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martedì 15 novembre 2016

Chi è Steve Bannon e perchè sta dividendo (e demolendo) gli Usa?


Prime nomine certe alla Casa Bianca e prime delusioni da parte di chi si aspettava che Donald Trump, arrivato alla presidenza, allentasse la sua politica estremista per assecondare le ovvie pretese di una carica politica mai come adesso delicata.

La cattiva idea di Bannon 

Invece, almeno per la nomina di Steve Bannon a stratega del presidente, non è stato così. Di stampo dichiaratamente razzista e antisemita, il controverso produttore di film, oltre che ex banchiere per Goldman Sachs, ha avuto l'indubbio merito di unire ebrei e musulmani nelle proteste contro la sua figura e la sua nomina.

Politicamente risalta il fatto che, nel suo ultimo decennio, abbia affiancato la altrettanto discussa figura (politica e umana) di Sara Palin, a sua volta probabile, unica, presenza femminile nell'entourage del presidente. Ma il CV di Bannon non si esaurisce qui
. Infatti la sua carriera professionale, che vede anche incarichi come consulente per il gruppo del "White supremacist", è stata messa al servizio dell'ideale politico: ai documentari sulla nascita del Tea Party, solitamente classificato come un movimento populista di destra, vengono nel tempo affiancati dalla pubblicazione, sul suo sito Breitbart News (una testata ad uso e consumo della corrente "alt-right" ovvero la destra alternativa ai classici ideali repubblicani, più moderati), di inchieste di stampo antisemite, complottiste e dichiaratamente sessite. Praticamente lo specchio delle gaffe di Donald Trump. Una prova arriverebbe dalle accuse mosse dall'ex moglie, secondo le quali Bannon avrebbe ritirato una delle figlie da scuola perchè frequentata da troppi ebrei.

Guerra senza esclusione di colpi

Ma la sua punta di diamante è la distruzione sistematica dell'avversario attraverso trappole, scandali e attacchi (John Boehner leader repubblicano alla Camera è stato costretto alle dimissioni per incapacità politica, lo stesso Jeb Bush così come anche Hillary Clinton che al suo sistema deve lo scoppio della seconda inchiesta da parte dell'FBi oltre a quella sull'uso improprio dei fondi della Fondazione Clinton).
Una figura per lo meno discutibile che ricopre una carica pericolosamente complessa visto che i contorni e i limiti della carica del chief strategist non sono molto ben definiti.

A questo si aggiunga anche la totale inesperienza di Donald Trump e il fatto che le trovate di Bannon durante la campagna elettorale, hanno permesso al miliardario di riuscire a distruggere uno per uno i suoi avversari anche all'interno dello stesso partito repubblicano, il che farebbe pensare che Trump possa affidare a lui più di una delega ma anche più di una decisione dal momento che, a quanto pare nutre per questo soggetto, la massima fiducia.
A differenza di quanto invece farebbe qualsiasi essere umano dotato di un minimo di logica e di buon senso. 
Fonte: News Trend Online

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