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martedì 18 ottobre 2016

Un portafoglio per Clinton e un portafoglio per Trump

Domani sera, Hillary Clinton e Donald Trump si sfideranno nel terzo dibattito televisivo prima delle elezioni di novembre. La candidata democratica resta in testa a tutti i sondaggi: l'ultima rilevazione di Cbs news assegna a Clinton il 47%, con un buon margine di distacco rispetto al 37% del suo avversario.
E ancora più rosse sono le previsioni per i democratici fornite da una ricerca della Monmouth University, secondo la quale la forbice tra i due candidati sarebbe in aumento: tre settimane fa la scommessa su una ammistrazione Clinton era data in vantaggio di 8 punti percentuali, mentre adesso il divario si porta a ben 12 punti (50% del consenso all'ex first lady).

Giochi fatti dunque?

Cosa dice il mercato?

Se si dovesse guardare alle statistiche di borsa, la vittoria della Clinton apparirebbe meno scontata di quanto oggi si crede. Il Corriere riporta il parere di Sam Stovall, responsabile delle strategie azionarie Usa per S&P Global market intelligence, secondo il quale “storicamente quando le quotazioni salgono vince il partito che già occupa la Casa Bianca, se invece scendono vince l’opposizione», Ciò si è verificano in ben 19 delle 22 tornate elettorali presidenziali svoltesi tra il 1928 e il 2012.

E senza eccezioni dal 1984 a oggi. 
Adesso lo S&P 500 è sotto di circa il 2% rispetto all’8 agosto. E se c’è ancora tempo per recuperi, avvertono gli esperti, in attesa della data del 9 novembre è necessario prepararsi a qualsiasi scenario.
Le linee guida sono abbastanza chiare in caso di vittoria di Hillary, che lasciano prevedere una certa continuità con l’amministrazione Obama.
Meno chiaro il quadro in caso di un prevalere a sorpresa di Trump: nel suo entourage ci sono linee di pensiero economico estremamente diverse che non permettono ancora di decifrare del tutto la strategia presidenziale del tycoon, anche se l'aggressività del repubblicano su alcuni fronti (come la polemiche sui trattati commerciali o quella sulla Fed) forniscono qualche buona indicazione.

Lo scenario 1: vittoria della Clinton

Tradizionalmente, i mercati azionari guardano sempre con un occhio benevolo ai democratici.

E ancor più in questo caso: le minacce di Trump sulla revisione dei trattati commerciali spaventano gli investitori, mentre una vittoria dell’ex first lady è considerata un ottimo viatico per il mantenimento degli attuali standard di scambi tra gli Stati Uniti, l’Europa e i paesi emergenti.
E per questo che dalle pagine del Corriere gli esperti di Pictet consigliano di valutare in caso di vittoria dei democratici una esposizione di circa il 50% verso l’azionario.

”In termini di allocazione geografica, andrebbero spinti i mercati emergenti e l’Europa, comprese Italia e Spagna,”  spiega Andrea Delitala. Con la precisazione di prestare particolare attenzione agli sviluppi sul referendum italiano.
I segmenti da preferire, sarebbero infrastrutture e tecnologia, con particolare riguardo per le aziende che operano nel campo delle energie alternative.
Un discorso a parte va fatto poi per il peso messicano, considerate le minacce di Trump di erigere muri al confine con il Messico: in caso di vittoria della Clinton, gli esperti di Pictet prevedono un apprezzamento della valuto in un range tra il 5 e il 10%.

Lo scenario 2: Trump Presidente

La campagna del candidato repubblicano non da al momento segni di ripresa dopo la brusca caduta di consenso seguita allo scandalo sui frasi sessiste.

Ma come molti fanno notare, le elezioni Usa hanno spesso riservato sorprese dell’ultimo minuto. Cosa fare quindi in caso di una vittoria a sopresa del repubblicano?
Un fronte su cui si farebbe sentire l'effetto Trump è certamente quello dei tassi Fed. Il tycoon ha ripetutamente accusato la Yellen di tenere artificialmente bassi i tassi, e dalle pagine del corriere ricordano che una amministrazione Trump andrebbe decisamente verso una normalizzazione delle politiche monetarie.
Effetti negativi sui listini, verso i quali andrebbe ridotta l'esposizione intorno al 40%. Tra gli azionari andrebbero comunque preferiti titoli come difesa, petroliferi, infrastrutture e heaelth cre.

Del tutto da escludere il posizionamento su valute emergenti. 
Il mix suggerito è di un 20% di liquidità, 20% di titoli azionari Usa, 15% di azioni europee, 5% di titoli dei mercati emergeenti, 10& di governativi USA,un 15% di obbligazioni high yield europee e americane, un 5% di oro e un 10% di obbligazioni Global Investment grade.

I titoli da preferire

Ad avvantaggiarsi di una presidenza Clinton saranno certamente gli investimenti nel campo dell'energia alternativa, ma arriveranno anche nuovi impulsi alle infrastrutture, mentre la riforma sanitaria di Obama andrà avanti.
In prima fila dunque per mettere a segno guadagni sono società come First Solar e SolarCity nel settore delle energie alternative, HCA Holdings o Universal Health nel business della salute.

Nel settore infrastrutture: Vulcan Materials e Granite Construction.
Cambiano i nomi in caso di vittoria diTrump. I timori scampati di una riforma dei prezzi dei farmaci, minacciata dai democrtici, verrebbe meno se vince Trump: ottimo posizionamento dunque per società come Pfizer, Alexion Pharmaceuticals, Celgene o Amgen.
Indipendentemente da come finirà la campagna elettorale, sembra prevalente l'idea che si spenderà di più per la difesa. 



Fonte: News Trend Online

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