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lunedì 14 novembre 2016

Dividendi: i magnifici 7 del 2017


Per quanto aumenti la pressione sul dividendo quando si parla di politiche monetarie e, con esse, di aumento o taglio dei tassi, la cedola resta sempre un buon investimento per il futuro. Sempre che vengano rispettate le sue regole base.

Abbvie Inc (NYSE: ABBV)

Dividend Yield: 4%
Il settore farmaceutico, come conferma Dan Burrows nella sua analisi, tira un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo di una stretta sulle norme e sui regolamenti circa i prezzi dei farmaci.

Resta però un'incognita e cioè quella delle nuove regole sulle fusioni e sulle acquisizioni, strategie che, per i farmaceutici, sono sempre più vitali. Un esempio arriva proprio da Abbvie che recentemente ha completato con successo l'acquisizione di Stemcentrx nel mese di giugno e che ha permesso all'azienda di rafforzare la sua posizione sul fronte dei trattamenti oncologici.


Chevron Corporation (NYSE: CVX)

Dividend Yield: 4%
E' nota la posizione di Trump sul petrolio: incrementarne la produzione e facilitarne l'estrazione e la concessione delle autorizzazioni.

Tutto, sempre però con un occhio al rapporto tra la domanda e l'offerta, altra grande incognita del futuro e sulla quale le leggi di Trump potranno fare ben poco. Il report ricorda che i prezzi del petrolio sono ciclici e che i cicli possono metterci anche diverso tempo per girare e tornare nella fase positiva.
Nel frattempo un dividend yield superiore al 4% è una calamita interessante, ancora di più in un ambiente caratterizzato da un basso tasso di interesse.

General Electric Company's (NYSE: GE )

Dividend yield: 3%
La strategia di guadagno suggerita per il titolo è a lungo termine anche perché in questo momento il settore petrolifero vive di incognite mentre la diversificazione di GE e la sua struttura mettono al riparo gli investitori dai pericoli del settore; un esempio arriva dalla fusione con Baker Hughes Incorporated (NYSE: BHI ).

operazione che aiuta a mitigare alcuni dei rischi macroeconomici del settore. Non solo ma a dare una mano è anche la trasformazione della società intesa come società industriale.

Merck & Co., Inc. (NYSE: MRK)

Dividend Yield: 2,8% 
Il titolo era un'occasione interessante anche prima dell'entrata in scena di Trump.
Anche per Merck resta l'incognita delle nuove regole sul M&A ma allo stesso tempo può contare su cinque nuove molecole in fase di sperimentazione oltre alle 25 in fase avanzata

Pfizer Inc. (NYSE: PFE )

Dividend Yield: 3,6%
Oltre alla spinta “politica” e all'appetibilità data dalla cedola, la società vanta anche solidi fondamentali e ben 94 studi clinici in corso.

IA questo si aggiunga anche la strategia di implementazione della sua pipeline attraverso le acquisizioni, le ultime delle quali Medivation Inc. e Anacor Pharmaceuticals Inc: la prima rafforza la presenza nel settore oncologico, la seconda nella cura delle dermatiti e della psoriasi.

Wells Fargo & Co (NYSE: WFC )

Dividend Yield: 3% 
Al di là di uno scandalo ormai noto, la realtà, secondo l'analisi, è quella di un'azienda con fondamentali solidi e che non teme crisi bancarie le quali, tra l'altro, non sono certo eterne e le tensioni sul settore sonp perciò destinate a passare.

Verizon Communications Inc.

(NYSE: VZ )

Dividend Yield: 4,9%
Il settore delle telecomunicazioni è un rifugio per gli investitori dal momento che i grandi nomi rappresentano un rifugio (quasi) sicuro. Interessante la sua acquisizione di Yahoo! Inc. (NASDAQ: YHOO ) e AOL, strategie che denotano un interesse dell'azienda a proiettarsi verso il futuro con la potenziale crescita dei contenuti digitali e lo sviluppo della tecnologia pubblicitaria.
Il report di Burrows ricorda che il principale rivale, AT&T Inc. (NYSE: T ) può sfruttare un rendimento superiore ma dovrà pagare il possibile stop alla fusione con Time Warner sotto osservazione delle autorità di controllo.
Fonte: News Trend Online

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