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venerdì 18 novembre 2016

Ftse Mib in catene

Fabio Pioli cfionline.it

venerdì 18 novembre 2016
Sì, è vero, non siamo americani, ma è anche vero che non siamo tedeschi. Ma è tutta qui la differenza tra l’andamento del nostro indice Ftse Mib e gli indici di borsa di New York e di Francoforte?

Continuiamo con un'altra domanda: il lungo movimento laterale di congestione che caratterizza il nostro listino, delimitato tra i 17.000 e i 16200 punti è quanto di meglio riusciamo ad esprimere? Per quanto ancora l’indice resterà in catene?

Figura 1. Future FtseMib40 – grafico settimanale.



Per trovare la motivazione delle differenze di comportamento non bisogna guardare per forza al di là dell’Atlantico oppure oltre confine, perché la risposta è nel grafico.

Per come è iniziato il movimento si poteva infatti già intuire che avremmo avuto solo di un rimbalzo. Infatti, per chi applica i conteggi delle onde di Elliot, contrariamente ai rialzi veri e propri, i rimbalzi partono con un movimento a tre fasi (vedi a- b- c in figura 2).

Figura 2. Future FtseMib40 – grafico giornaliero con analisi onde di Elliott



In altre parole, la difficoltà della prosecuzione del movimento era in germe già dalla partenza in quanto i rimbalzi assumono sempre una forma più complicata e meno direzionale (quanto meno nella prima parte).

Possiamo sperare che, se l’inizio è stato privo di soddisfazioni la fine sarà invece generosa? Evidentemente è una delle due soluzioni possibili. Non è inusuale infatti vedere dei rimbalzi esprimere nelle fasi finali tutta la violenza che non hanno proposto precedentemente (Figura 3).

Figura 3. Future FtseMib40 – grafico giornaliero con analisi onde di Elliott.



L’ alternativa, pur possibile ma non ugualmente probabile, sarebbe invece desolante (Figura 4).

Figura 4. Future FtseMib40 – grafico giornaliero con analisi onde di Elliott.



Vediamo ora due titoli: STM, legato a doppia mandata al mercato americano e Generali.

STM, sebbene in lateralizzazione come tutto il paniere MIB40, si trova in prossimità del lato superiore del rettangolo (Figura 5).

Figura 5. STM – grafico mensile.



Il suo viaggio, probabilmente non ancora finito, si trova in dirittura di arrivo in quanto difficilmente riuscirà a superare le importanti resistenze poste a 9,09.

Figura 6. STMicroelectronics – grafico settimanale.



Non bisogna però, a nostro avviso, mettersi short adesso perché significherebbe porsi contro trend. Meglio attendere l’arrivo a tali livelli e valutare.

Generali, sebbene abbia finora mostrato più debolezza, in verità ha tenuto i supporti dinamici di area 11 euro (Figura 7).

Figura 6. GENERALI – grafico settimanale.



Se tale rafforzamento venisse confermato dal superamento al rialzo dell’importante resistenza posta a 11,68, allora il titolo sarebbe da comprare, cautelati da uno stop-loss appena sotto gli 11 euro

*Fabio Pioli, Pres. Ass. Italiana Traders e Piccoli Risparmiatori e fondatore di CFI (www.cfionline.it)

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