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martedì 15 novembre 2016

Btp terzo bond più pericoloso in Europa: scoppia il caso Italia


Il Btp è il terzo bond più pericoloso in Europa dopo quelli ateniesi e portoghesi. Almeno guardando la situazione dei Cds, le assicurazioni contro il rischio crac di una nazione, che per l'Italia sono circa il doppio della Spagna.

Le cifre

Numeri ala mano si parla di 160 punti per Roma che perà erano 220 non più tardi di 36 ore fa quando Madrid, invece, non arrivava a 123.
In parallelo si è visto un rendimento sul decennale che ha superato quota 2,2% per poi ridiscendere alla soglia, già di per sè alta, del 2%, anche in vista di un sell off sui mercati obbligazionari che nasce a sua volta dalla prospettiva di un aumento dell'inflazione in arrivo con il cambio di rotta alal Casa Bianca.

La prima a farne le conseguenze è l'area più debole dell'Europa, quella che, paradosslamente, nonostante abbia la stabilità politica che la Spagna non ha (Madrid è riuscita a trovare un'intesa sul nuovo governo solo dopo oltre 300 giorni di colloqui serratissimi e due elezioni), non può permettersi di 
vantare fondamentali sufficientemente forti e stabili per affrontare il ritorno alla normalizzazione che potrebbe arrivare in un futuro non lontano.

Non solo, ma 
nel confronto con la penisola iberica, la Spagna gioca la carta di una crescita economica intorno al 3% annuo che rende il ritorno dell'inflazione molto più tollerabile, con prezzi che a ottobre hano registrato un aumento a +0,7% dal precedente +0,2%

Cosa significa questo?

Che il settore economico del tricolore non è giudicato sufficientemente affidabile, il che crea quella fuga dalle banche a sua volta oggetto di crolli sul mercato dei mesi scorsi. Cosa c'entrano le banche? Semplice: crediti deteriorati, sofferenze, economia reale e impossibilità sempre più difffusa di restituire agli istituti di credito quanto ricevuto e, vista la crescita languente, qualora ciò fosse possibile, non avverrebbe entro i termini stabiliti al momento del finanziamento.

Questo, nel migliore dei casi.

Politica... e non solo

Indubbio che il cocktail che potrebbe avvelenare il mercato italiano, composto per lo più dall'ingrediente dell'incertezza post referendum, si arricchisce anche di un altro elemento e cioè l'arrivo del nuovo presidente Usa e della sua politica inflazionistica che costringerà le banche centrali a dover contrappesare in qualche modo.Resta comunque la stuazione interna il perno centrale della paura visto che lo spread tra Bund e Btp arriva a livelli che non si registravano da un paio d'anni proprio in concomitanza con l'avvicinarsi della data fatidica, quel 4 dicembre in cui si dovrà scegliere se accettare le modifiche volute dal Governo sulla coposizione e l'elezione del Senato oppure respingerle.

La prima conseguenza, in caso di vittoria del No, oltre alle probabili (ma non ancora certe) dimissioni del Premier Matteo Renzi, potrebbero essere, a livello finanziario, un aumento della volatilità ma anche dei costi di finanziamento del mastodontico debito italiano. 
Fonte: News Trend Online

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