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mercoledì 26 ottobre 2016

Un consiglio a Trump: inveisca contro la guerra della FED ai risparmiatori, ai lavoratori e ai contribuenti non ancora nati

di David Stockman


Le banche centrali si sono spinte così lontano e così in profondità con la manipolazione dei prezzi finanziari, che è solo una questione di tempo prima che qualche politico astuto possa scaricare su di loro la colpa. Ed è proprio quello che Trump sembra aver fatto stamattina nello zombie-box:

Mantenendo bassi i tassi d'interesse, la FED ha creato un "mercato azionario falso," ha sostenuto Donald Trump in un'intervista alla CNBC, esclamando che il presidente della FED Janet Yellen ed i policymaker delle banche centrali sono molto dediti alla politica, e dovrebbero "vergognarsi" di ciò che che stanno facendo al paese...

Ha ragione. Dopo tutto, essi stanno schiacciando i salari reali col loro obiettivo d'inflazione al 2%; stanno distruggendo i risparmiatori con la NIRP e i tassi sotto lo zero; e stanno seppellendo i contribuenti non ancora nati sotto debiti monumentali che i politici di oggi sono lieti di contrarre, perché il costo del carry trade nel breve periodo è pari a zero.

Gli interessi sui $19,400 miliardi di debito dello zio Sam, ad esempio, sono circa $500 miliardi in meno rispetto al suo costo economico reale sulla base di un rendimento normale al netto dell'inflazione, delle tasse e senza detrarre i $100 miliardi l'anno in cosiddetti "profitti" della FED, i quali sono considerati dal Ministero del Tesoro come interessi passivi negativi.

Purtroppo quando i tassi d'interesse alla fine si normalizzeranno, i costi del servizio del debito pubblico saliranno nel range di centinaia di miliardi. Allo stesso tempo, scomparirà la totalità dei "profitti" della FED, i quali escono fuori dal nulla perché essa acquista debito pubblico e debito delle GSE con la stampante monetaria. Ecco perché affronterà perdite giganti nel suo bilancio, visto che calerà inevitabilmente il valore del suo portfolio gonfio di titoli di stato e titoli delle GSE.

In questo momento, i cittadini a lungo oppressi nell'entroterra americano che sono già stati rovinati come risparmiatori e salariati, saranno ulteriormente colpiti dalla triplice impennata delle tasse federali. E questa non è una questione tra "se" o "quando"; è solo una questione di quanto presto.

Quando parliamo della follia monetaria dell'establishment monetario, Mario Draghi sta conducendo la carica. Quindi prendete in considerazione ciò che è accaduto durante la sua ultima riunione della BCE.

In primo luogo, le cheerleader delle banche centrali hanno insistito sul fatto che non ci sia nulla di cui preoccuparsi riguardo l'anomalia incredibile che oggi affligge i mercati obbligazionari europei. Vale a dire, l'Europa socialista a quanto pare non ha emesso abbastanza debito idoneo (con un rendimento non inferiore alla soglia negativa dello 0.4%) per soddisfare gli acquisti mensili da $90 miliardi della BCE.

La soluzione è semplice secondo gli accoliti di Draghi nel casinò. Oltre a ridurre la soglia di rendimento molto al di sotto lo zero, se necessario, hanno offerto una soluzione ancora migliore: acquistare anche nel mercato azionario!

"La ragione per cui la BCE dovrà acquistare titoli azionari è che ha quasi esaurito i titoli tedeschi da comprare", ha detto Stefan Gerlach, capo economista presso BSI Bank ed ex-vice governatore della Banca Centrale d'Irlanda. "L'idea di base è che la banca centrale possa sostanzialmente acquistare di tutto e non vi è alcun motivo per essere puritani su questo tema."

Le azioni offrono un bacino profondo di asset. La capitalizzazione di mercato delle società quotate della zona Euro era di $6,100 miliardi a fine 2015, secondo i dati della Banca Mondiale.

E queste non sono stramberie uscite da un libro sconosciuto di un autore altrettanto sconosciuto. Ecco ciò che ha aggiunto al mix, uno dei presunti esperti mondiali di politica monetaria:

Quando i tassi si sono avvicinati allo zero, le banche centrali negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Giappone e nella zona Euro, hanno iniziato ad acquistare bond per ridurre i tassi d'interesse a lungo termine. Comprare azioni probabilmente produrrebbe gli stessi effetti, incoraggiando il consumo e gli investimenti attraverso la ricchezza delle famiglie più elevate e ridurrebbe il costo del capitale.

"Non vedo un motivo per non farlo", ha detto Joseph Gagnon, senior fellow al Peterson Institute for International Economics. "Non vedo perché una banca centrale non dovrebbe avere un portfolio diversificato, tra cui i titoli azionari."

In realtà, raddoppia la posta. Secondo un altro giocatore del casinò, le obbligazioni sono ormai diventate talmente sopravvalutate — grazie ai vari QE delle banche centrali, ovviamente — che le azioni europee ora sono "sottovalutate" in termini relativi!

Pertanto la BCE non può fare a meno d'immergersi in una baldoria d'acquisti al fine di rimettere le cose a posto.

Gli acquisti azionari della BCE "sarebbero giustificati: le azioni europee sono sottovalutate, mentre vi è unabolla — che la BCE continua a gonfiare — nelle obbligazioni", ha detto Patrick Artus, capo economista della banca d'investimento francese Nataxis.

Oltre a ciò, la Banca Nazionale Svizzera (BNS) e la Banca del Giappone hanno già aperto la strada. Il 20% del bilancio della prima è costituito da titoli azionari, comprese le massicce partecipazioni in azioni americane.

Il bilancio della BNS è quasi il 7X rispetto a quello alla vigilia della crisi finanziaria, e ora ammonta a $715 miliardi; il 108% del PIL della Svizzera.

Questo significa che, al fine di combattere l'impatto sul tasso di cambio provocato dalla campagna implacabile dello zio Mario nel voler cestinare l'euro, i pianificatori monetari centrali svizzeri hanno acquistato $150 miliardi di titoli azionari globali, rendendoli uno dei più grandi hedge fund del mondo.

Ora che Trump ha esteso il suo discorso al sistema "truccato" e gestito dalla nostra élite finanziaria non eletta, compreso il mercato azionario, ha sicuramente ragione da vendere su questo punto.




Né la BNS è un'anomalia. La BOJ ha circa $150 miliardi di titoli azionari nel suo bilancio. Infatti già possiede il 55% di tutti gli ETF giapponesi; è ora tra i primi 10 azionisti nel 90% delle 225 più grandi aziende del Giappone; ed è destinata a diventare il titolare principale di 40 delle 225 aziende nell'indice Nikkei entro la fine del 2017, se il suo ritmo d'acquisto di ETF s'intensificherà come pianificato.




Ma la follia di acquistare e falsificare così ampie sezioni dei mercati azionari e obbligazionari al fine di perseguire l'obiettivo d'inflazione al 2%, non è nemmeno la metà della storia. Dopo aver fatto questo, le banche centrali si sono date in ostaggio agli speculatori fast money in tutto il casinò.

Questi ultimi venderanno tutto quello che sono stati in grado di accaparrare facendo front-running tramite carry trade a leva, se penseranno che le banche centrali termineranno la loro baldoria d'acquisti.

Nel caso delle obbligazioni giapponesi a 30 anni, per esempio, il rendimento nelle ultime settimane è salito da 6 bps a 61 bps per il timore che la BOJ avrebbe potuto "mettere in pausa" il suo folle programma d'acquisto di bond. Dal momento che ha già acquistato oltre il 40% del debito pubblico del Giappone, la sola ipotesi che potesse smettere causerebbe una discesa del 20% dei prezzi dei bond trentennali.

Ma le recenti dislocazioni sul mercato europeo non lasciano nulla all'immaginazione. Il fallimento di Draghi nell'affermare in modo inequivocabile che il programma di QE della BCE sarebbe stato esteso dopo la sua data di scadenza (in programma il prossimo marzo), dimostra esattamente il motivo per cui le banche centrali si sono trasformate in trappole monetarie mortali:

Nel frattempo, i rendimenti dei decennali tedeschi sono tornati positivi per la prima volta sin dal 22 giugno. Giovedì scorso i rendimenti erano a circa lo 0.013% al momento della chiusura del mercato, una salita rispetto al -0.06% precedente.

"La scossa sui mercati obbligazionari è iniziata quando il presidente della BCE Mario Draghi ha detto che il Consiglio Direttivo non ha discusso l'estensione del suo programma d'acquisto di asset. Gli obbligazionisti sono un po' nervosi a detenere un asset fruttante un rendimento negativo, il quale potrebbe scendere di prezzo se non c'è acquisto da parte delle banche centrali," ha detto in una nota Jasper Lawler, analista di mercato presso CMC Markets.

Ecco tutte le prove necessarie per dimostrare che i mercati finanziari di tutto il mondo sono totalmente e completamente truccati. Ed è per questo che Donald Trump aveva ragione quando questa mattina ha puntualizzato un'altra osservazione politicamente scorretta sulla natura truccata del casinò di Wall Street.

Vale a dire, la Yellen è rimasta seduta sui tassi d'interesse a zero dopo 93 mesi per una semplice ragione. Anche nel contesto di una ripresa economica che ora è presumibilmente completa e sulla cuspide della piena occupazione, secondo il vice-presidente Stanley Fischer, zia Janet è terrorizzata per un attacco isterico da parte di Wall Street, come è stato prefigurato dal sell-off di venerdì scorso.

"È ovviamente una persona dedita alla politica e sta facendo quello che Obama vuole che faccia", ha detto Trump in un'intervista alla CNBC. Trump ha previsto che il mercato "andrà a fondo" non appena i tassi d'interesse saliranno.

"Credo che sia un mercato falsato perché il denaro è essenzialmente gratuito", ha detto Trump.

Ha ragione, ma deve fare un ulteriore passo avanti. La FED continua a placare i giocatori d'azzardo di Wall Street con infiniti finanziamenti per i loro carry trade, i quali non hanno affatto generato posti di lavoro da capofamiglia reali o redditi reali superiori nell'entroterra americano, mentre risparmiatori e pensionati continuano ad essere schiacciati.

Infatti il nostro politburo monetario non eletto, sta praticamente trasferendo $300 miliardi all'anno dai risparmiatori alle banche e al sistema finanziario, a causa della sua ricerca senza senso di un'inflazione al 2% mediante l'ancoraggio allo zero del tasso d'interesse del mercato monetario.

Anche così, però, il vero impatto va ben oltre i pensionati e la quota modesta della popolazione che tenta di risparmiare. Vale a dire, l'obiettivo d'inflazione al 2% è assolutamente la cosa più stupida che qualsiasi banca centrale potrebbe perseguire nel contesto di un'economia globale in cui beni e servizi sono liberamente scambiati, e in cui Stati Uniti, Europa e Giappone hanno i più alti tassi di salari nominali sul pianeta.

L'obiettivo d'inflazione non fa altro che far salire il livello dei prezzi interni, invece di farli scendere, nelle economie sviluppate. In tal modo fa anche aumentare il divario dei salari nominali con la Cina e la sua catena di approvvigionamento nei paesi in via di sviluppo. E anche qui Trump ha ragione.

Infatti l'agenzia più potente che fa scappare lavori americani non è l'USTR o gli affari commerciali andati male, ma le banche centrali. Ed è nei ceti medio/bassi del mercato dei salari — in cui il prezzo dei beni cinesi e il prezzo dei servizi indiani colpisce più pesantemente — che la follia della FED è particolarmente perversa.

Come abbiamo dimostrato con il nostro più accurato "Flyover CPI", il costo della vita affrontato da Main Street — soprattutto per quanto riguarda i prezzi dei quattro cavalieri dell'apocalisse rappresentati da cibo, energia, assistenza sanitaria ed abitazioni — è aumentato del 3.1% ogni anno sin dalla fine degli anni '80. E questo è ben più dei guadagni salariali orari per i lavoratori.

La FED ha consegnato alla classe lavoratrice d'America il peggiore dei mondi possibili. Vale a dire, l'aumento dei salari nominali li ha buttati fuori dal mercato mondiale e un'inflazione interna superiore ha causato una riduzione del loro salario reale e del loro tenore di vita.

Ecco la pistola fumante. Nonostante una quasi triplicazione del salario nominale da $9 l'ora nel 1987 a circa $22 l'ora di oggi, i salari reali sono più bassi di quanto non fossero tre decenni fa.




Allo stesso tempo, la triplicazione dei salari nominali ha causato un'esportazione inarrestabile di posti di lavoro da capofamiglia in Cina e India. Ecco perché lo scorso agosto vi erano ancora 1.4 milioni in meno di posti di lavoro a tempo pieno e da capofamiglia a $50,000 all'anno rispetto a quando Bill Clinton stava preparando le valigie per andarsene dalla Casa Bianca nel gennaio 2001.




In breve, le politiche monetarie "qualcosa in cambio di niente" inflitte all'entroterra americano dai nostri governanti non eletti presso le banche centrali, e con il pieno sostegno delle classi dirigenti a Wall Street/Washington, non rappresentano solo l'esempio fulgido di cattiva economia; sono perverse e ingiuste oltre misura.

Infatti la FED sta conducendo una guerra insensibile e scandalosa contro risparmiatori, lavoratori e contribuenti futuri — nonostante inondi l'1% con guadagni inattesi fantastici attraverso il casinò di Wall Street.

Questo sì che è un sistema truccato. E questo è un male che merita l'attacco inesorabile di Trump in nome dei cittadini dell'entroterra americano che sono stati lasciati dietro a decine di milioni di persone.


[*] traduzione di Francesco Simoncellihttp://francescosimoncelli.blogspot.it/

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