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giovedì 13 ottobre 2016

Piazza Affari accusa il colpo della Cina, ma evita il peggio

Dopo essere riuscito a mantenersi a galla nella giornata di ieri, mostrando una maggiore forza relativa rispetto agli altri indici europei, il Ftse Mib non è stato in grado di fare altrettanto oggi, accusando la peggiore performance nel Vecchio Continente.
Il nostro mercato ha risentito della fase di risk-on generalizzato innescata dai deludenti macro diffusi in Cina, dove le esportazioni sono crollate del 10% a settembre, con una flessione ben più ampia rispetto alle attese e in confronto al calo accusato nel mese precedente.
Tanto è bastato per riportare in primo piano i timori legati alle prospettive dell'economia cinese e più in generale globale, ancor più in vista di un prossimo rialzo dei tassi di interesse in America. Le minute del FOMC sembrano confermare l'aspettativa in questa direzione, evento al quale però il mercato è in qualche modo preparato.
Le vendite hanno avuto la meglio e sono state in parte frenate nel pomeriggio da alcuni buoni dati macro diffusi in America. I sussidi di disoccupazione sono scesi sui minimi da novembre del 1973, mentre  i prezzi alle importazioni sono tornati a salire con un frazionale rialzo dello 0,01%.
Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) pomeriggio così il Ftse Mib è riuscito ad allontanarsi dai minimi intraday, terminando gli scambi a 16.269 punti, con un ribasso dell'1,22%.
Non sono mancate le blue chips che hanno ignorato la flessione del mercato, salendo in controtendenza, a partire da FinecoBank (MDD: FBK.MDD - notizie) che dopo un avvio in calo ha invertito la rotta, chiudendo con un rally del 5,58%. Il titolo ha reagito dopo la cessione di una quota del 20% da parte di Unicredit (EUREX: DE000A163206.EX - notizie) , evento che ha rimosso il rischio overhang nel breve.
In rialzo dello 0,91% A2A (Other OTC: AEMMF - notizie) e tra le utilities si è mosso in positivo anche Enel (Londra: 0NRE.L - notizie) con un vantaggio dello 0,59%. Nel settore lusso hanno guadagnato terreno Salvatore Ferragamo (Londra: 0P52.L - notizie) e Luxottica (Milano: LUX.MI - notizie) , con un progresso dello 0,89% e dello 0,66%.
In positivo dello 0,56% STM dopo i cali delle ultime due sedute, mentre Mediaset (Londra: 0NE1.L -notizie) si è accontentato di un frazionale rialzo dello 0,15%. Il titolo si è risollevato dai minimi sulla scia dei rumors secondo cui Vivendi (Londra: 0IIF.L - notizie) sarebbe al lavoro su un nuovo piano per risolvere la disputa su Mediaset Premium.
Sotto scacco i bancari che hanno visto Banco Popolare (Amsterdam: PB8.AS - notizie) e Banca Popolare di Milano (Milano: PMI.MI - notizie) lasciare sul parterre rispettivamente il 4,69% e il 4,6%, mentre Banca Popolare dell'Emilia Romagna e UBI Banca (Amsterdam: UF8.AS - notizie) hanno accusato un ribasso rispettivamente del 4,36% e del 3,77%, seguiti a poca distanza da Unicredit e Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) che sono scesi del 3,64% e del 3,36%. Si sono difesi un po' meglio Intesa Sanpaolo (Amsterdam: IO6.AS - notizie) e Banca Monte Paschi, con un rosso del 2,33% e dello 0,52%.
Tra i finanziari le vendite hanno colpito anche gli assicurativi con UnipolSai (Amsterdam: UQ8.AS -notizie) in caduta del 4,41%, seguito da Unipol (Dusseldorf: 18319160.DU - notizie) e Generali (EUREX: 566030.EX - notizie) che sono calati del 4,12% e del 2,86%. 
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