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mercoledì 9 novembre 2016

Banco Popolare affondato da Trump e trimestrale: broker delusi


Profondo rosso oggi a Piazza Affari per Banco Popolare, penalizzato fortemente dai deludenti numeri della trimestrale e dal clima negativo creato sul listino milanese, e in particolare proprio tra i bancari, dal risultato elettorale americano, con la vittoria inattesa di Donald Trump. 
Il titolo dell'istituto prossimo all'unione con Banca Popolare di Milano registra al momento, dopo essere sceso nel corso della mattinata fino a un minimo intraday a 2,06 euro, una flessione del 4,46% a 2,14 euro, e con quasi 20 milioni di azioni transitate sul mercato ha già oltrepassato la media dei volumi di scambio giornalieri degli ultimi tre mesi, circa 14,5 milioni di pezzi.

I risultati deludenti della trimestrale

Pesa sulla pessima performance, una tra le peggiori oggi tra i titoli del paniere principale, anche la reazione del mercato ai numeri della nuova trimestrale dell'istituto.

Il Banco Popolare registra alla chiusura del terzo trimestre una perdita netta di 332 milioni di euro, cifra superiore ai 249 milioni previsti dal consenso Factset: a incidere sul risultato, la massa degli accantonamenti sui crediti, costi di ristrutturazione, e una flessione superiore alle attese di margine di interesse e commissioni.
I primi nove mesi del 2016 si chiudono con una perdita netta di 712,36 milioni di euro, che si confrontano con l’utile di 349,83 milioni contabilizzato nello stesso periodo del 2015.
Quanto ai ricavi core, brusca flessione del margine di interesse, sceso a 324 milioni di euro dai 387 milioni registrati alla fine del terzo trimestre 2015, a fronte di un mantenimento dei livelli delle commissioni a 311 milioni.
A pesare sui numeri della nuova trimestrale anche gli accantonamenti sui crediti, in forte aumento a 719 milioni di euro. 
Su questo fronte, i vertici del gruppo hanno annunciato ulteriori accantonamenti non previsti nell'ultimo trimestre 2016, che porteranno la copertura sui non performing loans al 49%.

Il commento di Banca Imi 

Proprio sul dato degli accantonamenti si concentrano nel loro aggiornamento sul titolo gli esperti di Banca Imi, che pur ribadendo il rating 'Buy' con target price a 4,2 euro, precisano che accantonamenti più alti potrebbero portarli a rivedere le stime sull'eps.
"Nell'ipotesi di ulteriori accantonamenti per 1,5 miliardi di euro quest'anno, in linea con le nostre aspettative precedenti", si legge nel loro report, "stimiamo 440 milioni di accantonamenti extra da contabilizzare nel quarto trimestre e quindi accantonamenti totali per 2,4 miliardi, sopra i 2,3 miliardi precedentemente inclusi nelle nostre stime".

 

Per Equita BP resta buy

Il titolo Banco Popolare resta da acquistare anche per i colleghi di Equita Sim, che in virtù dei nuovi dati sui ricavi core riducono tuttavia il target price sul titolo da 4,6 a 4,3 euro.
Più in generale, Equita riduce del 20% le sue previsioni sui risultati del biennio 2017-2018, ora condizionate dai dati deludenti su margine di interesse e commissioni. 
"La debolezza dei ricavi e i trend dell'asset quality difficilmente permettono un re-rating della combined, nonostante il multiplo conveniente, 0,35 volte il prezzo/capitale tangibile, e la pessima performance in borsa dall'approvazione della fusione".

La view di Mediobanca Securities

Più cauta la posizione degli esperti di Mediobanca Securities, che assegnano al titolo una raccomandazione 'Neutral' con prezzo obiettivo a 3,20 euro.
La banca d'affari valuta gli effetti dei nuovi numeri sulla solidità patrimoniale dell'istituto, commentando il risultato del Common Equity Tier 1 al 13,7%, che si confronta con 14,1% del trimestre precedente.
Gli analisti attribuiscono il calo "all'impatto sul capitale degli accantonamenti sui prestiti.

Un effetto negativo parzialmente compensato dalla contrazione degli asset ponderati per il rischio: 41,6 miliardi di euro nel terzo trimestre dai 44,2 miliardi di euro del secondo".

Gli altri giudizi

Atteggiamento cauto anche dagli analisti di Kepler Cheuvreux, che a fronte di una riduzione delle previsioni sull'eps 2017-2018 di circa il 3% forniscono una raccomandazione 'Hold' con target price a 2,45 euro.
Infine, giudizio neutrale anche dagli analisti di Icbpi, che "in considerazione dei rischi di esecuzione del progetto di fusione, dell'incertezza che incombe su tutto il settore bancario italiano, anche a causa di alcune situazioni specifiche di crisi, e del notevole overhang di carta", dichiarano di attendersi una estrema voltatilità nei prossimi mesi per il titolo e decidono di "mantenere una posizione neutrale sul Banco Popolare", con target price a 3,7 euro.

Fonte: News Trend Online

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