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mercoledì 9 novembre 2016

Colpo di scena americano

I mercati USA crolleranno dopo l’elezione a sorpresa di Trump
di Yann Quelenn
Stamattina le elezioni americane hanno raggiunto il loro epilogo, anche se i mercati non avevano previsto la vittoria di Trump, poiché la maggioranza dei sondaggi pronosticava la vittoria di Clinton. È la seconda volta quest’anno, dopo il voto sulla Brexit, che i sondaggisti sbagliano.
I mercati finanziari non avevano quasi messo in conto la possibilità di una vittoria di Trump, ecco perché, a notte inoltrata, il susseguirsi di annunci sul vantaggio di Trump ha creato forte scompiglio sui mercati. Durante lo scrutinio, il peso ha ceduto il 5% contro il biglietto verde. Anche i titoli azionari globali sono in calo, soprattutto la borsa giapponese, che ha ceduto il 5%. Finora i principali vincitori di queste elezioni sono stati l’oro e l’argento.
L’elezione di Trump inciderà molto probabilmente sulla politica monetaria della Fed. Nelle prossime settimane ci saranno presumibilmente altri cali sui mercati, man mano che s’inizierà a mettere in conto le prime mosse di Trump.
La Fed sarà al centro dell’attenzione fino alla fine dell’anno, ora i mercati prevedono una probabilità del 51,2% di un rialzo del tasso a dicembre, perché il crollo delle borse probabilmente impedirebbe alla banca centrale USA di normalizzare la politica monetaria. Trump, però, s’insedierà solo a gennaio e la Fed fino a quel momento avrà mani libere, nonostante le tante dichiarazioni del nuovo presidente USA. A nostro avviso, è possibile che Donald Trump cerchi di diminuire il controllo della Fed. La volatilità resterà elevata per un po’ di tempo.
Reazione del mercato: finito il movimento dettato dal panico
di Arnaud Masset
La reazione del mercato alla vittoria di Trump è stata simile a quella successiva al voto sulla Brexit. Gli investitori hanno venduto gli asset rischiosi, acquistando beni rifugio. Tuttavia, come in qualsiasi reazione dettata dal panico, i mercati hanno compiuto rapidamente un rimbalzo, l’EUR/USD è tornato a 1,1060 dopo aver toccato quota 1,13 all’avvio della seduta europea. Anche il peso messicano, che aveva perso fino al 13%, ha iniziato a riprendersi. Ciò nonostante, prevediamo che le pressioni a vendere sul peso rimarranno elevate, perché è ancora assai incerto se Trump terrà fede alle promesse fatte durante la campagna elettorale, soprattutto quelle riguardanti il Messico e la rinegoziazione dei trattati internazionali.
Stamattina solo un paio di mercati azionari sta ampliando i guadagni. Si tratta della borsa svizzera e di quella russa. La prima è stata spinta dalla ripresa delle aziende farmaceutiche che la scorsa settimana sono state oggetto di pesanti vendite, quando il mercato scontava ancora una vittoria di Clinton. Novartis (Londra: 0QLR.L - notizie) guadagna il 4,30%, Roche è lievitata del 4,15% e Galenica (Londra: 0QKM.L - notizie) del 4,60%. L’SPI ha raggiunto 8.563,05 punti, in rialzo dello 0,83% sulla seduta. Le azioni russe hanno trovato richieste migliori in previsione di un miglioramento delle relazioni fra gli USA e la Russia con il presidente Trump. L’indice MICEX ha guadagnato l’1,62%.
Autore: Swissquote Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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