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mercoledì 19 ottobre 2016

Valute da bond: il rand, malgrado tutto, tiene botta


Se tutte le oscenità della politica si limitassero solo a quanto avvenuto in questo caso, il mondo forse andrebbe meglio! Il Sud Africa è al centro di una tempesta per una serie di accuse nei confronti del ministro delle Finanze, Pravin Gordhan, uomo molto stimato a livello internazionale, ma ora sospettato di aver spiato, nella sua precedente attività di direttore dell’Ufficio delle Imposte nazionale, alcuni dei maggiori esponenti politici proprio per eventuali reati in materia.

L’effetto si è subito sentito sul rand, tornato a fine agosto oltre quota 16 nel rapporto con l’euro per poi ridiscendere sui 15,2 e infine registrare una successiva fase di volatilità. Il timore di dimissioni, poi smentite, si è quindi fatto sentire in maniera decisa, diffondendo un allarme sulla tenuta perfino del Governo. 

Il canale resta intatto 

La debolezza della valuta si è comunque manifestata restando all’interno del canale di rafforzamento partito a inizio 2016, quando furono toccati i 18,28 Eur vs Zar.

Da allora ha registrato notevoli passi avanti, sebbene – di là dalle vicende politiche – l’area dei 15 rappresenti un test importante, caratterizzato da inevitabile volatilità. Se nei confronti del dollaro il rand ha effettivamente manifestato maggiore affaticamento, rispetto all’euro tiene meglio, ancorché resti debole in una visione di lungo periodo.
Il valore medio del cambio dal 2000 in poi si attesta infatti a 10,21, nettamente sotto i livelli attuali. Ci sono quindi margini potenziali di crescita, che troverebbero un impulso nell’aumento delle quotazioni di oro, argento e altri metalli di cui il Paese è grande produttore.

Entrare o no?  

Come per altre valute emergenti, le obbligazioni in rand hanno vari punti forti: da rendimenti nettamente elevati a rischiosità degli emittenti di riferimento assai bassa, trattandosi soprattutto di organizzazioni sovranazionali con rating tripla A.

L’yield medio di tutti i bond in questa divisa si aggira sul 9%, mentre per quelli quotati al Mot è leggermente inferiore, proprio perché il livello del credito è più alto. Si può stimare fra un 8,2 e un 8,5%, con la possibilità inoltre di diversificare in termini di tipologia (a tasso fisso o zero coupon) e di emittenti, essendone presenti anche del comparto bancario.
E’ il momento di puntare sul rand? Gli indicatori tecnici sono quasi tutti favorevoli al posizionamento sulla valuta, analizzando le periodicità sia corte sia lunghe. Ieri in particolare si è registrato un netto progresso sull’euro, con l’avvicinamento all’area decisiva dei 15 Eur vs Zar.

Il collocarsi quindi su questa divisa può essere interessante, soprattutto in una visione di medio termine. 

Come farlo

Un’abbinata fra tasso fisso e zero coupon costituisce il modo per pianificare una crescita del capitale, pur con un incasso di cedole. Si può fare accoppiando il Bei 8,75% scadenza 2025 (Isin XS1274823571), che quota sui 101, con un rendimento a scadenza dell’8,6% (taglio minimo 5.000 rand), all’Ebrd (European Bank For Reconstruction & Development) zero coupon scadenza 2027 (Isin XS0074789503), acquistabile sui 42/43, con un identico rendimento dell’8,6%, a taglio 5.000 rand.

E’ questo un accostamento a basso rischio su una valuta emergente considerata fra le più aggressive, destinato sia a chi faccia trading di breve/medio periodo sia a chi si posizioni su lunghe durate. 
Fonte: News Trend Online

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