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venerdì 18 novembre 2016

Francia, il muro anti-Le Pen della vecchia politica

La leader del Front National Marine Le Pen.
(© Getty) La leader del Front National Marine Le Pen.
Dopo la Brexit e Donald Trump alla Casa Bianca, una vittoria di Marine Le Pen alle Presidenziali francesi è la bomba da disinnescare, per impedire una deriva xenofoba e autoritaria nel cuore dell'Ue.
Oltralpe si vota il 23 aprile 2017 per il primo turno e il 7 maggio per il secondo turno: l'ancora di salvezza che, alle Regionali del 2015, ha sgonfiato la prepotente affermazione della leader del Front National (Fn), l'estrema destra nazionalista ormai primo partito di Francia.
L'ONDATA BLEU-MARINE. Meno di un anno fa Le Pen ha sfiorato il 41% in Piccardia, dov'era candidata, e la nipote-jolly Marion ha superato il 45% in Provenza.
In media il partito di famiglia si era attestato al 27%, con sei regioni su 13 conquistate: solo il ballottaggio ha annullato la scalata del Fn in tutti i distretti, grazie al «patto repubblicano» tra partiti tradizionali, che in tempi di abbandono della solidarietà e di bisogno di sicurezza equivale all'appello della sinistra a votare indipendendenti o conservatori di Nicolas Sarkozy.
FARE MURO CONTRO IL FN. Uno schema analogo si prefigura anche per l'investitura del successore di François Hollande, il presidente socialista ai minimi storici di gradimento (4%): spingere quanti più elettori possibile, specie tra gli immigrati, a votare al secondo turno; fare muro contro Marine; soprattutto proporre candidature attraenti per l'Eliseo con il Fn sopra il 28%  nei sondaggi.
L'ultimo punto è il più difficile, tenuto conto che Le Pen, sempre più apprezzata dai giovani, finora ha dimostrato di saper fare bene i suoi conti.

Il giovane liberal Macron e Le Pen in testa tra i neo-elettori

Emmanuel Macron mentre annuncia la sua candidatura all'Eliseo.
(© Getty Images) Emmanuel Macron mentre annuncia la sua candidatura all'Eliseo.
Per la vecchia politica bloccare il Front national alle Presidenziali non è un inedito.
Nel 2002 il padre e fondatore Jean Marie Le Pen sfidò il presidente uscente Jacques Chirac con il 17% al secondo turno, ma lì si fermò.
I tempi stavolta sono peggiori, lo stesso premier Manuel Valls ha ammesso che una vittoria dell'estrema destra al prossimo appuntamento elettorale «è possibile, tutti le rilevazioni dicono che Marine Le Pen sarà presente al ballottaggio».
Anche Oltreoceano gli esperti si interrogano se i tempi non siano davvero maturi «per una sua vittoria» e l'alleata di Matteo Salvini (Lega Nord) all'Europarlamento ripete convinta di «farcela», perché le «élite ormai sono disconnesse dalla gente».
L'EVOLUZIONE DEL FRONT NATIONAL. La sua lunga opera di maquillage al partito neofascista si è rivelata vincente. La scelta un anno fa di disfarsi del padre Jean Marie (espulsione dal Fn confermata ora dalla magistratura), dopo la sua battuta sulle «camere a gas naziste dettaglio della storia», le ha portato un'impennata di consensi anche tra i nuovi elettori.
In Francia il nazionalismo paga: dopo gli attentati di Parigi, il 36% degli under 25 interpellati ha dichiarato di gradire la leader del Fn più del giovane astro nascente Emmanuel Macron (al 34%), dimissionario ministro tecnico dell'Economia dell'esecutivo Valls.
Al secondo turno il 48% di loro rivoterebbe Le Pen.
SARKOZY E HOLLANDE ALL'8%. All'8%, dietro di oltre 20 punti secondo le ultime rilevazioni, Sarkozy e Hollande, superati anche dal baluardo della sinistra radicale (Front de gauche) Jean-Luc Mélenchon.
L'unico nome del centrodestra capace di sfiorare il 30% sarebbe, sempre stando ai sondaggi, il 71enne Alain Juppé, già fondatore e presidente dell'Ump di Sarkozy, ex premier, tutt'altro che un volto nuovo della politica.

Socialisti e conservatori alle primarie per contrastare Marine

Il presidente francese Francois Hollande col premier Manuel Valls.
(© Ansa) Il presidente francese Francois Hollande col premier Manuel Valls.
Per neutralizzare il fattore Le Pen si sonda il terreno con le primarie.
Per la prima volta per le Presidenziali, sia i socialisti sia l'Ump (ribattezzati da Sarkozy i repubblicani) hanno fissato due turni di consultazioni con gli iscritti e gli elettori che firmano i loro manifesti: il 20 e il 27 novembre i conservatori, il 22 e il 29 gennaio la sinistra.
Tuttavia, il front runner più quotato anti-Fn resta, per entrambi i blocchi, il centrista Macron, 39enne banchiere prestato alla politica, ex protégé di Hollande che ha annunciato di correre come indipendente, promettendo di rottamare tutto il «sistema politico obsoleto e familistico».
C'È ANCHE L'EX PREMIER FILLON. Nell'immaginario degli elettori l'ex ministro del gabinetto socialista resta un outsider della politica e potrebbe essere una sorpresa, anche se i sondaggi su di lui sono altalenanti: Macron è uscito dall'esecutivo per fondare il movimento En Marche! (Avanti!), promette rinnovamento attraverso «riforme di mercato e per la crescita», ma come ex banchiere d'affari dei Rothschild è anche vicino al mondo della finanza che tradizionalmente vota a destra e, come Le Pen, sa vendere bene la sua «rivoluzione democratica».
Il punto di forza di Juppé, macchiato da inchieste giudiziarie ma con la personalità da statista, è invece la sua storica rivalità con Sarkozy, che tuttavia come Hollande non ha rinunciato a proporsi alle primarie, dove si troverà davanti anche il suo ex primo ministro François Fillon.
VALLS FAVORITO TRA I SUOI. In casa socialista regna grande confusione: il presidente uscente è talmente impopolare che il partito considera improponibile un suo secondo mandato, mentre gli altri nomi emersi per le primarie, come il premier uscente e favorito Valls o l'ex ministro all'Economia Arnaud Montebourg. sono deboli per fronteggiare Le Pen.
L'eurodeputata dell'ultradestra (già terza alle Presidenziali del 2011) che in un lustro ha portato il Fn in testa alle Europee e alle Amministrative invece non ha rivali: 48 anni, avvocato e pluridivorziata, con intelligenza si è posta come erede moderata del padre, proponendo un mix di pena di morte e laicità, autarchia a chilometro zero, stop all'immigrazione, no alla Nato e all'euro, sì alla famiglia ma anche all'aborto a tutela delle donne.
 

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