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giovedì 6 ottobre 2016

Twitter ormai è una partita a 2. I rating sul titolo

Le indiscrezioni circa la partita che si gioca sul campo dei social avevano ridotto nei giorni scorsi la partita per l’acquisizione di Twitter a una rosa di 4 o 5 nomi comprendenti Google, primo papabile, Apple, anch’essa favorita, Facebook alla ricerca della conferma definitiva della sua leadership in un settore da Lui creato, Salesforce sulla strada del colpaccio a metà fra l’azzardo e l’investimento di una vita mentre alla fine c’era la Disney interessata ad ampliare la sua offerta concentrata per lo più sull’offerta TV e sportiva. 

I nomi in gara...

si defilano

Adesso, però, la questione tende ad evolversi nuovamente: Google ha detto di non essere interessata a presentare proposte per l’acquisto, sembra essersi defilato anche Facebook mentre Apple appare non più interessata come prima. Rimarrebbe perciò in pole position Salesforce e la sfida per riuscire a mettere insieme 20 miliardi di dollari per permettersi il lusso.
Ma la partita non sarà semplice se, come pare, l’avversaria di sempre, Microsoft, potrebbe dare fastidio nelle trattative con la minaccia di chiudere prima, soffiando per la seconda volta  l’affare a Salesfroce ancora scottata per la perdita di Linkedin in Zona Cesarini. 
Per quanto riguarda Disney la situazione appare ancora nebulosa sebbene indiscrezioni di stampa parlino di un raffreddamento della fabbrica madre di Topolino verso un social che avrebbe potenzialità interessanti ma che non rientrerebbe nelle mire, attualmente, dell’azienda. 

I rating degli esperti

Resta l’unica certezza e cioè che le prime indiscrezioni circa una vendita hanno permesso al titolo di correre arrivando a guadagnare circa il 6% nella seduta di ieri.

Non solo, ma le notizie di una sua possibile vendita avevano dato anche il via all’ottimismo degli analisti: se oggi da SunTrust Banks Inc. si preferisce reiterare il rating neutral con un target a 18 dollari, in precedenza altri si erano ampiamente sbilanciati. Canaccord Genuity votava per un rating buy già dal 25 settembre, Vetr aveva promosso Twitter da Buy a Strong Buy addirittura dal 5 settembre con un target price a  22,10 mentre Jefferies Group a fine agosto (il 22 per la precisione) aveva alzato l’asticella dell’obiettivo del prezzo a 23 dollari tondi con un rating Buy
Adesso però, dopo i primi dietrofront, il titolo è in fase di caduta con un -14% nelle contrattazioni del premarket.

A pesare sono ovviamente i dubbi: se prima l’entusiasmo nasceva dalla disponibilità di liquidità in mano ai big in scena, adesso c’è la sola certezza dei tempi di chiusura stringenti (si parla del 27 ottobre come deadline fissata da Jack Dorsey Ceo di Twitter ) e dei numeri che si potevano mettere sul tavolo.
Disney ha una capitalizzazione di 148 miliardi di dollari e Google supera i 540 mentre  Salesforce, ultima rimasta ed unica ad aver manifestato intenzioni più che chiare, non arriva a 46 e ne dovrebbe sborsare oltre 20 per Twitter azienda che, a sua volta, al di là delle potenzialità inespresse, deve comunque fare i conti con una realtà di 11 trimestri senza un utile netto e 313 milioni di utenti che non si riesce a monetizzare.. 
Fonte: News Trend Online

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