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giovedì 3 novembre 2016

FED: dicembre nel mirino

In un meeting passato in secondo piano a causa della vicinanza con le elezioni presidenziali, ieri si è concluso l’incontro di novembre della Federal Reserve e la banca centrale americana non ha tradito le attese del mercato lasciando i tassi d'interesse invariati. Allo stesso tempo però, anche questo perfettamente in linea con le attese, ha voluto rimarcare il fatto che il prossimo intervento potrebbe essere davvero imminente.
Di fatto, quindi, basterà solamente che i dati macro americani del prossimo mese non mostrino un rallentamento economico ma si limitino al mantenimento dell’attuale situazione perché la Federal Reserve faccia il passo successivo portando i tassi  allo 0,75%.

Rispetto allo statement pubblicato a settembre si nota chiaramente una migliore valutazione complessiva dello stato dell’economia grazie al tasso di disoccupazione che si è fatto stabile in area 5%, a qualche segnale di forza da parte dell’inflazione che si attesta ora all’ 1,2% e al prodotto interno lordo che è cresciuto del 2,9% nel terzo trimestre.
La differenza con settembre sta anche in chi ha dissentito rispetto alla decisione finale: in occasione del precedente meeting i voti di chi avrebbe optato per alzare i tassi immediatamente erano stati Rosengren, Mester e George mentre nel meeting di ieri Mester e George hanno continuato nella loro opposizione e Rosengren  è invece tornato ad allinearsi con la maggioranza, motivando la sua scelta con il fatto che intervenire a novembre o a dicembre comporta una differenza minima e per tale ragione può valere la pena attendere un mese.
L’analisi dei FED Funds ci mostra come oggi le probabilità che il 14 dicembre i tassi d'interesse vengano alzati sono al 71,5%.
Autore: Bonetti Financial Fonte: News Trend Online

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