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lunedì 3 ottobre 2016

Sandro Camilleri: l’innovazione per la sicurezza delle frontiere


In questi mesi il dibattito sulla sicurezza è diventato sempre più acceso. Al di là dei muri, che alcuni Stati hanno iniziato a costruire, in tema di Secure ID: quali sono le nuove frontiere in termini di soluzioni, prodotti e tematiche critiche? Quali fra questi miglioreranno la situazione attuale?
Abbiamo intervistato Sandro Camilleri, Amministratore Delegato di Matica Technologies AG (A0JELZ).
Il miglioramento, che ci piaccia o no, è ormai un dato di fatto.

La geopolitica ci insegna, in tutto il mondo, quali e quanti siano oggi i flussi migratori e il problema dell’identificazione sicura è fondamentale e va risolto, sia per tutela dello stato sia per la tutela dei cittadini. La tecnologia offre in questo senso un grande aiuto, perché oggi ci sono sistemi di emissione di documenti che beneficiano di innovazioni, come la biometria, che consente di identificare ogni individuo attraverso il dito, il palmo di una  o delle due mani, l’occhio, con un tasso di identificazione molto preciso.

Tutto il mondo della sicurezza e della sicurezza digitale e dell’identificazione cresce e continuerà a farlo almeno per i prossimi 3/5 anni sia per la materia delicatissima che i flussi migratori rappresentano, sia per il crescente rischio di terrorismo. Una combinazione che richiede strumenti di identificazione sempre più sofisticati e sicuri possibili.
Rispetto allo strumento cartaceo, quali sono i nuovi strumenti: lei citava la biometria.
C’è altro?
In realtà è all’interno dei documenti tradizionali, come il passaporto, che si possono e si potranno inserire strumenti sempre più sofisticati come chip in cui racchiudere tutti i dati biometrici o sistemi di ologrammi molto sofisticati. Non immagino che oggi abbiamo la carta e domani avremo un tablet, no: ma il supporto cartaceo diventerà sempre più sofisticato e come già succede in molti paesi, all’arrivo alla frontiera si passerà attraverso gate elettronici che sanno riconoscere la tua fotografia, la tua immagine, i sistemi di biometria, e questo si estenderà ai controlli passaporti  e dogana di ogni paese del mondo.
Quali sono i paesi sia europei che non che meglio stanno lavorando?
Difficile dire chi lavora meglio.

Purtroppo gli attentati sono sempre più ubiqui. Diciamo che tutti gli stati stanno impegnandosi al massimo in questo senso, ma certamente ci sono paesi come a Germania come l’inghilterra, che hanno già cominciato ad investire in strutture di questo genere. E credo che la Francia, a causa dei recenti attentati, stia accelerando in questo senso dotandosi di sistemi sempre più sofisticati.
Se veniamo all’Italia, non mi risulta che ancora siano stati messi a budget investimenti in questo senso, ma ci vuole sempre tempo perché le cose si facciano. L’Olanda è molto avanti. Si tratta di investimenti comunque molto onerosi. Ma l’investimento è necessario: si parla della vita e della sicurezza di ognuno di noi ma consideriamo che in paesi già attrezzati in questo senso, i documenti di identità o il passaporto arrivano a costare fino a 50 euro.

Quindi, se è vero che l’investimento è importante, è anche vero che poi il ritorno è rapido e sicuro. E’ vero che il  tema della tecnologia è utile al di là delle questioni  geopolitiche ma è indubbio che i processi in atto hanno accelerato la crescita e lo sviluppo del settore.
Matica e le aziende del gruppo: che ruolo avete in questo settore?
Matica è una delle numerose aziende che ha deciso di investire concentrandosi in questo settore nel  2007.

Non eravamo nessuno. Nel giro di dieci anni, siamo arrivati ad essere una delle prime tre società al mondo e il nostro ambizioso ma determinato obiettivo ci porta a lavorare per diventare la numero due entro i prossimi 5 anni nel comparto specifico dell’identificazione sicura. Questa è la ragione per la quale da un lato sviluppiamo tecnologia proprietaria in house e dall’altro abbiamo dato spazio ad una campagna di acquisizione di società forti in questo settore, unendo tutta l’innovazione più all’avanguardia oggi nel mondo.

E l’orgoglio di essere un’azienda multinazionale ma italiana, al vertice di questa classifica di imprese che investono nei sistemi della sicurezza, è davvero molto.
Fonte: News Trend Online

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