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martedì 4 ottobre 2016

Piazza Affari necessita di una spinta rialzista più decisa


Chiusura positiva anche oggi per le Borse europee che dopo il progresso della vigilia si sono spinte ancora in avanti. Il Ftse100 è salito dell'1,3%, seguito dal Dax30 e dal Cac40 che si sono apprezzati rispettivamente dell'1,03% e dell'1,11%.

Ftse Mib ancora in pericolo: serve più grinta al rialzo

In luce verde anche Piazza Affari che però si accontentata di un bilancio decisamente più contenuto, con il Ftse Mib fermatosi a 16.308 punti, in rialzo dello 0,21%, dopo aver segnato nell'intraday un massimo a 15.380 e un minimo a 16.226 punti.


L'indice si è mosso in un range molto stretto senza offrire spunti di rilievo rispetto alla sessione di ieri. L'area dei 16.000 sta svolgendo per il momento la sua funzione di supporto, ma questo non basta per mettere al riparo da nuove vendite.
Servono infatti nuovi slanci al rialzo che spingano le quotazioni al di sopra dei 16.500 punti, oltre cui si potrà assistere ad un test dei 16.700/16.800, prima di un allungo in area 17.000.
Positivo sarà il superamento di quest'ultimo livello che aprirà le porte ad un'estensione rialzista verso i recenti massimi in area 17.400.
Fino a quando il Ftse Mib non riuscirà a riportarsi sopra i 16.500 punti ci sarà il rischio di nuove incursioni ribassiste.

Sotto i 16.200 punti sarà molto probabile un test di area 16.000, la rottura della quale aprirà le porte ad una flessione verso i 15.800/15.700 prima e in seguito in direzione dei 15.500 punti. Sarà questo l'ultimo sostegno da difendere prima di un ritorno sui minimi dell'anno in area 15.000, con inevitabile deterioramento del quadro tecnico del mercato.

I market movers in America e in Europa

Per domani sul fronte macro Usa oltre all'indice settimanale relativo alle richieste di mutui ipotecari si segnala la stima ADP relativa ai nuovi posti di lavoro nel settore privato che, con riferimento al mese di settembre, dovrebbe mostrare un saldo pari a 165mila unità, in calo rispetto alle 177mila precedenti. 
Per la bilancia commerciale di agosto le stime parlano di un deficit pari a 41,4 miliardi di dollari, in peggioramento rispetto ai 39,47 miliardi del mese precedente.

Il dato finale dell'indice PMI servizi a settembre dovrebbe salire da 51 a 51,9 punti, mentre l'indice ISM servizi di settembre è visto in aumento da 51,4 a 53 punti. 
Gli ordini all'industria di agosto dovrebbe mostrare una variazione negativa dello 0,4% rispetto al rialzo dell'1,9% precedente.
Nel pomeriggio sarà diffuso il consueto report settimanale sulle scorte strategiche di petrolio da parte del Dipartimento dell'energia.

In agenda un discorso di Charles Evans, presidente della Fed di Chicago, oltre al quale prenderà la parola anche Neel Kashkari, a capo della Fed di Minneapolis, ed è previsto anche un discorso di Jeffrey Lacker, presidente della Fed di Richmond.
Prima dell'apertura di Wall Street saranno diffusi i conti trimestrali di Constellation Brands con un eps atteso di 1,65 dollari, mentre a mercati chiusi si guarderà ai numeri di Monsanto.
In Europa si guarderà al dato finale dell'indice PMI composito di settembre che dovrebbe attestarsi a 52,6 punti, in linea con la lettura preliminare ma in calo rispetto ai 52,9 della rilevazione precedente.


Per l'indice PMI servizi di settembre si parla di una indicazione pari a 52,1 punti, in linea con la lettura preliminare e in frenata rispetto ai 52,8 di agosto.
Le vendite al dettaglio di agosto dovrebbe mostrare una variazione negativa dello 0,3% rispetto al rialzo dell'1,1% precedente.

In Germania il dato finale dell'indice PMI servizi a settembre è previsto a 50,6 punti dai 51,7 di agosto, mentre lo stesso dato in Francia dovrebbe salire da 52,3 a 54,1 punti.

Titoli oil sotto la lente a Piazza Affari

A Piazza Affari da seguire i titoli del settore petrolifero in attesa del report sulle scorte strategiche Usa.
Fonte: News Trend Online

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