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venerdì 14 ottobre 2016

Piazza Affari: bancari in movimento. I titoli da osservare


Giornata di forti acquisti per i titoli bancari di Piazza Afafri, che trainano un Ftse Mib condizionato positivamente questa mattina anche dal rialzo dei prezzi del petrolio e dalle buone indicazioni macro arrivate dalla Cina: il listino principale accelera al rialzo mentre ci si avvia al giro di boa delle 13.30 e porta i guadagni della giornata a +1,93% (a 16,583 punti).
Sugli scudi Banco Popolare (+4,75% a 2,51 euro) e Banca Popolare di Milano (+4,45%), che godono oggi delle buone previsioni sul piano di fusione che potrebbe concretizzarsi domani e fanno da market mover per tutto il comparto.

Ottime performance anche per Bper (+4,56%) ma soprattutto Ubi banca, che vola al momento 2,368 euro per azione con un rialzo percentuale di oltre il 5%. Fanno bene anche i due big del comparto. Ottimo recupero per Intesa San Paolo, che mette a segno un ottimo recupero e scambia al momento a 1,983 euro per azione, con un robusto rialzo del 2,75%.
Subito dietro Unicredit, che torna sopra la soglia dei 2 euro in rialzo dell'1,94%. 

Nuove indiscrezioni sull'aumento di capitale di Unicredit

E il primo aggiornamento di giornata riguarda proprio Unicredit, che aveva risentito negativamente nelle prime fasi di contrattazione delle nuove indiscrezioni di stampa sulle dimensioni dell'aumento di capitale.
Il quotidiano La Repubblica ha rivelato questa mattina che Jean Pierre Mustier, dopo un sondaggio positivo tra gli investitori, potrebbe portare l'aumento di capitale fino a 13 miliardi, una cifra dunque molto superiore rispetto ai 5-6 miliardi di cui si è vociferato finora.
Per la prima volta, assumono dunque per la prima volta una certa consistenza le voci su un ricorso al mercato superiore a 10 miliardi, già prospettato qualche tempo fa dal Fatto Quotidiano, e che potrebbe concretizzarsi se ci fossero condizioni favorevoli di mercato. 
A far valutare a Mustier questa ipotesi sarebbero in parte i nuovi requisiti minimi di capitale che potrebbero essere imposti alle banche europee dalla Sorveglianza della Bce entro fine anno.

Circa trenta banche europee sarebbero invitate a rafforzare il capitale, e tra le italiane ci sarebbe proprio Unicredit insieme a Banca Carige. 
Secondo Repubblica, la Bce vorrebbe per Unicredit un Cet1 molto superiore al 12%. 
Altro fattore che potrebbe aver spinto a valutare un cambio di strategia l'amministratore delegato Mustier - che ha intanto ieri incassato i 550 milioni (pari a 12 punti base in piu' sul Cet1 ratio) della cessione sul mercato del 20% diFineco - è anche l'indisponibilità a svendere gli asset del gruppo. 
Su questo fronte, nel dare conferma dei nuovi piani di aumento, il Sole 24 Ore fornisce nuove rivelazioni anche sull'altro asset coinvolto nei piani di cessione di Unicredit.

Si sarebbe infatti in dirittura d'arrivo per la cessione di Bank Pekao. Unico nodo da sciogliere nel negoziato con la società di assicurazioni polacca Pzu sarebbe una divergenza sul prezzo: 3 miliardi l'offerta diei polacchi, contro i 3,5 miliardi che vorrebbe ottenere Unicredit. 

La view di Equita Sim

Gli analisti della Sim Milanese hanno commentato le indiscrezioni di stampa con una certa cautela.
Per Equita, lo scenario di una ricapitalizzazione da 13 miliardi di euro non è quello base, considerate le buone probabilità che vadano in porto le cessioni di Bank Pekao o Pioneer. 
Più probabile resta al momento "un aumento di capitale da 6 miliardi accompagnato dalle cessioni di Pioneer e Bank Pekao".

Gli esperti, nel confermare il rating 'hold' con un target price a 2,7 euro, aggiungono in ogni caso che la nuova cifra ventilata "avrebbe un effetto meno diluitivo sul Rote 2018 ma comporterebbe un overhang non compatibile con l'attuale volatilità del settore".

Icbpi valuta la posizione di Banca Carige

Di Banca Carige si occupano invece gli esperti di Icbpi, che commentano le nuove voci secondo cui il nuovo aumento di capitale potrebbe raggiungere la cifra di 500 milioni.

Secondo gli analisti, Banca Carige, con l'operazione da 850 milioni del 2015 ha già portato i coefficienti patrimoniali su livelli ritenuti adeguati dalla Sorveglianza europea (il Cet1 ratio era al 12,3% a fine giugno). Tuttavia, da qui al 2017 si faranno sentire gli effetti del piano di cessione di 1,8 miliardi di crediti in sofferenza.
E nei prossimi mesi E occorrera' valutare nei prossimi mesi quali saranno i livelli minimi di Cet1 ratio imposti dalla Bce, alla luce della progressiva riduzione del profilo di rischio dell'attivo.

Sugli scudi BP E Bpm in attesa della probabile fusione

L'attenzione degli investitori è rivolta oggi comunque soprattutto su Banco Popolare e Banca Popolare di Milano, che potrebbero sancire uno storico matrimonio da domani.

A occuparsi della fusione delle due popolari è oggi persino il quotidiano finanziario della City londinese.
Il Financial Times si concentra su alcune incognite che tengono ancora in sospeso i successo dell'operazione. Se infatti è dato per certo il consenso dell'assemblea di Banco Popolare, alcune voci contrarie in casa Bpm hanno alimentato qualche dubbio sull'operazione, che «rischia di andare a monte per dell’opposizione dei soci pensionati». 
Al momento, tuttavia, il Presidente di Bpm Castagna,grande sostenitore dell'operazione, si è dichiarato fiducioso sul responso delle due assemble.
Nel frattempo, Banco Popolare ha comunicato il completamento della cessione di uno stock di crediti in sofferenza per un valore nominale di circa 618 milioni di euro.

Si tratta di 9mila posizioni che non dovrebbero avere alcun effetto negativo sul conto economico. Ad acquistare il portafoglio di Npl Marte Spv, la società veicolo di proprietà di Hoist Finance, istituto specializzato nel segmento dei non performing loans e quotato al segmento Nasdaq di Stoccolma.

Padoan smentisce voci su bail-in e nazionalizzazione

Un ultimo aggiornamento arriva anche sul fronte Monte dei Paschi, Ieri dagli uffici di Moody's erano arrivati alcuni commenti pubblici, prontamente enfatizzati dalla stampa, sugli effetti che un no al referendum potrebbero averer sul buon esito dei previsti aumenti di capitale degli istituti italiani, a cominciare proprio da quello dell'Istituto senese. 
E questa mattina il Ministro dell'Economia Padoan è prontamente intervenuto.

"Qualsiasi riferimento all’applicazione del bail-in" ha detto Padoan durante un intervento parlamentare"è solo il risultato di speculazioni infondate», precisando anche che «per Monte dei Paschi di Siena non ci sono né ci saranno misure di supporto pubblico, e men che meno ci potrà essere un’ipotesi di nazionalizzazione». 


Fonte: News Trend Online

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