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giovedì 6 ottobre 2016

Unicredit cavalca l'effetto Pioneer. Cosa ne pensano i broker?


L'inversione di rotta registrata da Piazza Affari ha riportato in territorio negativo tutti i titoli del settore bancario ad eccezione di Intesa Sanpaolo e Unicredit.

Unicredit sale ancora dopo il rally di ieri

Quest'ultimo dopo aver chiuso la sessione di ieri con un rally di circa quattro punti percentuali, quest'oggi ha provato a regalarsi il bis, salvo poi vedere ridimensionato il suo entusiasmo.
Il titolo è arrivato a segnare un massimo intraday a 2,18 euro, con un progresso di oltre il 4%, ma si è mosso in seguito a passo di gambero e negli ultimi minuti viene scambiato a 2,12 euro, con un rialzo dell'1,34% e oltre 72 milioni di azioni transitate sul mercato fino ad ora, rispetto alla media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 115 milioni di pezzi.

Rumors su offerta di Amundi per circa 4 mld di euro

A scaldare le quotazioni di Unicredit hanno contribuito inizialmente le indiscrezioni di stampa riportate dal Messaggero secondo cui il gruppo francese Amundi avrebbe offerto circa 4 miliardi di euro per Pioneer.

Il colosso d'oltralpe è uno dei quattro pretendenti per la controllata di Unicredit che vede in lizza la cordata Poste Italiane-Anima Holding-CDP, oltre a Macquarie e Aberdeen.
I quattro in lizza dovranno presentare un'offerta vincolante entro il 3 novembre e al momento la più alta sarebbe quella di Amundi, al di sopra dei 3,4 miliardi contemplati dall'offerta della cordata Poste-Anima-CDP.

Il commento di Equita SIM

Secondo gli analisti di Equita SIM quest'ultima potrebbe anche considerare di alzare la sua offerta allo stesso livello di Amundi e coinvolgere o un fondo di private equity o Aberdeen, per poi fare un break-up della società.


La SIM milanese fa notare che se l'offerta per Pioneer fosse superiore ai 3-3,5 miliardi ipotizzati fino ad ora, sarebbe una notizia positiva per Unicredit che otterrebbe altri 15 punti base di impatto positivo sul Common Equity Tier 1.
A detta degli analisti il maggior incasso aumenterebbe le probabilità che FinecoBank non sia venduta, ma ciò dipenderà ovviamente dal rafforzamento di capitale complessivo ritenuto necessario.

In attesa di novità la SIM milanese non cambia idea su Unicredit e conferma la raccomandazione "hold", con un prezzo obiettivo a 2,7 euro.

La view di Bca IMI e di Icbpi

Lo stesso rating viene espresso dai colleghi di Banca IMI che fissano un target price a 2 euro, già superato dalle attuali valutazioni di Borsa.

Per gli analisti una valorizzazione di Pioneer pari a 4 miliardi di euro avrebbe un impatto sul capitale di Unicredit di oltre 90 punti base, riducendo così le dimensioni dell'aumento di capitale.
Più bullish la view di Icbpi che invita ad acquistare il titolo con un fair value a 3,4 euro.
Nel caso in cui venissero confermate le indiscrezioni di stampa relative all'offerta da 4 miliardi di euro per Pioneer da parte dai Amundi, gli analisti segnalano che la valorizzazione sarebbe pari a oltre 20 volte gli utili medi e a circa l'1,8% degli asset under management.
A detta di Icbpi questi valori potrebbero essere ragionevoli nell'ipotesi in cui l'acquirente negoziasse con Unicredit accordi commerciali favorevoli per un periodo prolungato.  
Fonte: News Trend Online

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