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venerdì 18 novembre 2016

Draghi: per le banche il problema resta la profittabilità


L'economia dell'area euro sta fornendo "molti segnali incoraggianti", ma la ripresa economica ha ancora bisogno di un "sostegno monetario”, ingrediente fondamentale per rafforzare il rilancio dell'Eurozona.
E' questo il messaggio che arriva questa mattina dal Governatore della Bce Mario Draghi, intervenuto a Francoforte in occasione del 26esimo Congresso bancario europeo.
Si rafforzano in questo modo le indicazioni che il board della Banca Centrale Europea si sta preparando, in vista della riunione del prossimo 8 dicembre, ad estendere il programma di Quantitative Easing oltre la scadenza, prevista per marzo 2017.

Gli strumenti per favorire la ripresa

Dalla crisi finanziaria globale, "il 2016 è il primo anno in cui il Pil dell’area euro è salito sopra i livelli pre-crisi", ha detto Draghi, mettendo in evidenza che "l’occupazione è cresciuta di oltre 4 milioni di unità dal 2013" e che "la ripresa è diventata più ampia e con differenze meno marcate nei vari paesi.“
Draghi non ha nascosto le difficoltà del contesto (“dobbiamo riconoscere che ci muoviamo ancora in un significativo grado di incertezza”), facendo notare che i risultati non dipenderanno solo dalla Bce: il rilancio economica dipenderà "non solo dall’attuale orientamento di politica monetaria, ma anche da altre politiche".
Il governatore tiene ferma la barra sulla necessità di continuare nel piano di supporto monetario: "l’azione della Bce proseguirà con tutti gli strumenti disponibili entro il nostro mandato per assicurare che l’inflazione risalga verso un livello prossimo al 2%".
"Anche se prevediamo che l'inflazione complessiva continuerà a salire nei prossimi mesi, "ha aggiunto, "buona parte di questo aumento è dovuto a fattori statistici collegati al raffronto con i prezzi del petrolio molto più  bassi rispetto a un anno fa.

Non vediamo al momento un rafforzamento consistente delle dinamiche di prezzo sottostanti". 

Banche: il problema resta la profittabilità

Un particolare riferimento, anche per la cornice dell'intervento, alle banche. “Abbiamo osservato molti sviluppi incoraggianti, non da ultimo la guarigione del settore bancario dell’area dell’euro, che ha permesso la crescita del credito.
Questa è una condizione necessaria per un pieno ritorno alla stabilità macroeconomica”.
Secondo Draghi, la lezione più importante che viene dalla crisi è proprio che "il settore bancario deve essere solido". Terreno sul quale molti passi avanti sono stati compiuti, come dimostrano i miglioramenti su stabilizzazione del capitale, leverage, e propensione al credito e al rischio. 
Per il futuro, Draghi resta comunque cauto.

Ci sono "tutte le ragioni per essere più fiduciosi nella forza della ripresa di quanto lo fossimo un anno fa", ma sulle prospettive economiche non si può essere esageratamente ottimisti. A parte i rischi geopolitici, infatti, tre fattori suggeriscono cautela. Che sono una relativa debolezza delle dinamiche inflazionistiche, la dipendenza della ripresa da politiche monetarie accomodanti, ma anche " la redditività delle banche dell’area dell’euro". 
Fonte: News Trend Online

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