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martedì 4 ottobre 2016

Valore emergente


Gli emergenti sono da usare con cautela. L’exploit realizzato sino ad ora dai listini dei paesi in via di sviluppo non sembra sostenuto da solidi fondamentali, dicono gli analisti, ed è quindi difficile che possa durare ancora per molto. Il modo migliore di posizionarsi sulla regione, dunque, è quello di operare un attento stock picking alla ricerca di società con bassa dipendenza dall’andamento delle materie prime e con modelli di business in grado di resistere alla volatilità dei mercati (Economic moat).

America Movil troppo forte per i competitor

La messicana America Movil detiene una forte posizione di vantaggio all’interno del settore telecom, frutto di economie di scala e qualità degli asset di gran lunga superiori a quelle dei competitor.

In America latina il gruppo ha un numero complessivo di clienti superiore del 25% rispetto a quello del suoi principali contendenti e detiene la più grossa quota di mercato in Messico, Colombia, Argentina, Ecuador, Porto Rico e Nicaragua. Le attività messicane (che fruttano all’azienda il 30% del fatturato e oltre il 40% del reddito operativo complessivo) rappresentano uno dei migliori operatori telefonici al mondo.
Grazie al controllo del 70% della clientela mobile e del 60% del traffico dati nazionale, infatti, l’azienda riesce a generare elevate economie di scala che le permettono di mantenere un vantaggio di costo rispetto ai competitor.
“La stima del fair value di America Movil, pari a 18 dollari (relativo all’ADR quotata sul Nyse.

Report pubblicato in data 26 settembre 2016), tiene conto dell’indebolimento del peso messicano rispetto al biglietto verde, ma anche delle attese per una ripresa positiva del mercato mobile in Messico”, dice Michael Hodel analista azionario di Morningstar. “I competitor, entrati nel paese latino americano dopo l’intervento delle autority per stimolare la concorrenza, non riusciranno a mantenere a lungo prezzi così bassi e questo permetterà ad America Movil di tornare a crescere nel fatturato e nei margini di profitto”.

 

Endesa Chile batte tutti sui costi

Empresa Nacional de Electricidad SA (Endesa Chile) garantisce un’ottima esposizione al settore utility. Il gruppo cileno produce energia dalle sue centrali idroelettriche, caratteristica che gli garantisce un vantaggio di costo rispetto ai competitor (che invece utilizzano combustibili più costosi) e che si traduce in margini di profitto più ampi.
Anche se la dipendenza da questa fonte espone l’azienda al rischio che i cambiamenti climatici possano privarla delle risorse necessarie per la produzione. Il settore delle utility, inoltre, è soggetto alla regolamentazione delle autorità, che devono garantire agli operatori condizioni necessarie a generare rendimenti del capitale sufficientemente alti da coprire i costi di finanziamento, e questo crea delle barriere all’ingresso di nuovi competitor.
“La nostra valutazione del titolo, pari a 23 dollari per azione (report pubblicato in data 27 luglio 2016), tiene conto dello spin-off delle attività in Argentina, Perù e Colombia e delle nostre attese relative alla crescita dei consumi di elettricità nei mercati serviti”, dice Andrew Bischof analista azionario di Morningstar.

“Al momento il rapporto Prezzo/Fair value del titolo è pari a 0,70 e vale a Endesa Chile un rating Morningstar di quattro stelle”. 

Singapore Exchange cresce grazie ai derivati

La redditività di Singapore Exchange è conseguenza di un modello di business fortemente integrato e dell’assenza di concorrenti.
Questi due elementi permettono al gruppo asiatico di generare elevate economie di scala e di realizzare margini di profitto molto elevati. Singapore è un’area a forte connotazione commerciale, anche per effetto del favorevole trattamento fiscale garantito alle aziende. Questo spinge molte società a stabilirvi la propria sede legale e il gruppo finanziario trae enorme vantaggio nell’essere l’unico a offrire i servizi legati alla quotazione di strumenti finanziari in Borsa.
“Ci aspettiamo che il business prevalente del listino di Singapore non sia quello della quotazione e trading di titoli azionari, anche perché le società più grandi preferiscono Borse con un volume di transazioni più elevato come quella di Tokyo e di Hong Kong, bensì quello dei derivati”, dice Michael Wu analista azionario di Morningstar.

“Nei prossimi cinque anni prevediamo che il fatturato cresca a un ritmo medio dell’8% grazie soprattutto alla performance di questo segmento (+12% media). Sulla base di queste attese stimiamo un fair value del titolo pari a nove dollari di Singapore (report pubblicato in data 27 luglio 2016)”.
Di Francesco Lavecchia
Autore: Morningstar Fonte: News Trend Online

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