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mercoledì 9 novembre 2016

Elezioni USA: le previsioni sui mercati finanziari


Florence Pisani, Head of Economic Research di Candriam Investors Group, spiega che come per la Brexit, le elezioni negli USA hanno avuto un risultato che i mercati e molti osservatori politici pensavano fosse il meno probabile: Donald Trump è diventato Presidente. Dato che il Congresso rimane controllato dai Repubblicani, gli USA avranno un Governo non diviso.
Donald Trump ha chiaramente guadagnato in credibilità e il fatto che, nonostante il riluttante supporto di molti leader repubblicani, abbia vinto, potrebbe portare a un cambiamento nell’attitudine del partito: da adesso, le proposte del Presidente potrebbero ricevere un maggiore supporto dal Congresso, rispetto alle previsioni - spiega Florence Pisani -.

Detto ciò, c’è una sostanziale incertezza circa l’impatto della presidenza Trump sull’economia USA e sui mercati. Ci vorranno settimane e forse mesi per dissipare questa incertezza. Nel frattempo, i mercati cercheranno di capire se Trump rimarrà il feroce populista della campagna elettorale o diventerà un politico più pragmatico.
Riguardo lo scenario macroeconomico, molte società faranno fronte a un nuovo contesto: nei mesi a venire, l’incertezza sugli scambi commerciali e sulle politiche legate all’immigrazione potrebbero ostacolare gli investimenti in attrezzature in molti settori.
Dall’altro lato, l’ostacolo relativo agli investimenti in attrezzature potrebbe essere compensato dallo stimolo di altre misure - spiega Florence Pisani -.

La deregolamentazione nel settore energetico potrebbe innescare nuovi investimenti nell’industria del petrolio di scisto. Allo stesso tempo, anche lo sforzo infrastrutturale potrebbe essere di supporto. Inoltre, Donald Trump ha anche promesso maggiori investimenti pubblici per il settore della difesa e per i veterani.
Chiaramente, c’è un certo rischio di upside sul nostro scenario di base, ma turbolenze politiche e finanziarie potrebbero affacciarsi.
Per il momento, quindi, manteniamo la nostra previsione di crescita per gli USA al 2% nel 2017.
Riguardo alla Fed, in questo nuovo scenario e dopo i duri discorsi della campagna elettorale, la Banca Centrale e in particolare il suo Presidente, Janet Yellen, saranno oggetto di particolare attenzione - spiega Florence Pisani -.

Due posti nel Board sono vacanti e, dietro autorizzazione del Congresso, potrebbero essere rapidamente riempiti. Inoltre, il Congresso potrebbe essere tentato dall’esercitare una sgradita pressione sulla Fed, insistendo su una maggiore trasparenza nel suo processo decisionale. Crediamo che di fronte a un contesto politico meno amichevole, la Fed continuerà a rispettare il proprio mandato e farà del suo meglio per mantenere l’economia in corsa, secondo il suo potenziale.
Nadège Dufossé, Head of Asset Allocation di Candriam Investors Group, ritiene che l’elezione di Donald Trump ha colto alla sprovvista i mercati finanziari.

Ciò si traduce in maggiori incertezze che potrebbero danneggiare i mercati emergenti e gli asset sensibili agli scambi commerciali. Ci attendiamo una maggiore volatilità nelle prossime settimane. L’incertezza a medio termine dovuta alla personalità imprevedibile di Trump, dipenderà da come Trump si comporterà.
Trump avrà una maggioranza repubblicana al Congresso, ma la maggioranza non implica il controllo. Il Presidente dovrà attuare compromessi politici con la sua maggioranza, se vuole realizzare i suoi consistenti investimenti infrastrutturali e i piani di allentamento fiscale.
Il risultato delle elezioni della scorsa notte ha attualmente aggiunto incertezza politica, in quanto il rischio di un’effettiva guerra commerciale e un possibile peggioramento delle relazioni commerciali degli Stati Uniti stanno iniziando ad essere scontati - speiga Nadège Dufossé -.

Questa incertezza a breve termine si traduce in un contesto più volatile in cui i mercati emergenti e gli asset sensibili agli scambi commerciali potrebbero essere colpiti. L’azionario USA potrebbe fare meglio in questo contesto. L’agenda pro-business di Trump è in contrasto con una reazione risk-off dei mercati e le reazioni positive del mercato post-Brexit rimangono fresche nella memoria.
I rendimenti dei bond USA sono visti al rialzo, anche nel caso in cui il rialzo della Fed di dicembre dovesse essere ulteriormente posticipato. Qualsiasi calo nei rendimenti dei bond USA potrebbe essere di breve durata, in quanto non sarebbe coerente con i fondamentali. Un rialzo a più lungo termine dei rendimenti dei bond USA potrebbe verificarsi, a causa dell’ampiamento previsto del deficit fiscale nel medio termine e, in ultima analisi, di una reazione più aggressiva della Fed.

Una reazione avversa al rischio troppo forte nel breve termine potrebbe tuttavia impedire alla Fed di alzare i tassi a dicembre.
Autore: Pierpaolo Molinengo Fonte: News Trend Online

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