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mercoledì 2 novembre 2016

Contrazione offerta e prezzi bassi giocano a favore del platino


  • I metalli destinati ad applicazioni industriali hanno raccolto flussi superiori a 100 milioni di USD. Il platino brilla fra gli investimenti contrarian grazie ai recupero dei prezzi registrato, in reazione ai segnali di accentuazione della carenza d’offerta, in seguito alla flessione più accentuata degli ultimi 10 mesi.
  • Nonostante la marcata incertezza avvertita alla vigilia di una serie di importanti riunioni delle banche centrali, gli investitori continuano a preferire l’euro.
  • Dopo cinque settimane di deflussi, la debolezza dei prezzi del petrolio ha innescato afflussi negli ETC long del settore.

    Riteniamo che le quotazioni del petrolio si manterranno entro un intervallo di negoziazione compreso fra 40 e 50 dollari al barile.
Gli afflussi sull’argento mettono in ombra l’oro e segnano il record settimanale assoluto da marzo. Verosimilmente, le riunioni della Fed statunitense, della Bank of England (BoE), della Bank of Japan (BoJ) e della Reserve Bank of Australia (RBA) di questa settimana e le elezioni statunitensi della prossima settimana continueranno a esercitare pressioni sull’oro.

Il metallo giallo ha evidenziato un modesto rialzo, mentre il dollaro USA è arretrato. Ciò potrebbe essere in reazione ai sondaggi che indicano un recupero di Trump per lo scivolone della Clinton sulle email dell’FBI? Non abbiamo le prove per dirlo. Certamente il programma di Trump sembra meno aperto al commercio internazionale e questo non piace ai mercati.
La scorsa settimana hanno primeggiato argento e metalli destinati ad applicazioni industriali in generale, considerato che la Cina pare riuscirà a confermare l’obiettivo di crescita del 6,7% fissato per l’anno in corso.

Gli ETC long su argento, platino e rame hanno visto afflussi rispettivamente di 54, 39 e 4,6 milioni di USD, mentre gli ETC su ampi panieri di metalli industriali hanno raccolto 8,1 milioni di USD.
Visto il forte ribasso dell'argento rispetto ai massimi è importante constatare che gli investitori stiano rientrando‎ su questo metallo.
Gli scambi di platino potrebbero acquisire slancio vista la durevole contrazione dell’offerta.
Dal picco di agosto al minimo degli ultimi 10 mesi fatto registrare lo scorso venerdì, il prezzo del platino ha ceduto il 18%. Inaspettatamente, la minaccia di uno sciopero massiccio, simile a quello del 2014, nelle miniere sudafricane, e l’eventualità di un risultato negativo del settore per il quinto anno consecutivo, non sono bastate a sostenere i prezzi.
A nostro parere, l’illogica debolezza dei prezzi dall’inizio di agosto è ascrivibile per la maggior parte al crollo delle posizioni speculative nette.

Gli investitori in ETC hanno tuttavia rafforzato le loro posizioni lunghe in ETC sul platino, a conferma che l’attuale livello offre un interessante punto di ingresso a quanti cercano occasioni d’investimento scommettendo su un’ulteriore esiguità dell’offerta per il prossimo anno.
Gli ETC sul platino hanno chiuso la scorsa settimana con flussi netti in entrata pari, per la quinta volta consecutiva, a un totale di 113 milioni di USD.
Nonostante sia un metallo prezioso il mercato tende a considerare il platino come un metallo industriale (usato nelle marmitte catalitiche) e quindi ciclico.

Se da una parte c'è lo sciopero in Sud Africa, dall'altra parte c'e' il mercato dell'automobile. La Brexit sicuramente è una minaccia per chi volesse vendere automobili nuove in Gran Bretagna. ‎Non dimentichiamoci che la Brexit è un segnale recessivo di lungo periodo.
Primi significativi afflussi per gli ETC sul petrolio dopo cinque settimane di deflussi.
Dall’ultima riunione di settembre dell’OPEC, durante la quale i membri hanno raggiunto un accordo per limitare la produzione, le quotazioni petrolifere hanno segnato un incremento del 2%. Per quanto alla notizia i prezzi abbiano guadagnato posizioni, avevamo precisato che la sola imposizione di un tetto di 33 milioni di barili alla produzione OPEC sarebbe servita poco a ridurre la sovrapproduzione.

Difatti, la scorsa settimana le quotazioni del petrolio hanno ceduto il 4% in ragione di un aumento della produzione statunitense e dello scetticismo crescente circa la capacità dell’OPEC di dare attuazione all’accordo. Gli investitori sembrano divisi sulla prossima mossa dell'oro nero.
La scorsa settimana gli ETC long sul petrolio hanno attratto 22 milioni di USD, a fronte di 7 milioni di USD racconti dagli ETC short a riprova di una certa diffidenza degli investitori.
Anche il petrolio è una materia prima ciclica. Il break even del greggio made in USA da fonti di scisto è di 40$ al barile e per noi è un punto di minimo importante.
Gli investitori continuano a rafforzare le posizioni negli ETC long sull’euro.

Nell’ultima settimana gli ETC sull’euro hanno raccolto quasi $25 milioni, così ripartiti: circa 11 milioni short GBP long EUR, 8 milioni short USD long EUR e, infine, 5 milioni short JPY long EUR. Non sono inoltre mancati i riscatti delle posizioni short sull’euro, ad indicare che gli investitori reputano dignitose le condizioni dell’eurozona alla vigilia della pubblicazione dei prossimi dati relativi al PIL e al CPI.
Il mercato è stato previdente e sembra abbia anticipato la firma dell'accordo sul CETA.

Il CETA dopo 7 lunghissimi anni di trattativa finalmente è stato firmato tra l'Unione Europea il Canada e permetterà il libero scambio del 98% dei beni in entrambi I territori. Si tratta della miglior notizia possibile dopo l'esito disastroso del referendum britannico sull'uscita dall'UE.
I media non l'hanno enfatizzato a sufficienza. 
Autore: Etf Securities Fonte: News Trend Online

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