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mercoledì 2 novembre 2016

Effetto Trump sulle Borse Ue. In serata arriva la Fed


L'andamento poco mosso delle ultime sedute ha lasciato il posto quest'oggi ad un prepotente ritorno della volatilità sulla piazza azionaria americana. I ribassisti sono tornati cos' al comando e l'indice Nikkei 225 ha terminato gli scambi in flessione dell'1,76%, penalizzato principalmente dall'incertezza sulle elezioni presidenziali Usa.
Gli ultimi sondaggi vedono in vantaggio il candidato Trump per la prima volta da maggio scorso e questo è bastato per indurre gli investitori a scappare dal rischio.

La vendita di azioni è stata alimentata peraltro dall'apprezzamento dello yen nei confronti del dollaro e non ha certo trovato sostegno nell'ulteriore discesa del prezzo del petrolio.
Non si ferma la discesa delle Borse europee che perdono terreno per la terza seduta consecutiva. Dopo un avvio già in calo il Ftse100 scende dello 0,41%, lasciando più indietro il Cac40 e il Dax30 che perdono rispettivamente lo 0,7% e lo 0,81%.

In Europa è stato diffuso il dato finale dell'indice PMI manifatturiero che ad ottobre è stato rivisto a 53,5 punti dai 53,3 dell'indicazione preliminare, superando le attese del mercato che puntava ad una conferma di quest'ultima.
In Germania l'indice PMI manifatturiero è stato rivisto al ribasso da 55,1 a 55 punti, contro i 55,1 punti messi in conto dagli analisti.

Sempre in terra tedesca è stato diffuso il dato relativo al tasso di disoccupazione che ad ottobre è sceso dal 6,1% al 6%, mentre le previsioni erano per una conferma della lettura precedente.
Buone notizie per la Francia dove l'indice PMI manifatturiero di ottobre nella versione finale è stato rivisto da 51,3 a 51,8 punti, ma anche in questo caso le stime erano per una conferma dell'indicazione preliminare.

A deludere è stato l'aggiornamento dell'indice PMI manifatturiero in Italia dove ad ottobre si è avuto un frazionale calo da 51 a 50,9 punti, mentre le attese del mercato erano per un rialzo a 51,4 punti.   
Proprio quest'ultimo dato non aiuta certo Piazza Affari dove le vendite continuano ad avere la meglio, peraltro in maniera più accentuata rispetto agli altri mercati europei.

L'indice Ftse Mib arretra dell'1,24% scendendo poco sotto i 16.700 punti.
Tra le poche blue chips in controtendenza troviamo Recordati che sale dell'1,15%, seguito da Campari che mostra un lieve progresso dello 0,38%. SI mantiene a galla anche Telecom Italia con un rialzo dello 0,4% all'indomani dei risultati trimestrali di TIM Brasil che fanno ben sperare per i conti del gruppo in arrivo venerdì prossimo.

Sopra la parità Atlantia e Terna che avanzano dello 0,28% e dello 0,09%, mentre tra le utilities non riescono a fare altrettanto Enel e Snam che cedono lo 0,4% e lo 0,72%, lasciando più indietro A2A con un rosso dello 0,81%.
Le vendite si concentrano sui bancari che vedono Banca Popolare di Milano e Banco Popolare in caduta del 4,76% e del 4,57%, mentre Banca Monte Paschi e Banca Popolare dell'Emilia Romagna accusano un ribasso del 2,94% e del 2,88%, tallonati da Mediobanca che cede il 2,52%.

Segno meno anche per Unicredit e Intesa Sanpaolo che arretrano del 2,25% e dell'1,54%.
Non si ferma il ribasso di CNH Industrial che dopo l'affondo di ieri scende del 2,83% sulla scia dei conti trimestrali che non hanno convinto affatto il mercato.
Sul fronte macro Usa sarà diffuso l'indice settimanale relativo alle richieste di mutui ipotecari, ma ben più rilevante sarà la stima ADP relativa al numero di nuovi occupati nel settore privati che ad ottobre dovrebbe mostrare un saldo positivo di 163mila unità, in rialzo rispetto alle 154mila di settembre.
In serata i riflettori saranno puntati sulla riunione della Fed che non dovrebbe riservare sorprese sul fronte dei tassi di interesse, destinati a rimanere fermi nel range 0,25%-0,5%.
Prima dell'avvio degli scambi saranno diffusi i risultati trimestrali di Time Warner dai quali ci si attende un utile per azione pari a 1,37 dollari.

Dopo la chiusura di Wall Street si guarderà ai conti di AIG e di Facebook con un eps atteso di 1,21 e di 0,97 dollari, mentre per la trimestrale di Qualcomm le stime parlano di un risultato per azione pari a 1,13 dollari.
Fonte: News Trend Online

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