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venerdì 25 novembre 2016

Ftse Mib: il rischio referendum impone cautela. I titoli buy

Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista realizzata a Davide Dalmasso, analista tecnico di Alfa Scf, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su diverse blue chips.
L'indice Ftse Mib resta sordo ai nuovi record storici messi a segno da Wall Street, muovendosi sempre in laterale. Come valuta l'attuale situazione del mercato e quali sono le sue attese nel breve?
La situazione del Ftse Mib si pone del tutto al di fuori delle logiche internazionali che portano l'S&P500 a segnare nuovi massimi di sempre. Il trading range a Piazza Affari prosegue ormai dalla fiammata di luglio scorso e i corsi continuano a muoversi tra i 16.000 e i 17.400 punti. Almeno due volte in modo significativo è stata testata sia la parte bassa di questo canale che quella alta.
Dal punto di vista prettamente tecnico il trend del nostro indice non può che essere definito come neutrale. Se ignorassimo le cause, e mi riferisco in primis al referendum, che giustificano il mantenimento del Ftse Mib all'interno del range segnalato prima, i 16.000 punti sarebbero sicuramente un livello in corrispondenza del quale acquistare.
Il rischio che il referendum possa portare volatilità negativa sul nostro indice è concreto e in caso di cedimento del supporto a 16.000 punti vedo altamente probabilmente il raggiungimento di area 15.000 come successivo sostegno.
Sul fronte resistenziale per essere la soglia dei 17.400 punti sarà importante che il Ftse Mib abbatta prima un altro ostacolo individuabile tra i 16.600 e i 16.700 punti.
Su Piazza Affari in questo momento il mio giudizio è improntato ad una forte prudenza sia da un punto di vista tecnico che fondamentale, se andiamo a vedere le ragioni che giustificano il trading range in atto. Direi che ci sono tutti i motivi per cui l'indice continua ad oscillare intorno ai livelli attuali, senza riuscire a schiodarsi dagli stessi.
Ritengo che in contesti come quello attuale vada molto più premiato il picking piuttosto che la selezione indiscriminata di titoli fatta attraverso l'indice che tra l'altro è fortemente sbilanciato sul versante finanziario, con tutti i pro e i contro che questo può determinare.
In una fase così aleatoria le tecniche di picking sono sicuramente premianti rispetto all'acquisto dell'indice nel suo complesso.
Partendo dai bancari, ci sono dei titoli che sta seguendo con più interesse di altri in questa fase di mercato?
Segnalo in primis Intesa Sanpaolo (Amsterdam: IO6.AS - notizie) che nel settore di appartenenza è sicuramente il titolo con l'impostazione migliore e quello su cui gli operatori sembrano dare delle valutazioni di natura fondamentale più interessanti.
Il titolo aveva iniziato ad abbozzare la formazione di un trend rialzista, ma nelle ultime sedute ha interrotto una trendline crescente che negli ultimi mesi aveva sostenuto il rialzo dei prezzi. Intesa Sanpaolo continua a trovare nel supporto dei 2 euro un valido punto da cui rimbalzare, ma se questo sostegno dovesse venire meno l'area di 1,9 euro potrebbe rivestire il ruolo di supporto successivo, offrendo così delle opportunità di acquisto.
Altro titolo di cui vorrei parlare è Banca Popolare dell'Emilia Romagna che per il momento ha intatta la trendline crescente che si ottiene congiungendo il minimo di luglio e quello formatosi ad ottobre. Questa trendline converge verso i 3,65 euro dove è possibile individuare anche un supporto di carattere statico.
Per la convergenza di questi due supporti ritengo che l'area dei 3,65 euro sia da monitorare con attenzione nel caso in cui venisse ritestata, per valutare nuovi ingressi sul titolo.
Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) settore delle utilities ci sono delle storie che meritano di essere menzionate a suo avviso?
Guarderei in particolare ad A2A (EUREX: 928195.EX - notizie) ed Hera che nelle ultime settimane sono stati fortemente colpiti a causa dell'intensificarsi delle aspettative di un aumento dei tassi di interesse.
Le due società hanno in bilancio un forte indebitamento e quindi risentono dell'incremento dei rendimenti obbligazionari ancor prima di un aumento del costo del denaro.
Hera da maggio scorso ha registrato una serie di massimi e minimi decrescenti dando origine ad un trend di medio decrescente, portando le quotazioni a ridosso di una zona supportiva, in corrispondenza della quale si potrebbe avere un rimbalzo.
L'area compresa tra 1,84 e 1,75 euro è molto interessante per iniziare ad accumulare Hera in portafoglio.
Anche per A2A si è avuta una forte debacle e l'attenzione è ora rivolta al supporto di 1,35 euro. Se i corsi dovessero approdare su questo livello ci sarebbero opportunità di acquisto sulla debolezza.
Uno sguardo anche ad Iren (Londra: 0MUN.L - notizie) per il quale segnalo il livello di 1,35 euro, tenendo presente che questo supporto statico è rafforzato dalla convergenza sullo stesso di una trendline rialzista di lungo periodo.
Ci sono altri titoli che vuole segnalarci a Piazza Affari?
Invito a seguire Buzzi Unicem (Londra: 0NVQ.L - notizie) che dopo le elezioni presidenziali Usa ha registrato un forte rialzo. Se i prezzi dovessero tornare in area 18,35 euro, dando origine ad un movimento di pull-back, ci sarebbero interessanti opportunità di ingresso sul titolo.
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