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giovedì 6 ottobre 2016

Perché la Moneta Fiscale è meglio del deficit spending a debito


I benefici di un programma di Moneta Fiscale possono essere conseguiti anche per mezzo di una tradizionale politica di deficit spending finanziata emettendo debito pubblico.
E’ quindi importante spiegare perché il progetto Moneta Fiscale è un’alternativa migliore rispetto alla semplice violazione del Patto di Stabilità e Crescita, nonché del Fiscal Compact.
Si può argomentare che i limiti di deficit pubblico sono stati - e continuano - a essere violati, per esempio, da Francia e Spagna, mentre Germania e Olanda non rispettano ormai da molti anni la soglia del 6% per il rapporto tra surplus delle partite correnti e PIL.
Finora, nessuna di queste violazioni è stata sanzionata dalla commissione UE.

Inoltre, le multe previste – fino allo 0,2% del PIL – sono molto inferiori ai benefici conseguibili tramite un programma di deficit spending ben calibrato.
L’Italia, ad esempio, potrebbe semplicemente incrementare il deficit pubblico al 5% per tre anni, produrre una forte ripresa del PIL, e attendere poi che le maggiori entrate fiscali riabbassino il deficit.
Potrebbe fare affidamento sulla volontà della BCE di non venir meno all’impegno di fare “whatever it takes” per evitare la rottura dell’Eurozona, nell’ambito del programma OMT. Rinnegare questo impegno comporterebbe infatti turbolenze di mercato finanziario in grado di generare una minaccia esistenziale all’Eurosistema.
Tutto questo è senz’altro possibile, e anche probabile.

D’altra parte, non è plausibile che la BCE approvi esplicitamente l’azione di rottura dei limiti di deficit. Potrebbe, in pratica, evitare di reagire, ma la possibilità di un suo futuro mutamento di attitudine sarebbe come minimo considerata un fattore di rischio incrementale da parte dei mercati finanziari.
Non un rischio elevato in termini di probabilità di accadimento, ma certo non trascurabile – e dalle implicazioni potenzialmente molto forti in termini di turbolenze e instabilità.
Con la Moneta Fiscale è possibile, invece, ottenere un assetto nell’ambito del quale ogni paese assume un impegno credibile a non incrementare mai il debito pubblico – quello che la BCE si trova nella condizione di garantire.
Questa è la principale differenza tra la Moneta Fiscale e il semplice sforamento dei limiti di bilancio, e non è una differenza di importanza marginale.

Oltre a non rompere alcun trattato, il progetto Moneta Fiscale non fa affidamento su un atteggiamento benevolo (qualcuno lo definirebbe lassista) della BCE. E’ quindi nettamente più affidabile se si desidera identificare una struttura stabile e permanente per il sistema monetario europeo.
Autore: Marco Cattaneo Fonte: News Trend Online

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