per lo yuan cinese: la svalutazione a sorpresa del 2015 ha portato scompigliio negli mercati finanziari e Goldman prevede che quosto trend continui.

"Le nostre stime (USD/CNY a 7,30 nei 12 mesi) implicano un deprezzamento che è ben oltre i prezzi di mercato, il che implica dei guadagni positivi nonostante il negative carry"

Le mosse della BoJ anticipano nuove politiche monetarie

Secondo gli analisti, la decisione della BoJ di monitorare la curva dei rendimenti preannuncia una serie di novità nelle sue politiche, che hanno di mira "il costo intermediario dell’offerta di credito alle banche nel breve piuttosto che il costo di mercato dei prestiti tramite il debito pubblico nel lungo termine".

Questo, sommato a misure come il "funding for lending", sarà ciò che avrà più effetti sull'economia reale, in particolare sugli investimenti. Un piano di stimolo monetario meglio orientato potrebbe aiutare ad evitare alcune implicazioni negative derivanti dal Quantitative Easing che inibiscono la creazione del credito, suggerisce Goldman.

Corporate: fine della recessione dei ricavi

Gli analisti guidati da Himmelberg si aspettano per il 2017 una conferma che "il settore corporate USA è uscito dalla sua recente fase di recessione dei ricavi." Un'economia globale che si sta consolidando e il recupero dei prezzi del greggio dai minimi di febbraio supporta la previsione di una crescita delle entrate nel mercato interno." E per il 2017, "il nostro U.S.

Portfolio Strategy team si aspetta che un moderato miglioramento nel contesto macroeconomico sosterrà una crescità dell' EPS sullo S&P del 10% a 116 dollari", con target per la fine dell'anno a 2200 punti.

Trump: presidente dell'inflazione

I trader si aspettano che Donald trump sarà il presidente dell'inflazione.
 "Quel che ci sembra chiaro", scrivono gli analisti, "è che le questioni economiche, in particolare riduzione delle imposte, spesa per infrastrutture e la difesa, occupano una posizione prioritaria nell'agenda: una ricetta per la reflazione." Gli analisti prevedono inoltre "un significativo rafforzamento della spesa pubblica in Giappone, Cina, Stati Uniti ed Europache dovrebbe alimentare le pressioni inflazionistiche in quelle economie".

Il prossimo ciclo economico

I segmenti del mercato del credito legati alle commodity, scrivono gli analisti, hanno sofferto nel 2016, ma non si sono manifestate forme di contagio.

Per gli esperti di Goldman, una situazione simile si verificherà nel 2017, senza che il ciclo del credito prenda la via di un peggioramento. Il rischio di una recessione negli Stati Uniti rimane basso nel 2017, il che porta a pensare che "il punto di flesso è improbabile si materializzi il prossimo anno, nonostante la debolezza dei bilanci societarii".

Le mosse di Janet Yellen

Un accomodamento delle condizioni finanziarie permetterebbe alla Fed di normalizzare la politica più rapidamente, con effetti sulla valutazione delle attività finanziarie.

"Per il 2017, questa intuizione sembra più rilevante che mai, soprattutto dal momento che il presidente Trump  ha promesso uno stimolo fiscale concreto." Le aspettative sulla Yellen aumentano: con il grande stimolo fiscale del 2017, il FOMC sarà obbligato a rispondere in modo più aggressivo all’allentamento delle condizioni finanziarie.
Fonte: News Trend Online

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