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martedì 4 ottobre 2016

Quarto trimestre: indossate l’elmetto


Entriamo nel quarto trimestre con una volatilità estremamente contenuta, bassi tassi di interesse, inflazione e crescita, il tutto in un contesto di diffusa preoccupazione e diseguaglianza sociale. Il quarto trimestre deve essere e sarà tutto concentrato sulle elezioni presidenziali americane che sembrano sempre più destinate a risultare in un testa a testa fra i candidati.
Ma è anche il periodo dell’anno che stagionalmente è meno favorevole agli asset rischiosi quando i governi diventano evasivi su come spenderanno il loro budget. In altre parole, ‘è il momento dello spettacolo!’
Resto della convinzione che il mondo non possa sopravvivere a un dollaro più forte, ma nonostante questo, noi in Saxo Bank ci siamo concentrati negli ultimi mesi su come il 'costo del capitale' sia aumentato per colpa dei non governi e come i finanziamenti in dollari siano rallentati, fino al punto di prosciugarsi.

Questo ci ha condotto verso una posizione positiva a breve e medio termine sul dollaro che potrebbe portare il cambio EURUSD verso il test di quota 1.00 e verso una certa stabilizzazione del cambio USDJPY intorno a quota 100.00. Contrariamente alla nostra visione di lungo termine, siamo attualmente ribassisti su oro e argento.
Un altro motivo per questa fiducia per un dollaro più forte per la fine dell’anno risiede nel mercato del credito.
Lo spread TED, che tradizionalmente rappresenta lo stress creditizio, ha registrato un rialzo di 40 punti base durante l’anno, e lo stesso vale per il LIBOR, che rappresenta il prezzo di finanziamento tra le banche.
La Federal Reserve deve ancora formalizzare un rialzo dei tassi quest’anno, ma i mercati ne hanno in realtà già attuati non uno, ma bensì due per l’esiguità di denaro che circola naturalmente senza intervento da parte del governo.

Inoltre è molto probabile che dopo le elezioni americane la Fed procederà nuovamente a rialzare il tasso di interesse di 25 bps, con un 60% di probabilità a dicembre.
La Fed vuole ancora rialzi, mentre le principali antagoniste, la Banca Centrale Europea, la Banca d’Inghilterra e la Banca del Giappone, stanno esaurendo le opzioni, il che significa che si indebolisce il sostegno per i mercati.
Recentemente abbiamo assistito al riconoscimento da parte dei responsabili delle politiche non solo che il Quantitative Easing ed il QQE non funzionano, ma potrebbero altresì alimentare la bolla del settore immobiliare e dei mercati. Finalmente cominciano a capire che è necessario qualcosa di diverso.
Ma che cos’è questo “qualcosa di diverso”?
Ebbene il nuovo è il vecchio, intendiamoci, nel senso che il mondo sogna nuovamente l’espansione fiscale per salvare sé stesso.

E’ lo stesso rimedio usato nel 2009 quando fu messo in moto questo ciclo economico del tutto insolito, ma c’è una precisazione da fare.
Il deficit fiscale è tipico dei politici e quasi tutti i governi sono a dieta quanto a spesa, soprattutto per quanto riguarda le principali economie dell’occidente.
Stati Uniti, Francia e Germania sono tutti in campagna elettorale. Normalmente, durante le elezioni e nei 100 giorni successivi alle stesse non succede nulla. Di conseguenza mentre per il resto del 2016 sentiremo parlare un giorno di un maggiore stimolo fiscale e di come dovremmo investire maggiormente nelle infrastrutture, il movimento politico limiterà l’azione rimandandola fino….

al prossimo anno!
Già il 2017 sembra un altro anno perso per la crescita, ma ho la sensazione che il 2017 creerà abbastanza stravolgimenti, rumore e cambiamenti marginali da mettere in moto quello che io chiedo da anni – la necessità di un cambiamento.
Il candidato repubblicano Donald Trump potrà vincere o non vincere le elezioni presidenziali americane, ma i suoi elettori e il sostegno di cui gode non potranno essere ignorati.
Il contratto sociale resta interrotto e sono molte le implicazioni che ne derivano.
A titolo informativo, ritengo che Trump sarà il prossimo Presidente americano, non per quello che propone e sicuramente non per quello che dice, ma perché è così fortemente anti-establishment.

Se Trump va alla Casa Bianca, non sarà per quello che rappresenta ma per la profonda impopolarità della sua antagonista democratica Hillary Clinton, che rappresenta al 100% la terapia che ha reso molti americani più poveri.
Non dimentichiamo che il contratto sociale nei secoli è stato costruito sulla fiducia che sia chi governa, sia chi è governato avrebbero tratto beneficio, non su questo ciclo di pretese e rinvii.
I cittadini nel frattempo hanno perso il posto di lavoro, il loro reddito e la fiducia nel futuro.
Sono del parere che chiunque si candidi, in qualsiasi posto al mondo, basando la propria politica sull’anti-establishment vincerà le elezioni. Di nuovo, non per loro merito o per le loro idee, ma semplicemente perché questo mondo ne ha abbastanza della solita minestra riscaldata.

La stessa minestra riscaldata significa che abbiamo la peggiore diseguaglianza, la più bassa produttività, il controllo sui tassi di interesse e sull’inflazione, unito a una bassa volatilità e alla massima compiacenza.
Ritengo che il quarto trimestre porterà i primi segni di cambiamento nel processo politico e di conseguenza una maggiore volatilità sui mercati.
Inizialmente, il mercato subirà uno choc nello scoprire che i portafogli finanziari sono così altamente correlati che l’investimento in obbligazioni o in oro a fini di copertura non funziona. Oggi abbiamo correlazioni tra gli asset finanziari che raggiungono il 60%, il che significa che non è possibile avere un’efficace copertura del rischio in quanto tutte le attività finanziarie si muovono nella stessa direzione.

In altre parole, abbiamo completato il cerchio pur non essendoci mai mossi in alcuna direzione negli ultimi otto lunghi anni. C’è la massima esasperazione per la ruota che gira e non c’è più nessuno che voglia farla girare di nuovo.
Tutti i cambiamenti macro nella storia sono dovuti a errori politici.
Trump che diventa presidente potrebbe essere un grave errore, ma metterà in moto gli stravolgimenti di cui il mondo ha bisogno.
Andiamo verso un percorso accidentato e si consiglia di indossare l’elmetto. Ma è anche un percorso che eliminerà molte delle false premesse su cui è stato costruito questo mercato.
Di Steen Jakobsen Chief Investiment Officer ed economista capo presso Saxo Bank.
Autore: Saxobank Fonte: News Trend Online

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