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lunedì 28 novembre 2016

Eni giù col greggio, ma il dividendo è al sicuro grazie a Zohr


Giornata in arretramento a Piazza Affari per Eni, che ha risentito questa mattina, oltre che di un generale clima negativo sul Ftse Mib per l'avvicinarsi del referendum, degli sviluppi negativi sull'accordo Opec per ridurre la produzione globale di greggio, che ha fatto scendere nelle scorse ore le quotazioni dell'oro nero fin sotto i 47 dollari.
Il titolo Eni scambia alle 14:00 a 12,56 euro, in calo dell'1,33% e con quasi 9 milioni di pezzi scambiati, poco più della metà rispetto alla media dei volumi di scambio giornalieri degli ultimi 3 mesi pari a quasi 17 milioni di pezzi.

Eni comincia a monetizzare sul giacimento di Zohr

Si fa sentire dunque al momento per Eni più il peso del peggiorato contesto ambientale che le buone notizie, giunte nel fine settimana, sul riassetto delle attività della compagnia petrolifera. 
Venerdì scorso, Eni ha ceduto a Bp una quota del 10% nella concessione di Shorouk, nell'offshore dell'Egitto, dove ricade l'enorme giacimento di gas di Zohr.
Secondo quanto comunicato, si sarebbe giunti a un intesa per una cifra intorno ai 375 milioni di dollari, cui si aggiungono i rimborsi per gli investimenti già sostenuti da Eni (circa 150 milioni di dollari).
La vendita è parte di un piano di riduzione della partecipazione nella licenza di Shorouk da parte di Eni, che attualmente detiene indirettamente una quota del 100% .
La nuova area di estrazione di Zohr, la cui messa in funzione è programmata per la fine del 2017, è stato scoperta da Eni nell'estate del 2015 e rappresentata il più grande giacimento di gas naturale mai rinvenuto nel Mediterraneo: si stima un output complessivo superiore agli 800 miliardi di metri cubi di gas.

La view di Mediobanca

Commentano positivamente la nuova operazione gli analisti di Mediobanca  Securities, che offrono una raccomandazione 'Outperform' e target price a 18,50 euro.
Gli esperti della banca d'affari considerano la cessione a BP un ottimo punto di partenza in vista di ulteriori cessioni nell'area.

"Crediamo che il gruppo, più si avvicina la data di avvio del progetto, possa vendere ulteriori quote in Zohr", scrivono nella loro nota, aggiungendo che "la prossima operazione che potrebbe concretizzarsi, a tempo debito, è la vendita di una partecipazione del 25% nell'Area 4 in Mozambico."
E il progresso nel programma di diluizione della quota garantisce agli azionisti una certa sicurezza sulla cedola, permettendo alla società "di coprire il suo dividendo in contanti di 3 miliardi di euro nel 2017, pur mantenendo un gearing al di sotto del 30% con un prezzo del petrolio a 50 dollari al barile".
"Eni" concludono a Mediobanca, "rimane uno dei nostri titoli preferiti per puntare su una ripresa del prezzo del petrolio".

Il parere di Equita e Banca Akros


Assegnano a Eni una raccomandazione 'Buy', con prezzo obiettivo a 15,5 euro, gli analisti di Equita Sim, che evidenziano anch'essi nella loro nota il ruolo importante rivestito dal piano di dismissioni nel giacimento di Zohr e prospettano un target finale di partecipazione nel blocco di Shorouk per una quota tra il 30 e il 50%.
Gli esperti della Sim milanese fanno notare che le cifre dell'operazione si collocano in un range di valutazione più basso (5 miliardi) rispetto alla loro previsione di 6,4 miliardi di euro, ma precisano che la cessione è comunque migliorativa della situazione finanziaria di Eni.
Restano ottimisti infine anche i colleghi di Banca Akros, che mantengono l'indicazione d'acquisto e fissano sul titolo Eni un target price a 18 euro, non mancando di sottolineare le incognite ambientali legate all'esito dei negoziati in sede Opec sulla produzione petrolifera e ai rischi del voto costituzionale.
"Nonostante i passi positivi volti a raggiungere gli obiettivi di business plan e il dividend yield interessante al 6,3%," scrivono nel loro report, "la performance del titolo continua a essere strettamente legata al prezzo del petrolio e all'incertezza che colpisce il mercato italiano a causa dell'esito del referendum imminente."

Cautela da Banca Imi 

Mantengono infine una view prudente i colleghi di Banca Imi, che ribadiscono per il momento il rating 'Hold' con annesso prezzo obiettivo a 13,9 euro.

 
Gli esperti della casa d'affari non mancano tuttavia di rimarcare anch'essi l'importanza che il piano di cessione riveste per i bilanci e per le politiche di redistribuzione degli utili di Eni, aiutando il management a "mantenere il debito netto sotto controllo e a supportare la distribuzione dei dividendi in un contesto difficile."

Fonte: News Trend Online

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