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giovedì 24 novembre 2016

Generali conferma target 2018, lascerà mercati non attraenti

Londra, 23 nov. (askanews) - Generali conferma i target del piano al 2018 presentato nel maggio 2015, ma spinge l'acceleratore sugli obiettivi di efficienza e redditività con l'uscita dai 13-15 mercati (su un totale di 42) che a livello geografico ritiene meno attraenti e la razionalizzazione della macchina operativa nei mercati maturi, dove punta a una riduzione netta dei costi di 200 milioni di euro nel periodo 2016-2019 e a un aumento del 15% della produttività.
In alcuni Paesi la riduzione dei costi comporterà anche la riduzione dell'organico attraverso un rallentamento del turn-over o con specifici piani di ristrutturazione. Ma "non ci sono esuberi, non ci sono piani di riduzione del personale" e il numero di 8 mila esuberi circolato attraverso indiscrezioni di stampa "non esiste".
E' quanto è emerso dall'Investor Day di oggi a Londra, durante il quale il group Ceo Philippe Donnet e la prima linea di manager ha presentato alla comunità finanziaria e alla stampa l'aggiornamento del piano strategico che portava la firma dell'ex Ad Mario Greco, poi passato a Zurich. Di quel piano sono stati confermati i target: oltre 7 miliardi di euro di generazione di cassa entro il 2018 e dividendi aggregati sopra i 5 miliardi, con un Roe medio superiore al 13% nel periodo di piano (2015-2018).
"Abbiamo una nuova ossessione per l'eccellenza", ha affermato Donnet. "Oggi - ha detto - annunciamo una nuova ambizione per Generali: essere leader ed eccellere in tutto quello che facciamo e ovunque operiamo". L'obiettivo "è la leadership nei Paesi dove operiamo, misurata non sulla dimensione ma sulla profittabilità".
I ricavi per circa un miliardo di euro attesi dall'uscita dai mercati dei Paesi meno attraenti, che non sono stati indicati se non a titolo numerico, varranno reinvestiti in "operazioni a elevato ritorno e non nei dividendi che arriveranno interamente e a ritmo sostenibile dal business ricorrente. "Nel piano - ha spiegato Donnet - non sono previste fusioni e acquisizioni, ma se si presenteranno opportunità le valuteremo. Le faremo se apporteranno contributo alla nostra strategia, non le faremo se non ci sono sinergie e redditività".
In merito alle caratteristiche dei target ideali, Donnet ha precisato che i settori nei quali il gruppo vuole crescere sono property e casualty, Rami danni, malattia, protezione, risparmio gestito, asset management e unit linked. "La società ideale che ci interessa è una società piccola e media che possiamo integrare con sinergie in un Paese dove siamo già forti e a un prezzo interessante. Dato che non c'è spinta nè fretta abbiamo l'opportunità di poter scegliere bene. E' chiaro che una piccola società che fa prevalentemente rami Danni ci interessa di più di una che fa Vita", ha detto.
Quanto alla controllata Banca Generali, Donnet ha confermato che "è strategica" e ha assicurato che "non esiste" alcun progetto di riduzione della quota, attualmente pari al 51%. Grande attenzione, poi, al tema Mps, che per il Leone è "una priorità". La scelta che Generali farà sull'eventuale conversione dei bond Mps detenuti (che Donnet non ha quantificato, limitandosi ancora una volta a ripetere che il gruppo ha un'esposizione complessiva pari all'1% dei propri asset totali verso banche italiane) è infatti alternativa e prioritaria rispetto a un possibile impegno in Atlante 2.
"Il nostro orientamento - ha ribadito Donnet - non è cambiato: abbiamo sempre dichiarato la nostra disponibilità a contribuire a una soluzione per Mps. E' verosimile che nei prossimi giorni o settimane ci sarà questa proposta di conversione. La valuteremo insieme al nostro cda con un atteggiamento positivo e prenderemo la decisione giusta".
Donnet si infine detto pronto a lasciare a breve l'incarico di Country manager per l'Italia che aveva mantenuto: "Ci avviciniamo alla nomina di un Country manager per l'Italia. Mi sembra giusto perché io mi devo impegnare al 100% nel lavoro di group Ceo, non sarebbe giusto rimanere in questa situazione. Non posso dire il nome, ma posso dire che faremo una scelta interna", ha anticipato.
Nel giorno dell'Investor Day, il titolo ha segnato in Borsa un calo del 2,83% a 11,32 euro. Da un anno a questa parte Generali ha registrato una flessione del 36,23%. Il dato non turba particolarmente l'Ad. ""Il titolo è quello che è. Non sono soddisfatto o felice né deluso, altrimenti sarebbe meglio non fare il nostro mestiere. L'andamento del titolo non mi crea ansia. Lo guardo, ma non tutti i giorni, perchè noi guardiamo ad un orizzonte ben più lungo. Noi siamo focalizzati nel fare al meglio il nostro lavoro di assicuratori", ha commentato.

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