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mercoledì 2 novembre 2016

2 buy sull'oro per ripararsi dalla tempesta elettorale


John Persinos cita il Bob Dylan di Shelter From The Storm ("Riparo dalla tempesta") per rendere l'idea di quanto l'approssimarsi della tumultuosa giornata elettorale dell'8 novembre stia alzando il livello d'attenzione dei traders verso il metallo giallo. Dalle pagine TheStreet, l'analista avverte che la nuova burrasca provocata dalle email di Hillary Clinton ha enormemente aumentato il grado di incertezza e gli investitori, che temono gli scenari legati a una vittoria di Trump, cominciano a dirigersi verso il più tradizionale dei beni rifugio.

D'altra parte, se molti legano la previsione di un forte ridirezionamento verso il lingotto al prevalere del tycoon repubblicano, non mancano le voci che invitano a valutare una esposizione verso l'oro anche in caso di vittoria di Clinton. E' di poche ore fa una nota di HSBC, secondo cui anche una vittoria dei democratici potrebbe innescare un nuovo rally (+8%) da qui alla fine del 2016. Ecco allora due azioni legate al gold che presentano solidi segnali rialzisti  per i prossimi mesi.

SPDR Gold Trust

Il primo consiglio d'investimento è per SPDR Gold Trust, uno dei più popolari tra gli ETF (acronimo di exchange-traded fund) che si muovono al passo con il prezzo dell'oro.

Creato nel 2004, SPDR Gold è stato il primo ETF disponibile negli Stati Uniti ad avere il metallo giallo come sottostante. Il fondo ha già messo a segno un +20% quest'anno, e il potenziale rialzista è ancora abbastanza sostenuto. Per la fine del 2016, la media del consenso sull'oro è di 1354 dollari l'oncia, che implica un rialzo di circa il 7% rispetto alle quotazioni attuali, con gli scenari più ottimisti che si spingono fino ai 1489 dollari, con potenziali ritorni in questo caso di oltre il 15%.

Gold Mining

L'investimento in titoli minerari, avverte Persinos, presenta un grado di rischio maggiore rispetto ad altre forme di investimento sull'oro, perché le società produttrici del comparto metalli preziosi devono fare i conti con i costosi e imprevedibili costi di gestione delle attività di estrazione.

Certamente da considerare in questo caso è comunque Goldcorp., società del settore gold con un tasso di crescita al momento tra i più alti al mondo. Il gruppo minerario, con sede a Vancouver, detiene asset sparsi in diversi Paesi delle due Americhe (Canada, America centrale e del sud, Messico e Stati Uniti).
Punto di forza: la società può vantare costi di produzione mediamente più bassi rispetto ai principali competitor a livello globale, e se come molti prevedono il metallo giallo dovesse salire, questo potrebbe generare ritorni consistenti. Al momento, Goldcorp consente tra l'altro un buon punto d'ingresso dopo la punizione subita sul mercato per una trimestrale, diffusa la scorsa settimana, con numeri inferiori alle attese del consenso. Dal giorno della diffusione dei nuovi dati, il titolo ha lasciato sul terreno il 3 %, pur mantenendo una solida performance di circa il 30% dall'inizio dell'anno.

Il target price medio a un anno fornito dagli analisti è di circa 20 dollari, che implica un potenziale rialzo di oltre il 30% rispetto alle quotazioni attuali. 
Fonte: News Trend Online

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