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lunedì 28 novembre 2016

Francia: sarà sfida Fillon-Le Pen. La Gauche francese è nel caos


Alla fine, tra i due litiganti, ha vinto lui. Il terzo incomodo: l'outsider Francois Fillon, che dopo aver messo fuori gioco contro tutti i pronostici l'ex-presidente Nicolas Sarkozy nel primo turno di primarie dei Républicains la settimana scorsa, surclassa nel voto di ballottaggio anche l'unico rivale rimasto in campo, il 71enne moderato Alain Juppé, e si conferma ufficialmente il candidato del centrodestra alle elezioni presidenziali della primavera 2017.
Sarà il liberista che ha promesso 100 miliardi di tagli alla spesa pubblica, dunque, a sfidare nella corsa per l'Eliseo il Front National di Marine Le Pen, data da tutti i sondaggi come favorita al primo turno (si vota il 23 aprile, con successivo ballottaggio tra i primi due il 7 maggio), e i socialisti dell'attuale presidente Francois Hollande, la cui ricandidatura è ormai sempre più compromessa dopo il pubblico disconoscimento di ieri, con minaccia di possibili e imminenti dimissioni e di candidatura alternativa - fatto inedito nella Quinta Repubblica - da parte del suo stesso Primo Ministro Manuel Valls. 

Il voto di ieri

Se era stata una sorpresa la vittoria del "thatcheriano" Fillon al turno del 20 novembre, stravinto contro tutti i sondaggi, lo è certamente meno il risultato di ieri, giunto al termine di una settimana che ha visto l'avversario Juppé spiazzato e quasi rassegnato alla sconfitta.
Fillon ottiene la candidatura repubblicana con un ampio margine, il 69,5% delle preferenze contro il 30,5% del rivale: il vecchio sindaco di Bordeaux, che aveva calibrato temi e toni della sua campagna in vista del duello con Sarkozy, è parso sempre più in difficoltà negli ultimi giorni e non è riuscito a scaldare i cuori dei francesi con il suo programma  anti-lepeniano e "pacificatore" (con qualche strizzata d'occhio all'elettorato di sinistra).  
Nel segno del ricompattamento immediato dello schieramento conservatore il "discorso della vittoria" di Fillon.

"Tendo la mano a tutti quelli che vogliono servire il nostro Paese," ha dichiarato a caldo, lanciando un messaggio di distensione all' "uomo di Stato" Juppé e rivolgendo un "pensiero particolare" a Sarkozy, dal quale aveva già ricevuto l'endorsement nel corso della settimana.
E i primi segnali vedono già proiettato il front runner dei gollisti sugli argomenti da usare contro i due schieramenti avversari.
"Sinistra significa una politica fallimentare, estrema destra significa bancarotta," ha detto ai suoi sostenitori, preparando già il leitmotiv della sua battaglia su due fronti per l'Eliseo. 

Chi è Fillon

Fillon arriva sì da outsider alla corsa finale per la poltrona presidenziale - fino a qualche settimana fa veniva dato addirittura per quarto tra i candidati del centrodestra -, ma non è certo figura di secondo piano della politica francese.

Il 62enne di Le Mans, già primo ministro sotto la presidenza Sarkozy dal 2007 al 2012, ha alle spalle una lunga carriera politica e ha ricoperto numerosi incarichi di governo, servendo come ministro dell’Istruzione, degli Affari sociali, delle Telecomunicazioni, delle Tecnologie dell’informazione e delle Poste.
Padre di cinque figli, durante la campagna per le primarie non ha nascosto la sua impostazione fortemente cattolica e legata ai valori della famiglia tradizionale, che gli ha guadagnato l'accusa di "reazionario medievale" da parte del compagno di partito Juppé.
Tra le proposte che più hanno fatto storcere il naso alla parte più moderata del suo stesso schieramento, alcune dichiarazioni sull'aborto - sul quale comunque, nonostante la sua non nascosta contrarietà, in campagna elettorale ha precisato di non voler modificare la legge del 1975 che lo regola - e la proposta di rivedere la legge Taubira, con la quale tre anni è stato concesso il diritto di adozione alle coppie omosessuali. 
Ma è sul terreno economico che Fillon presenta un programma che si profila - per sua stessa ammissione - come "brutale".

Il candidato gollista ha più volte espresso la sua ammirazione per le ricette economiche di Margaret Thatcher e propone adesso uno "choc” per l'economia francese: una riduzione della spesa pubblica da circa 100 miliardi di euro in cinque anni, che passa per un taglio di 500mila funzionari pubblici, e il superamento delle 35 ore di lavoro settimanali. 

La "morte" della gauche?    

E mentre la stampa francese si chiede in queste ore se una piattaforma politica come quella di Fillon rappresenta un argine ulteriore contro Marine Le Pen o una buona notizia per la destra radicale, la sinistra governativa si prepara a vivere ore di forte passione.
Ieri, infatti, in un'intervista al Journal du Dimanche, il primo ministro Manuel Valls, con una scelta inedita nella Quinta Repubblica francese, ha prospettato la possibilità di presentarsi in lizza alle primarie del centrosinistra, in calendario a gennaio, contro il Presidente in carica.

"Noi possiamo uscire polverizzati dal primo turno delle presidenziali: la sinistra può morire", ha ammonito Valls, consapevole della scarsissima popolarità e degli errori di Hollande.
"Ho rapporti di rispetto, amicizia e lealtà con il presidente" ha aggiunto, "ma la lealtà non esclude la franchezza.
Bisogna constatare che nelle ultime settimane il contesto è cambiato." 
Secondo le ultime voci Hollande, che ha fissato al 10 dicembre la data per sciogliere la sua riserva sulla sua ricandidatura, avrebbe adesso l'intenzione di effettuare un rimpasto di governo e liberarsi dello scommodo primo ministro.

Mossa che potrebbe essere anticipata dallo stesso Valls con l'annuncio delle sue dimissioni già oggi. 
Fonte: News Trend Online

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