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venerdì 14 ottobre 2016

Riflettori puntati sui Piazza Affari e le Commodities

Stamane Borse europee in calo in avvio nonostante il rialzo di Wall Street e di Tokyo in attesa dell’Ecofin; i ministri finanziari dell’UE si riuniranno quest’oggi per discutere delle procedure per disavanzo eccessivo di Portogallo e Spagna e di possibili miglioramenti su trasparenza e prevedibilità del patto di stabilità.
Ieri, intanto, l’Eurogruppo ha deciso l’esborso solo parziale delle tranche di aiuti ad Atene, che riceverà subito 1,1 miliardi dei 2,8 previsti; la parte restante dovrebbe essere versata entro fine mese. Sul fronte macro, i riflettori sono puntati sulla lettura di ottobre dello Zew, l’indice che misura la fiducia degli investitori e analisti tedeschi, atteso in rialzo a 4,3 da 0,5 di settembre.

I prezzi del petrolio ritracciano leggermente, ma restano vicini ai massimi da un anno; prosegue anche la fase positiva del dollaro, in attesa dei verbali della riunione Fed di settembre. A Piazza Affari viene messa sotto i riflettori Mediaset per le rinnovate indiscrezioni secondo cui si sta lavorando a uno schema di accordo in base al quale il gruppo di Cologno Monzese e Vivendi avrebbero il 40% a testa di Premium, con il restante 20% in mano a private equity.

Ftse/Mib

Il Ftse Mib chiude la prima giornata della settimana in rialzo dell’1,4% a 16.632 punti.

Positive anche Londra (+0,7%), Parigi (+1,1%) e Francoforte (+1,3%). Nella mattinata di oggi, il principale indice milanese scende dello 0,44% a 16.558 punti. Lo spread Italia/Germania sul tratto decennale riparte stamane da 134 punti base. Mentre continua a soffrire la sterlina, con gli investitori intimoriti dall’impatto dell’uscita di Londra dalla UE, il dollaro sale sullo yen a 103,897 da 103,58 yen della chiusura; biglietto verde in marginale rialzo anche sull’euro, che cede a 1,1115 da 1,1137 dollari.

La sterlina scivola sul biglietto verde a 1,2287 dollari da 1,2358.

Commodities

Nella giornata di ieri, dopo che Putin ha aperto ad una riduzione della produzione e il ministro dell’Energia saudita ha ipotizzato un apprezzamento dei prezzi fino a 60 dollari entro fine anno, il Wti è salito ai massimi da luglio 2015 a 51,35 dollari al barile, in rialzo di 1,54; mentre a Londra il Brent ha guadagnato 1,21 dollari (pari al 2,3%) arrivando a 53,14 dollari.

I Paesi Opec dovrebbero concordare un taglio alla produzione nel prossimo incontro di fine novembre con un obiettivo di scendere in un range tra 32,5 e 33 milioni di barili al giorno dall'attuale livello di 33,6 milioni. Nel complesso, comunque, il settore petrolifero è salito da gennaio del 7,4%.
Autore: Private & Consulting Fonte: News Trend Online

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