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mercoledì 16 novembre 2016

Emergenti, non c’è solo Pechino. Occhi puntati su ASEAN


Keiko Kondo, gestore del fondo UBS Emerging Market Income, spiega che le avversità cicliche che negli ultimi cinque anni hanno ostacolato i Paesi Emergenti cominciano a mostrare un’inversione di tendenza. Le valute più deboli vedono un miglioramento delle bilance commerciali e i Paesi in recessione dovrebbero intraprendere la strada della ripresa.
Si sono intensificate le pressioni su quei governi che non si sono dimostrati in grado di strutturare un efficiente assetto di governance, come mostra il caso del Brasile.
L’Asia emergente è un’area appetibile; l’economia è trainata da buoni dati demografici nella maggior parte dei Paesi, il settore pubblico è di dimensioni ridotte e i livelli d’investimento elevati, soprattutto tra i membri dell’Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico (ASEAN): Malesia, Indonesia, Filippine e Singapore.
Le altre aree evidenziano un potenziale di crescita relativamente inferiore a causa di più elevati consumi per la pubblica amministrazione e di più bassi livelli d’investimento - spiega Keiko Kondo -.

Tuttavia, Messico, Perù e Cile costituiscono eccezioni di rilievo. L’Europa emergente mostra, poi, elevati livelli di istruzione e una buona facilità di fare impresa, ma fattori demografici problematici indicano un tasso di crescita negativo della popolazione in età lavorativa durante i prossimi cinque anni.

I driver strutturali che portano alla crescita dei mercati azionari

Grazie alla crescita della popolazione in età lavorativa e all’aumento del reddito, milioni di famiglie stanno entrando nella classe medio-alta - spiega Keiko Kondo -.

Vi è decisa espansione del numero di consumatori residenti in città e tecnologicamente preparati, mentre è in calo il rapporto di dipendenza delle persone anziane e ciò non solo in Cina ma anche in molte altri Paesi: India, Indonesia, Malesia, Filippine, Argentina, Brasile, Messico, Polonia, Russia e Turchia.
Man mano che il reddito pro-capite si avvicina ai 5.000 USD, lo schema dei consumi cambia rapidamente. Questa è la fase che stanno vivendo Bangladesh, Egitto, India, Indonesia, Filippine.
Abbiamo isolato quattro temi chiave che dovrebbero beneficiare di questi cambiamenti - spiega Keiko Kondo -.

In primis, i consumi ciclici aumentano in proporzione all’aumento del reddito: lievitano le spese per l’istruzione, il tempo libero e lo svago. In secondo luogo, i consumatori mostrano più attenzione al marchio di merci e prodotti.
In terzo luogo, i canali online si stanno espandendo rapidamente - spiega Keiko Kondo -.
La Cina ha aperto la strada dell’e-commerce ed anche l’India presenta un enorme potenziale. Infine, sale l’attenzione per la salute e il benessere. La crescente agiatezza traina la domanda per i servizi di buona qualità nel settore salute.
Debito dei mercati emergenti: un’asset class “rinnovata”.

E appetibile
Da tempo i rendimenti obbligazionari dei mercati sviluppati sono ai minimi storici. In questo contesto, molti investitori hanno deciso di assumersi rischi maggiori - spiega Keiko Kondo -. Tuttavia i mercati emergenti non hanno beneficiato di questo trend quanto, forse, avrebbero dovuto.
Questa asset class è molto cambiata negli ultimi 20 anni. Le autorità dei mercati emergenti hanno fatto grandi progressi nel migliorare il merito di credito del proprio Paese, poiché FMI e mercati finanziari hanno imposto normative più stringenti.
Tra i risultati importanti, la riduzione dei debiti esteri, la liberalizzazione dei regimi di cambio fisso e l’adozione dell’obiettivo d’inflazione quale uno dei pilastri del processo decisionale in materia di politica monetaria.
Inoltre, l’emissione di bond sui mercati emergenti è aumentata in misura significativa dall’inizio del nuovo millennio e oggi vale un quinto del mercato obbligazionario statunitense - spiega Keiko Kondo -.

Il che offre una considerevole gamma all’interno della quale fare selezione.
Tuttavia, è bene adottare un approccio attivo, con esposizioni selettive.
Infatti, in un’economia sempre più globalizzata i mercati emergenti sono esposti agli shock esterni esattamente come a quelli interni.
Ad esempio, qualunque macro-evento globale che incrementi la forza relativa del dollaro potrebbe creare un contesto negativo per questo segmento.
Autore: Pierpaolo Molinengo Fonte: News Trend Online

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