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lunedì 14 novembre 2016

Cambia il vento e Piazza Affari inverte la rotta in negativo


Sembra avere le idee chiare Donald Trump durante la sua intervista alla Cbs nella quale sottolinea e conferma la sua intenzione di costruire il tanto discusso muro col Messico e di cacciare circa 3 milioni di clandestini dal territorio statunitense.

Sell off sui bond

Intanto sui mercati si infittisce la vendita di bond con il trentennale statunitense che riporta il suo rendimento sopra il 3% scatenando già dalla settimana scorsa un sell off che ha portato la perdita dei fondi obbligazionari a sfiorare quota 18 miliardi (17,7 per la precisione).

Il motivo? I mercati guardano a un Trump inflazionista e a una Fed costretta, giocoforza, non solo a rialzare i tassi, ma a farlo anche più del previsto. Anche per questo motivo il dollaro si sta rafforzando sia sullo yen arrivando a 107,544 yen dai precedenti 106,67, che sull'euro a sua volta a 1,07982 dollari dai precedenti 1,0850 registrati in chiusura di settimana.

I problemi che zavorrano Pizza Affari 

Alle 13 Piazza Affari registrava un risultato pari a - 0,68% sullo sfondo di un'Europa che sempre alle 13 vedeva il Dax a 0,16%, il Cac40 a 0,21% e il Ftse 100 di Londra a 0,3%. 
Quello del listino milanese è però un resoconto che, per la sola mattinata, vede una volatilità molto accentuata: l'entusiasmo dell'apertura, infatti, è svanito di fronte ai dati di una produzione industriale che a settembre ha registrato un risultato negativo dello 0,8% contro un +1,8% del mese precedente mentre su base annua, sempre settembre ha visto un risultato pari a +1,2% contro il +2,2% di agosto.

Un peso che aumenta sui listini con l'arrivo di un'altra conferma negativa, quella della deflazione: i dati preliminari dell'Istat confermano prezzi al consumo diminuiti dello 0,1% su base mensile e dello 0,2% su base annua. A far riflettere (se non preoccupare) il fatto che a crollare non sono stati più solo i beni energetici, passati tra l'altro da -3,4% di settembre a -3,6%, ma anche gli alimentari non lavorati che sono arrivati a -0,4% da +0,4%, i servizi ricreativi, quelli culturali e la cura della persona confermando un'inflazione core che dal +0,5% di settembre è scesa a +0,2%.

Trump: le nuove dichiarazioni

Corre intanto lo spread che si allarga ulteriormente arrivando a 180, anche sullo sfondo di una paura generalizzata per l'elemento geopolitico, la cui forza destabilizzante si è fatta ancora più concreta in questi ultimi tempi: la Brexit e l'elezione di Trump hanno dimostrato come i sondaggi abbiano solo un valore puramente relativo.

Unico vantaggio, il fatto che, per lo meno, lo schiaffo relativo all'arrivo del Tycoon alla Casa Bianca sembra stia avendo una serie di conseguenze meno profonde. Per lo meno nell'immediato. Anche perché il mercato sta dando fiducia a un Parlamento repubblicano (quindi a un potere gestito collegialmente) e a quello che sarà l'entourage del futuro presidente, il cui compito sarà smussare gli angoli più acuti del suo programma.
Intanto le prime dichiarazioni di Trump sulla costruzione del muro al confine con il Messico hanno gettato nello scompiglio l'economica della nazione centroamericana con una svalutazione del Peso, la moneta locale, che potrebbe arrivare nelle prossime settimane a toccare il 25% dopo il 9% finora registrato.

Numeri alla mano si parla di un mercato, quello dell'economia messicana, pari a 350 miliardi di dollari con un export che arriva all'80% mentre il primo partner commerciale sono proprio quegli Usa che, adesso, potrebbero chiudere la porta in faccia non solo al sud ma anche al nord intensificando le pressioni anche sul Canada proprio a causa della volontà di rinegoziazione del Nafta, l'accordo di libero scambio che coinvolge anche la nazione a nord di Washington.
Oltre questo c'è da registrare anche la formazione del nuovo governo con la nomina del capo di gabinetto carica che sarà ricoperta da Reince Priebus, attuale presidente del partito repubblicano, mentre Stephen Bannon, sarà consigliere del presidente e capo della strategia politica nazionale e internazionale.

Ma mentre la nomina del primo è stata accolta favorevolmente dalla maggioranza del partito vincitore e che, tra l'altro, governerà entrambi i rami del parlamento, quella del secondo è invece stata criticata; Bannon, infatti, è noto per le sue posizioni antisemite e razziste ma anche per aver autorizzato, durante la campagna elettorale, la diffusione di teorie complottiste contro gli avversari. 
Fonte: News Trend Online

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