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martedì 22 novembre 2016

Brexit, un altro macigno su Londra: perso il 10% della ricchezza


La Brexit continua a mietere vittime tra i britannici. Questa volta, a pagare il conto degli effetti dell'uscita del Regno Unito dall'unione Europea è la ricchezza delle famiglie. A dirlo, il nuovo rapporto annuale sulla ricchezza globale messo a punto dagli esperti di Credit Suisse, che registra per il resto nel 2016 una crescita moderata della ricchezza complessiva delle famiglie a livello globale e conferma il divario sempre più marcato tra la fascia dei più ricchi e chi possiede meno.

Il crollo inglese

Va male agli inglesi: 1,5 migliaia di miliardi bruciati come "diretta conseguenza" del voto Brexit, che si traducono in una riduzione del 10 % della ricchezza complessiva delle famiglie.

Stando al rapporto, il crollo della ricchezza britannica - che mette insieme investimenti finanziari e asset fisici come le proprietà immobiliari - è da imputare principalmente al deprezzamento del pound, che ha perso il 15% del suo valore dalla data del referendum. 
Un altro dato che il governo britannico dovrà tener presente nella difficile fase dei negoziati per il divorzio dall'Unione Europea, che dovrebbero entrare in fase operativa nella prossima primavera. La strategia del governo di Theresa May non sembra ancora chiara, e al momento la possibilità di un'uscita "morbida" e il mantenimento del'accesso al mercato unico non sembrano le ipotesi più probabili (non aiuta in questo senso la ricandidatura di Angela Merkel in Germania).

Per il Regno Unito, si legge nel rapporto, "le prospettive appaiono molto incerte, sia rispetto all'economia sia per ciò che riguarda la ricchezza delle famiglie".

L'Italia

Quanto al nostro Paese, la ricchezza media netta degli italiani calcolata da Credit Suisse per il 2016 è di 202.288 dollari, in calo di oltre l'1% nel confronto con l'anno precedente ma in crescita del 3,3% rispetto al 2000.
Le ragioni dell'arretramento sarebbero da imputare in parte al calo della ricchezza mobiliare, e in parte allo scivolamento della capitalizzazione complessiva dei mercati (la Borsa milanese ha registrato la performance peggiore nei 12 mesi tra quelle del G8). 

I ricchi sempre più ricchi

Più in generale, secondo il rapporto nel 2016 la ricchezza globale è aumentata dell’1,4%, attestandosi a 256 mila miliardi di dollari.

 Quanto al futuro, Credit Suisse prevede che entro il 2021 il totale della ricchezza mondiale raggiungerà la cifra di 334 mila miliardi di dollari. A guidare l'accelerazione nella creazione di nuova ricchezza saranno i paesi emergenti, con in testa la Cina: il gigante asiatico dovrebbe rappresentare più del 50% della crescita che proverrà da queste aree, mentre oltre il 7% verrà dall'India.
Escono vincitori nella sfida Stati Uniti, dove cresce per l'ottavo anno consecutivo la ricchezza (85 mila miliardi) e Giappone: nella terza economia mondiale la ricchezza delle famiglie cresce del 19% a 24 mila miliardi, grazie alla buona performance dello yen sul dollaro.
Stati Uniti, Giappone e Germania guidano la classifica dei nuovi milionari: in generale il numero di coloro che possiedono più di un milione di dollari sale a livello globale di 596mila unità a quasi 33 milioni (in Italia, con un dato in controtendenza, il numero dei nuovi Paperoni cala a 1132)
Il rovescio della medaglia è dato dal divario sempre più consistente tra i più ricchi e quelli che possiedono meno.

La metà più disagiata della popolazione mondiale mette assieme complessivamente solo l'1% della ricchezza globale, mentre il 10% dei più ricchi ha in tasca il 90% della ricchezza complessiva del mondo.
Fonte: News Trend Online

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