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mercoledì 2 novembre 2016

Fca affossata dalle vendite Usa, ma i broker non cambiano idea


In una giornata segnata da forti vendite a Piazza Affari, aumenta progressivamente la pressione ribassista su Fca. Il titolo sta vivendo una sessione decisamente pesante, tanto da occupare una delle ultime posizioni nel paniere del Ftse Mib, con una evidente sottoperformance rispetto all'indice di riferimento.

Pessima seduta per il titolo

Il titolo, dopo aver chiuso la giornata di ieri con un calo di circa un punto percentuale, quest'oggi ha imboccato da subito la via delle vendite, accelerando progressivamente al ribasso, tanto da presentarsi negli ultimi minuti a ridosso dei minimi intraday a 6,235 euro, con un affondo del 5,53%, alimentato peraltro da vivaci volumi di scambio.

Fino a questo momento sono transitate sul mercato quasi 18 milioni di azioni, già al di sopra della media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 15,2 milioni di pezzi.

L'andamento delle vendite in Germania e Francia ad ottobre

Fca risente del negativo andamento di Piazza Affari in attesa dei dati sulle vendite di auto in Italia che, con riferimento al mese di ottobre, saranno diffusi nel tardo pomeriggio dopo la chiusura del mercato.

Intanto questa mattina è stato diffuso il dato della Francia dove le immatricolazioni il mese scorso sono calate complessivamente del 4%, ma il gruppo guidato da Marchionne si è mosso in netta controtendenza con una crescita dell'11,1%. 
Non è andata altrettanto bene in Germania dove il mercato dell'auto ad ottobre è sceso del 5,6%, ma Fca ha riportato una flessione più ampia del 6,8%.

Cattive notizie dagli Stati Uniti

A pesare però sull'andamento odierno del titolo in Borsa è soprattutto l'indicazione relativa alle vendite in America diffusa ieri.

Nel mese di ottobre le immatricolazioni di auto negli Stati Uniti hanno riportato un calo del 6% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, anche se ottobre 2016 è stato penalizzato da un giorno lavorativo in meno.
E' andata peggio ad Fca le cui vendite negli Stati Uniti sono scese del 10% a 177mila unità, anche se la flessione sarebbe stata più contenuta, e precisamente nell'ordine del 5,5%, al netto di Dodge Dart e Crhsyler 200, le due auto in uscita di produzione al fine di spostare la produzione stessa verso un mix più favorevole caratterizzato da più Jeep e RAM.

Il commento di Equita SIM e di Icbpi

Gli analisti di Equita SIM fanno notare che l'unico marchio positivo di Fca è stato RAM che rappresenta quasi il 30% dei volumi, mentre Jeep, con il 40% dei volumi, ha registrato il secondo calo consecutivo.


La SIM milanese afferma che il trend ad ottobre, a parità di giorni lavorati, è inferiore a quello ipotizzato nel 2016 sia dal management per il mercato Nafta che dalla stima degli analisti relative alle consegne Fca nella medesima area, confermata allo stato attuale. 
Non cambia nel frattempo la strategia suggerita da Equita SIM per il titolo che resta da acquistare con un prezzo obiettivo a 8,9 euro.
La stessa raccomandazione "buy" viene ribadita da Icbpi con un target price ancora più elevato di quello della SIM milanese, a 11,3 euro.

Secondo gli analisti le indicazioni relative alle vendite di auto negli Stati Uniti è indubbiamente negativa per Fca, anche se c'è da notare che il mercato Usa nel suo complesso continua a mostrare un'ottima tenuta.
Icbpi aggiunge inoltre che in occasione della presentazione dei conti trimestrali Fca ha rivisto al rialzo la guidance 2016 malgrado i dati di ottobre dovessero essere giù noti al management.
Questo dovrebbe indicare che secondo i vertici del gruppo l'andamento negativo di ottobre dovrebbe essere un caso isolato e questo è un buon motivo per continuare a puntare sul titolo.
Fonte: News Trend Online

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