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giovedì 24 novembre 2016

ADVFN Newsdesk Report dei mercati









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Borsa Usa: seduta poco mossa alla vigilia del Thanksgiving
Ultima seduta prima del Thanksgiving (giorno in cui la Borsa di New York resterà chiusa) senza grosse variazioni a Wall Street. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,31%, l'S&P 500 lo 0,08% mentre il Nasdaq Composite ha lasciato sul terreno lo 0,11%. Dai verbali dell'ultima riunione della Fed è emersa la volontà da parte della Banca centrale di alzare i tassi "relativamente presto", molto probabilmente nel prossimo meeting di dicembre. In giornata sono stati publicati diversi dati macroeconomici.
A ottobre gli ordini di beni durevoli hanno fatto registrare un incremento del 4,8% su base mensile dopo l'incremento dello 0,4% rilevato in settembre, rivisto da -0,3%. L'indice "core" è cresciuto dell'1% su base mensile, dal +0,2% della rilevazione precedente. Gli ordini esclusi i mezzi per la difesa sono aumentati del 5,2% su base mensile.
Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 17 novembre si sono attestate a 251 mila unità, superiori alle attese (250 mila) e al dato rilevato la settimana precedente (233 mila). Il numero totale di persone che richiede l'indennità di disoccupazione si attesta a 2,043 milioni, superiore ai 1,983 milioni precedenti.
L'Indice Prezzi Abitazioni pubblicato dalla Federal Housing Finance Agency (FHFA) è cresciuto dello 0,6% nel mese di settembre, superiore alle attese degli addetti ai lavori fissate su un incremento dello 0,5%. Su base annuale l'indice è salito del 6,1%. Markit ha reso noto che nel mese di novembre l'Indice PMI Manifatturiero (stima flash) e' salito a 53,9 punti dai 53,4 punti del mese precedente. La rilevazione di novembre evidenzia un trend consolidato di crescita del comparto manifatturiero, con livelli di produzione su livelli massimi da marzo 2015. Le vendite di nuove abitazioni sono diminuite in ottobre dell'1,9% rispetto al mese precedente, attestandosi a 563 mila unita' (consensus 593 mila), in calo rispetto alle 574 mila unità della rilevazione precedente (dato rivisto da 593 mila).
Gli esperti dell'Universita' del Michigan e di Reuters hanno rivisto al rialzo la stima preliminare dell'indice sulla fiducia dei consumatori statunitensi del mese di novembre a 93,8 punti da 91,6 punti della prima lettura risultando in calo dai 91,2 punti di settembre. Le aspettative degli analisti erano fissate su un indice pari a 88,1 punti.
Sul fronte societario Deere & Co. +11,04%. Il produttore di macchine agricole ha annunciato una trimestrale superiore alle attese. Nel quarto trimestre l'utile per azione si è attestato a 0,90 dollari su ricavi per 6,52 miliardi. Gli analisti avevano previsto un Eps di 0,40 dollari su ricavi per 6,16 miliardi.
Hp Inc -6,83%. Il produttore di pc e stampanti ha comunicato risultati relativi al quarto trimestre del suo esercizio segnati da profitti netti in declino da 1,32 miliardi di dollari, pari a 73 centesimi per azione, a 492 milioni, e 28 centesimi. Su base rettificata l’eps è invece cresciuto da 30 a 36 centesimi in linea con il consensus di Thomson Reuters. Nei tre mesi i ricavi sono cresciuti del 2% (al netto di dismissioni e corsi valutari la lettura è un invece per un progresso del 4%) a 12,51 miliardi di dollari, contro gli 11,88 miliardi del consensus di FactSet. Per l’attuale trimestre, il primo dell’esercizio 2017, Hp stima un eps rettificato di 35-38 centesimi contro i 39 centesimi del consensus di FactSet.
Hewlett Packard Enterprise +2,93%. La divisione ex Hewlett Packard dedicata ai servizi alle imprese ha chiuso il quarto trimestre con profitti netti per 302 milioni di dollari, pari a 18 centesimi per azione. Su base rettificata l’eps si è attestato a 61 centesimi, contro i 60 del consensus di Thomson Reuters. Nei tre mesi i ricavi sono calati del 7,2% a 12,48 miliardi di dollari. Nell’intero esercizio il giro d’affari ha segnato una flessione del 4% (ma al netto di dismissioni e corsi valutari la lettura è un per un progresso del 2%) a 50,1 miliardi di dollari.
Urban Outfitters -12,05%. Il gruppo di abbigliamento ha annunciato una trimestrale inferiore alle attese con profitti per azione a 0,40 dollari su ricavi per 862 milioni. Gli analisti avevano previsto un Eps a 0,44 dollari su ricavi per 869 milioni. Deludente anche il dato sulle vendite a perimetro costante, cresciute dell'1% contro il +1,9% del consensus.
Eli Lilly -10,53%. Il gruppo farmaceutico ha annunciato che il proprio trattamento "Solanezumab" per la cura dell'Alzheimer non ha superato il test in fase III (l'ultimo prima dell'approvazione del farmaco da parte della FDA).
MERCATI ASIATICI
Il dollaro forte frena l’Asia ma a Tokyo il Nikkei 225 guadagna lo 0,94%
Dopo la seduta contrastata di mercoledì per Wall Street (dei tre principali indici Usa, l’unico in negativo è stato comunque il Nasdaq, con una perdita dello 0,11%), la performance è mista anche alla riapertura dei mercati asiatici. Il fattore ribassista è il sempre più probabile aumento dei tassi d’interesse Usa da parte della Federal Reserve in dicembre, che si riflette nel rafforzamento del dollaro, notizia negativa soprattutto per le economie emergenti della regione.
E l’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, perde quasi mezzo punto percentuale erodendo i guadagni della seduta precedente (nell’intero mese di novembre l’indice è in flessione del 3,50%). Un biglietto verde più forte è invece positivo per il Giappone. E con il dollaro vicino ai massimi di oltre sette mesi sullo yen, Tokyo, dopo la pausa di mercoledì (per la celebrazione del Kinr?-Kansha no hi, la Festa del lavoro e del ringraziamento), segna la migliore performance tra i principali indici dell’Asia. Il Nikkei 225 chiude infatti in progresso dello 0,94% (fa appena peggio l’indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,86%). Di segno opposto la giornata di Seoul: il Kospi torna a perdere terreno e segna un declino dello 0,84% al termine delle contrattazioni.
Sul fronte delle materie prime, il petrolio è in moderato recupero dopo che l’Iraq ha fatto dietrofront, dichiarando che potrebbe partecipare al previsto taglio della produzione deciso in settembre dall’Opec. Mentre il dollaro si rafforza, l’oro si deprezza marginalmente, dopo essere sceso in settimana per la prima volta da febbraio sotto 1.200 dollari l’oncia. Continuano invece i guadagni dei metalli industriali: il rame è in rally del 3% a Londra scambiando sempre sui massimi di oltre un anno mentre lo zinco si avvia verso la migliore chiusura addirittura dal 2008. A Sydney, però, si ferma la corsa dei titoli legati alle commodity e quindi anche quella dell’S&P ASX 200 che dopo due sedute consecutive di guadagni superiori all’1% chiude sulla parità (0,01% il suo progresso).
Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano lo 0,02% e lo 0,40% rispettivamente. In positivo anche lo Shenzhen Composite, apprezzatosi dello 0,38% al termine delle contrattazioni. In negativo, invece, Hong Kong, con l’Hang Seng che perde intorno allo 0,30% a circa un’ora dallo stop alle contrattazioni (l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, si muove invece sulla parità).
MERCATI EUROPEI
Borse europee sopra la parità
Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in rialzo. Il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,2%, il Cac40 di Parigi lo 0,3% e il Ftse100 di Londra lo 0,1%. Oggi Wall Street resterà chiusa per festività (Thanksgiving).
In Germania, l'Ufficio Federale di Statistica (Destatis) ha pubblicato i dati definitivi del Pil relativo al secondo trimestre: l'economia tedesca cresce ad un ritmo meno sostenuto rispetto ai mesi precedenti (era cresciuta dello 0,7% all'inizio dell'anno). Il dato ha evidenziato infatti un incremento dello 0,2% su base trimestrale confermando la lettura preliminare. Su  base annuale la crescita si e' attestata al +1,5%. In Francia la fiducia degli imprenditori è stabile: l'indicatore sulla fiducia negli affari si attesta a 103 punti in linea con la rilevazione precedente e poco sopra le attese degli analisti fissate su un indice di 102 punti.
Sul fronte societario ThyssenKrupp -1%. Il colosso siderurgico tedesco ha comunicato per l’anno fiscale 2016 profitti in declino del 4% a 296 milioni di euro. Risultato ampiamente peggiore rispetto alle attese: il consensus del Wall Street Journal era infatti per 364 milioni di utili. Nei 12 mesi allo scorso 30 settembre le vendite sono calate dell’8% a 39,29 miliardi di euro, a fronte della flessione del 9% degli ordinativi a 37,42 miliardi. Per l’esercizio in corso Thyssenkrupp prevede un ebit rettificato intorno a 1,7 miliardi di euro, contro gli 1,5 dell’anno fiscale 2016.
Rémy Cointreau +0,5%. IL produttore di cognac ha comunicato che nel primo semestre i profitti netti sono cresciuti del 15% a 76 milioni di euro, grazie alle solide performance soprattutto dei liquori più costosi. Nei sei mesi allo scorso 30 settembre le vendite sono cresciute del 2,5% a 513 milioni di euro, a fronte del progresso del 16% dell’utile operativo corrente a 124 milioni. Rio Tinto +0,1%. Il gruppo minerario ha tagliato gli investimenti previsti per il 2016 a 3,5 miliardi di dollari contro i 4 miliardi stimati in precedenza. 
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana annulla rialzo iniziale: Ftse Mib +0,09%. MPS in forte rialzo su ok BCE a piano
Il Ftse Mib segna +0,09%, il Ftse Italia All-Share +0,08%, il Ftse Italia Mid Cap +0,01%, il Ftse Italia Star -0,08%.
Mercati azionari europei incerti. DAX +0,1%, CAC 40 -0,1%, FTSE 100 -0,2%, IBEX 35 -0,1%. Mercati obbligazionari eurozona in rialzo. Il rendimento del decennale tedesco scende di 5 bp allo 0,25%, quello del BTP scende di 6 bp al 2,08% (-2 bp per il Bono spagnolo all'1,56%). Lo spread scende di 1 bp a 183.
Bancari Italia poco mossi: FTSE Italia Banche -0,1%, EURO STOXX Banks +0,7%. Ieri la Commissione Europea ha presentato lo schema per la nuova regolamentazione delle banche: introdotte misure che favoriscono i prestiti alle PMI e quindi le banche italiane. Banca MPS (+6,7%) vola in scia all'ok della BCE "all’operazione prospettata al mercato in data 25 ottobre", ovvero l'operazione di rafforzamento patrimoniale comprendente la vendita di npl per circa 28 miliardi di euro e un aumento di capitale fino a 5 miliardi. Oggi è una giornata decisiva per il futuro dell'istituto senese: si tiene infatti l'assemblea straordinaria chiamata ad approvare l'aumento. In lieve calo UniCredit (-0,2%).
Stamane il quotidiano MF riportava di indiscrezioni secondo le quali sarebbero giunte tre offerte alla banca di piazza Gae Aulenti per il pacchetto di crediti deteriorati da 20 miliardi con garanzie pubbliche (GACS) messo in vendita. Ci sarebbero in gara Cerberus, Pimco e Fortress. Secondo rumors ripresi anche dal servizio DebtWire l’offerta di Fortress sarebbe in pole position.
Banca Carige (+2,1%) in progresso. Secondo quanto riferisce il Messaggero, l'a.d. Guido Bastianini durante il cda di ieri ha dato conto di un colloquio con la vigilanza BCE: quest'ultima avrebbe concesso una proroga di un mese (fino a fine febbraio) per la presentazione del piano industriale aggiornato contenente l'accelerazione nella cessione dei crediti deteriorati chiesta dall'Eurotower il 27 ottobre scorso.
Più in generale Bastianini avrebbe riscontrato maggiore apertura da parte della BCE nel ridiscutere tempistica e coperture sul tema npl. Infine, il cda avrebbe confermato la vendita a inizio 2017 della prima tranche da 0,9-1,0 miliardi di euro di sofferenze. Debole il risparmio gestito con Azimut Holding (-0,7%), Banca Mediolanum (-0,8%), Anima Holding (-1,5%). Trevi Finanziaria Industriale in ottima forma(+3,8%): Mediobanca migliora il giudizio sul titolo da underperform a neutral.
TITOLI DEL GIORNO
Banco Popolare rimonta sul finale dopo aver avvicinato i record negativi di luglio a 1,7560. La reazione che i prezzi hanno messo a segno da 1,75 circa, disegnando un hammer, classica figura di inversione rialzista, quando compare dopo un down trend come quello visto da fine ottobre, dovrà però essere confermata dalla rottura di 2,05 per offrire spunti di ripresa, sebbene solo movimenti oltre area 2,30/2,35, punto di passaggio della media mobile a 100 giorni, permetterebbero ai prezzi di risalire la china verso 2,77, massimi allineati di agosto e ottobre e resistenza critica in ottica di medio lungo termine. Sotto 1,7560 rischio invece di accelerazione ribassista in territorio inesplorato.

CNH Industrial ha toccato un massimo intraday a 8,235 euro per poi stabilizzarsi poco al di sotto di quei livelli (close martedì a 7,725 euro). Un segnale di forza rilevante lo aveva comunque g ià inviato martedì superando a 7,55 euro il lato alto del canale crescente disegnato dai minimi di febbraio. La rottura del limite superiore di un canale è un segnale di forza molto rilevante in quanto anticipa una accelerazione del tasso di crescita dei prezzi rispetto a quello visto fino a quel momento. Il target del rialzo è proporzionale alla ampiezza del canale stesso proiettata dal punto di rottura (tecnica del raddoppio dei canali) e si colloca quindi in questo caso a 9,10 euro, non distante dal top del 20 luglio 2015 a 8,92 euro. Resistenza intermedia a 8,10/8,30 euro. Flessioni fino in area 7,55 non pregiudicherebbero quanto di buono fatto vedere nelle ultime due giornate. Sotto 7,55 invece rischio di flessioni fino ai 7 euro almeno.

Buona performance ieri per Astaldi dopo le indiscrezioni di stampa di una possibile alleanza FS-Astaldi per la costruzione di reti ferroviarie su scala mondiale. Il titolo potrebbe approfittarne per fermare la correzione originata dal massimo della scorsa settimana a 4,53 euro e tentare di tornare su quel riferimento, decisivo per assistere alla eventuale riattivazione del rally partito a fine settembre in direzione di 5,0450, massimo di marzo. In caso di violazione dei sostegni a 4,00/4,05 le quotazioni scivolerebbero verso le ex resistenze statiche e dinamiche di area 3,75, determinanti al fine di scongiurare il rischio di inversione di tendenza.
DATI MACRO ATTESI
Giovedì 24 Novembre 2016
USA Mercati chiusi per festività (Thanksgiving Day);
01:30 GIA Indice Markit PMI manifatturiero preliminare nov;
07:30 FRA Nuovi posti di lavoro trim3;
08:00 GER PIL finale trim3;
08:45 FRA Indice fiducia imprese nov;
09:00 SPA PIL finale trim3;
10:00 ITA Bilancia commerciale (non EU) ott;
10:00 GER Indice IFO (fiducia imprese) nov;
11:00 ITA Indice salari contrattuali ott;
13:00 GER Indice GfK (fiducia consumatori) dic.
HEADLINES
Unicredit, rumors su offerte per i crediti deteriorati
Avvio in rialzo e in linea con l’andamento del comparto bancario per Unicredit che guadagna lo 0,5% durante i primi scambi e si riporta a 2,01 euro. Stamane il quotidiano MF riportava di indiscrezioni secondo le quali sarebbero giunte tre offerte alla banca di piazza Gae Aulenti per il pacchetto di crediti deteriorati da 20 miliardi con garanzie pubbliche (GACS) messo in vendita. Ci sarebbero in gara Cerberus, Pimco e Fortress. Secondo rumors ripresi anche dal servizio DebtWire l’offerta di Fortress sarebbe in pole position.
Spagna: Pil 3T in crescita +0,7% t/t, +3,2% a/a
Continua a crescere l'economia spagnola nel terzo trimestre. Il Pil è cresciuto dello 0,7% rispetto al trimestre precedente, dopo un incremento dello 0,8% della precedente rilevazione. Rispetto allo stesso periodo del 2015 il Pil è cresciuto del 3,2%, in linea con le attese.
Giappone: Pmi Markit/Nikkei rallenta a 51,1 punti in novembre
Rallenta la sua crescita in novembre l’attività manifatturiera del Giappone, che rimane comunque per il terzo mese consecutivo in fase espansiva. La lettura preliminare dell’indice Pmi stilato da Markit/Nikkei segna infatti per il mese in chiusura un calo a 51,1 punti dai 51,4 punti di ottobre (lettura rivista dai 51,7 punti preliminari), ma resta sopra ai 50,4 punti di settembre (49,5 punti in agosto).
Giappone: rivista al ribasso la letture di settembre dell’indice anticipatore
L’Ufficio di Gabinetto nipponico ha comunicato la lettura finale di settembre dell’indice anticipatore rivedendo a 100,3 punti il dato preliminare di 100,5 punti, in declino rispetto ai 100,9 punti di agosto (100,0 punti in luglio) e contro i 100,4 punti del consensus. L’indice di coincidenza, che sintetizza lo stato attuale dell'economia, è invece stato rivisto al rialzo dai 112,1 punti della lettura preliminare a 112,7 punti, in crescita dai 111,9 punti di agosto.
Fed: i verbali del Fomc rafforzano le aspettative di un rialzo dei tassi in dicembre
La Federal Reserve (Fed) si è ancora mostrata divisa sulla tempistica del rialzo dei tassi d’interesse ma i verbali relativi all’incontro di 1-2 novembre del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie) rafforzano le aspettative sul fatto che l’incremento arrivi alla fine proprio in dicembre. I membri della commissione hanno infatti convenuto che il rialzo debba avvenire “relativamente presto” in un contesto di mercato del lavoro in miglioramento e d’inflazione in moderata crescita. Due membri del Fomc avevano comunque votato per un incremento dei tassi già nel meeting di novembre ma alla fine la Fed li aveva lasciati in un range dello 0,25-0,50% (dopo il primo rialzo dal 2006 deciso nel dicembre dello scorso anno).
Gran Bretagna: Hammond taglia stima di crescita del Pil nel 2017 dal 2,2% all’1,4%
L’economia di Londra rallenterà significativamente il prossimo anno e il governo britannico rinuncia all’obiettivo di pareggio dei conti pubblici entro il 2020 a causa dell’outlook altamente incerto. Lo ha dichiarato mercoledì il Chancellor of the Exchequer (ministro delle Finanze) Philip Hammond, nella sua prima presentazione di bilancio. La previsione di crescita del Pil in Gran Bretagna nel 2017 è stata rivista all’1,4% dal 2,2% stimato in marzo dal suo predecessore George Osborne. Migliorata invece dal 2% al 2,1% quella per l’anno in corso.
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