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venerdì 7 ottobre 2016

Report dei mercati

MERCATO USA
Wall Street chiude poco mossa alla vigilia dei dati sull'occupazione, crolla Twitter
La Borsa di New York ha chiuso la seduta poco mossa alla vigilia della pubblicazione dei dati sull'occupazione. Il Dow Jones ha perso lo 0,07% e il Nasdaq Composite lo 0,17%. Sopra la parità l'S&P 500 (+0,05%).
Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 30 settembre si sono attestate a 249 mila unità, inferiori alle attese (257 mila) e al dato rilevato la settimana precedente (254 mila). Il numero totale di persone che richiede l'indennità di disoccupazione si attesta a 2,058 milioni, inferiore ai 2,090 milioni attesi.
Sul fronte societario Twitter -20,1%. Secondo Recode, Google e Disney non avrebbero intenzione di lanciare una offerta di acquisto sul sito di microblogging.
Wal-Mart Stores -3,21%. Il colosso della distribuzione ha rivisto al ribasso le stime di utile per i prossimi due esercizi. Il prossimo anno l'Eps è previsto stabile (in precedenza era atteso in crescita) mentre l'utile per azione per l'esercizio fiscale 2019 dovrebbe crescere del 5%, meno rispetto al +5-10% indicato in precedenza. Confermate le indicazioni per l'anno in corso (Eps a 4,29-4,49 dollari, su base adjusted a 4,15-4,35 dollari).
Tesla Motors -3,58%. Goldman Sachs ha peggiorato la raccomandazione sul titolo del produttore di auto elettriche a neutral da buy. Cato -10,19%. Il rivenditore di abbigliamento ha peggiorato la guidance per il terzo trimestre fiscale a causa di vendite nel mese di settembre ben al di sotto delle attese. L'utile per azione è ora atteso tra 0,07 e 0,11 dollari contro 0,13-0,18 dollari della precedente stima.
Smith & Wesson -3,63%. Wunderlich Securities ha tagliato il rating sul titolo del produttore di armi da fuoco Smith & Wesson a hold da buy con target price a 29 dollari.

MERCATI ASIATICI
Il crollo della sterlina spaventa l’Asia. A Tokyo il Nikkei 225 fa -0,27%
Dopo la seduta contrastata giovedì per Wall Street (dei tre principali indici Usa solo l’S&P 500 ha chiuso in positivo, ma di appena lo 0,05%), alla riapertura degli scambi i mercati dell’Asia sono in declino. A spingere le vendite sono soprattutto i corsi valutari, dopo che la sterlina è scivolata a sorpresa fino ai minimi degli ultimi 30 anni sui timori degli effetti della Brexit. In Asia la valuta ha toccato un deprezzamento sul dollaro dell’1,40% (dopo avere perso giovedì fino al 9%) mentre da parte sua la moneta Usa resta stabile (il Bloomberg Dollar Spot Index, che monitora la divisa Usa nei confronti delle altre principali valute, segna la quinta seduta consecutiva di guadagni, striscia più lunga negli ultimi cinque mesi). Lo yen è però in moderato progresso sul dollaro.
Gli operatori temono il ripetersi di quanto accaduto il 24 giugno scorso, con il sell-off abbattutosi sui mercati globali all’indomani del voto favorevole all’uscita da Londra dalla Ue nel referendum britannico. Il risultato è un declino per l’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che sostanzialmente cancella i guadagni registrati nell’ottava. A Tokyo, il Nikkei 225 limita le perdite allo 0,27% (fa leggermente peggio l’indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,37%). Sul fronte macroeconomico da segnalare che, secondo quanto comunicato dall’Ufficio di Gabinetto nipponico, il dato preliminare relativo ad agosto dell’indice anticipatore del Giappone segna un progresso a 101,2 punti dai 100,0 punti di luglio. Il dato è inferiore ai 101,7 punti del consensus ma si tratta comunque della migliore lettura dai 101,5 punti segnati nel novembre 2015.
Shanghai e Shenzhen rimangono ancora chiuse per l’ultima giornata della settimana di celebrazione del Guóqìng jie, la festa nazionale che ricorda la fondazione della Repubblica popolare cinese il 1° ottobre 1949, mentre Hong Kong scambia e l’Hang Seng è in declino di circa mezzo punto percentuale. Fa meglio l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, in flessione di circa lo 0,30% a meno di due ore dalla chiusura.
Sul fronte delle materie prime, l’oro resta ai minimi di quattro mesi (nell’ottava si è deprezzato di quasi il 5%) e il rafforzamento del dollaro si è sentito anche sui corsi dei metalli di base (rame, nichel e piombo hanno tutti perso oltre il 2% in settimana). Il petrolio è poco mosso ma resta stabilmente sopra i 50 dollari al barile dopo che giovedì l’Opec e Alexander Novak, ministro dell’Energia di Mosca, hanno annunciato un incontro informale a Istanbul per settimana prossima per tornare a discutere di un limite alla produzione di greggio. All’incontro dovrebbero partecipare oltre alla Russia i ministri dell’Energia dei Paesi membri dell’Opec Arabia Saudita, Iran e Iraq.
Teheran, in particolare, aveva chiesto agli altri Paesi produttori di unirsi al dialogo dopo che a sorpresa settimana scorsa l’Opec aveva annunciato un accordo per mettere un tetto all’output di greggio (per la prima volta dal 2008). A Sydney la seduta è contrastata per i titoli legati alle materie prime ma a prevalere sono le vendite e l’S&P ASX 200 si allinea al clima generale segnando un declino dello 0,28% in chiusura. A Seoul il Kospi perde invece lo 0,61% al termine delle contrattazioni.

MERCATI EUROPEI
Borse europee negative. Sopra la parità Londra grazie al settore minerario
Le principali Borse europee hanno aperto l'ultima seduta della settimana in ribasso. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,3%, il Cac40 di Parigi lo 0,5% e l'Ibex35 di Madrid lo 0,4%. Sopra la parità il Ftse100 di Londra (+0,3%)
Ad agosto in Germania la produzione industriale fa meglio del previsto: l'Ufficio di Statistica Destatis ha indicato un incremento pari al 2,5% rispetto al mese precedente. Il dato e' risultato nettamente superiore alle attese degli analisti che avevano stimato un incremento più modesto pari allo 0,8%. Il dato precedente era risultato pari al -1,5%.
In Francia l'Insee ha reso noto che la produzione industriale nel mese di agosto è cresciuta del 2,1% rispetto al mese precedente, dopo il calo dello 0,5% a luglio. Gli analisti si aspettavano un incremento dello 0,7% del valore della produzione. Nel mese di luglio in Francia la bilancia commerciale ha segnato un deficit pari a 4,3 miliardi di euro, stabile rispetto alla rilevazione precedente.Le esportazioni sono cresciute a 38,1 miliardi di euro da 37,3 mld di euro mentre le importazioni si sono attestate a 42,3 mld dai 41,6 mld di euro del mese precedente.
L'Istituto Nazionale di Statistica spagnolo ha comunicato che la produzione industriale in Spagna in agosto (stima provvisoria) è cresciuta del 4% rispetto allo stesso periodo del 2015 dal +0,4% a/a registrato a luglio. Gli analisti avevano stimato un incremento della produzione industriale dello 0,9% su base annuale. Sul fronte societario forti acquisti sul comparto minerario.Tra i singoli titoli E.On +3%. Il fondo attivista Cevian potrebbe acquistare una quota (fino al 10% del capitale) nell'utility tedesca. Lo scrive il quotidiano Rheinische Post.
Abn Amro +1%. Secondo fonti citate da Bloomberg la svedese Nordea Bank avrebbe proposto una fusione con la banca olandese Abn Amro. Total -0,7%. Il gruppo petrolifero ha annunciato la vendita della divisione chimica Atotech al fondo di investimento Carlyle per 3,2 miliardi di dollari. Delta Lloyd +1%. Il gruppo assicurativo olandese ha respinto la proposta d’acquisto da 2,4 miliardi di euro presentata dalla connazionale Nn Group..

APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana debole in avvio: Ftse Mib -0,26%. Vendite sul lusso, MPS rimbalza
Il Ftse Mib segna -0,26%, il Ftse Italia All-Share -0,26%, il Ftse Italia Mid Cap -0,33%, il Ftse Italia Star -0,07%.
Mercati azionari europei in flessione. DAX -0,6%, CAC 40 -0,6%, FTSE 100 +0,4%, IBEX 35 -0,5%.
Future sugli indici azionari americani in ribasso dello 0,3% circa. Le chiusure della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 +0,05%, Nasdaq Composite -0,17%, Dow Jones Industrial -0,07%.
Tokyo in lieve calo con il Nikkei 225 che chiude a -0,23%. Borse cinesi in flessione: al momento l'indice Hang Seng di Hong Kong segna -0,6% circa. Shanghai e Shenzhen sono rimaste chiuse per festività per tutta la settimana.
Euro in ribasso contro dollaro, tocca il minimo dal 10 agosto a 1,1104.
Obbligazionario eurozona in flessione. Il rendimento del Bund decennale sale di 2 bp a +0,02%, quello del BTP sale di 3 bp all'1,44% (+2 bp per il Bono all'1,05%). Lo spread sale di 1 bp a 142.
Bancari sopra la parità: indice FTSE Italia Banche +0,4%, EURO STOXX Banks +0,2%. Deutsche Bank (+1,6%) in rialzo su indiscrezioni di stampa secondo cui i principali gruppi industriali tedeschi, probabilmente sollecitati dal governo, sono pronti a soccorrere il colosso del credito teutonico e sottoscrivere un eventuale aumento di capitale per far fronte alla multa USA.
A Milano molto volatile Banca MPS (+3,6% a 0,1740 euro) che scende sul nuovo minimo storici a 0,1615 euro e poi rimbalza. Si parla di fondi del Qatar e del Kuwait quali "anchor investor" per investire sia nell'aumento di capitale sia nella cessione di npl. Indiscrezioni raccolte dal quotidiano MF riportano inoltre di una possibile accelerazione sulla conversione dei bond subordinati: potrebbero essere trasformati in azioni prima del referendum.
In rialzo Leonardo Finmeccanica (+1,4%) su indiscrezioni del Sole 24 Ore in base alle quali Airbus ha offerto 1,1 miliardo di euro per il 25% di Mbda che il gruppo italiano ha in portafoglio.
Vendite sul settore lusso in scia ai dati britannici relativi al mese di settembre: le alte temperature registrate nel mese scorso hanno penalizzato le vendite di abbigliamento delle collezioni autunno/inverno. Deboli a Milano Luxottica (-2,5%), Tod's (-0,8%), Moncler (-1,5%), Salvatore Ferragamo (-1,0%).

TITOLI DEL GIORNO
Seconda seduta consecutiva positiva per Intesa Sanpaolo, grazie a Citigroup che ha migliorato la raccomandazione sul settore europeo da neutral a overweight. Il titolo prova a lasciarsi alle spalle la media mobile a 100 giorni, in transito a 2 euro circa, e a risalire la china verso gli ostacoli successivi a 2,08 euro e 2,20/2,22 massimi toccati a inizio settembre. Per credere che la reazione messa a segno dai minimi di giugno a 1,522 possa dimostrarsi un concreto tentativo di inversione del ribasso partito nel luglio 2015, i prezzi dovranno tuttavia fare uno sforzo notevole e accelerare il passo oltre quota 2,50. Movimenti fino a questo riferimento si dimostrerebbero invece una semplice pausa del downtrend. L’eventuale ritorno sotto i 2 euro vanificherebbe quanto di buono realizzato nelle ultime sedute. Indicazioni negative, poi sotto quota 1,90, preludio a un affondo in area 1,80, minimi di agosto.
Seduta positiva giovedi' per Mediobanca che supera quota 6 euro dopo avere terminato il giorno precedente a 5,995 euro. I prezzi si sono spinti nell'intraday fino a 6,12 per poi stabilizzarsi poco sotto quei livelli. Il rialzo attuale e' il proseguimento di quello avviatosi il 30 settembre dopo il test a quota 5,53 euro del 61,8% di ritracciamento del rialzo dai minimi di giugno. Tale percentuale di ritracciamento, ricavata dalla successione di Fibonacci, viene considerata rilevante in quanto capace di discriminare tra correzione ed inversione di trend: movimenti fino al 61,8% di ritracciamento di una fase precedente possono ancora dimostrarsi solo una pausa della tendenza principale, destinata quindi a riprendere, mentre il superamento di tale quota spesso si traduce nel ritorno sull'origine del movimento che viene corretto. La tenuta di area 5,53 permette quindi di vedere il ribasso subito dal titolo dal top di settembre come u n elemento temporaneo che non ha interrotto l'uptrend attivo da giugno. Nuovi segnali positivi di breve verrebbero oltre 6,16, dove transita la media mobile a 100 giorni, e sopra 6,50. In quel caso possibile il ritorno sui massimi di settembre a 7 euro. Sotto area 5,50 (primo supporto di breve a 5,81) rischio invece di discese nuovamente in area 4,60. Supporto intermedio a 5,11 euro.
Safilo Group demolisce le resistenze a 8,95/9,00 euro che sin dalla metà di agosto si erano opposte all'estensione del rally partito a giugno. Il segnale rialzista è rafforzato sia dall'accelerazione dei volumi che ha accompagnato la rottura, sia dal completamento del testa e spalle di continuazione formatosi a partire da inizio settembre. Il titolo si è già avvicinato al primo obiettivo a 10,00/10,10, massimi di fine gennaio, livello oltre il quale si aprirebbero spazi di ascesa in direzione di 10,90/11,00 e 11,80/11,90, massimi raggiunti esattamente un anno fa. Eventuali correzioni verso area 9 sarebbero fisiologiche, mentre la violazione di 8,35/8,40 anticiperebbe un test del minimo di settembre a 8,01, supporto determinante per scongiurare il rischio di correzione.
DATI MACRO ATTESI
Venerdì 7 Ottobre 2016
USA Riunione annuale Banca Mondiale e FMI (7-9 ottobre);
CINA Mercati chiusi per festività (Shanghai);
07:00 GIA Indice anticipatore ago;
08:00 GER Produzione industriale ago;
08:45 FRA Produzione industriale ago;
08:45 FRA Bilancia commerciale ago;
09:00 SPA Produzione industriale ago;
09:30 GB Indice Halifax (prezzi abitazioni) set;
10:30 GB Produzione industriale/manifatturiera ago;
10:30 GB Bilancia commerciale ago;
14:30 USA Nuovi occupati set;
14:30 USA Tasso di disoccupazione set;
16:00 USA Scorte e vendite all'ingrosso ago;
16:30 USA Intervento Fischer (FOMC, Fed);
18:45 USA Intervento Mester (FOMC, Fed);
21:00 USA Intervento George (FOMC, Fed);
22:00 USA Intervento Brainard (FOMC, Fed).

HEADLINES
Francia: deficit bilancia commerciale di agosto a 4,3 miliardi di euro
Nel mese di luglio in Francia la bilancia commerciale ha segnato un deficit pari a 4,3 miliardi di euro, stabile rispetto alla rilevazione precedente. Le esportazioni sono cresciute a 38,1 miliardi di euro da 37,3 mld di euro mentre le importazioni si sono attestate a 42,3 mld dai 41,6 mld di euro del mese precedente.
Spagna: accelera ad agosto la crescita della produzione industriale +4% a/a
L'Istituto Nazionale di Statistica spagnolo ha comunicato che la produzione industriale in Spagna in agosto (stima provvisoria) è cresciuta del 4% rispetto allo stesso periodo del 2015 dal +0,4% a/a registrato a luglio. Gli analisti avevano stimato un incremento della produzione industriale dello 0,9% su base annuale.
Cina: in settembre accelera il declino delle riserve in valute estere
Secondo quanto comunicato dalla People’s Bank of China, in settembre le riserve in valute estere di Pechino sono calate da 3.185 a 3.166 miliardi di dollari (3.200 miliardi in luglio). Il declino di 19 miliardi si è rivelato superiore rispetto ai 15 miliardi di agosto e agli 11 miliardi del consensus del Wall Street Journal.
Giappone: indice anticipatore in agosto sale ai massimi dal novembre 2015
Secondo quanto comunicato dall’Ufficio di Gabinetto nipponico, il dato preliminare relativo ad agosto dell’indice anticipatore segna un progresso a 101,2 punti dai 100,0 punti di luglio (100,7 punti in giugno, rivisti dai 99,2 punti comunicati su base preliminare). Il dato è inferiore ai 101,7 punti del consensus ma si tratta comunque della migliore lettura dai 101,5 punti segnati nel novembre 2015. L’indice di coincidenza, che sintetizza lo stato attuale dell'economia, è invece calato da 112,1 a 112,0 punti contro i 111,8 punti attesi dagli economisti.
Giappone: in agosto salari calano a sorpresa dello 0,1%
Secondo quanto comunicato dal ministero nipponico di Salute, Lavoro e Welfare, su base preliminare, in agosto i salari medi totali sono calati dello 0,1% annuo dopo il progresso dell’1,2% registrato in luglio (e quello dell’1,4% di giugno) e contro l’incremento dello 0,5% atteso dagli economisti. I salari reali sono invece aumentati dello 0,5% in agosto, in frenata rispetto al progresso del 1,8% registrato in luglio (e quello del 2,0% di giugno), ma comunque in crescita per il settimo mese consecutivo.
Petrolio: Russia incontrerà Arabia, Iran e Iraq a Istanbul settimana prossima
L’Organization of the Petroleum Exporting Countries (Opec, l’organizzazione dei 14 maggiori produttori di petrolio con riserve provate superiori al 70% del totale mondiale) e Alexander Novak, ministro dell’Energia di Mosca, hanno annunciato un incontro informale a Istanbul per settimana prossima per tornare a discutere di un limite alla produzione di greggio. All’incontro dovrebbero partecipare oltre alla Russia i ministri dell’Energia dei Paesi membri dell’Opec Arabia Saudita, Iran e Iraq. Teheran, in particolare, aveva chiesto agli altri Paesi produttori di unirsi al dialogo dopo che a sorpresa settimana scorsa l’Opec aveva annunciato un accordo per mettere un tetto all’output di greggio (per la prima volta dal 2008). Il tetto dovrebbe essere messo a 32,5-33 milioni di barili al giorno, fino a un taglio massimo di 700.000 barili rispetto alla produzione di agosto, ma l’accordo ragg iunto ad Algeri è previsto venga implementato nel prossimo incontro dell’Opec il 30 novembre a Vienna.
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