-
.....................

PER MANTENERTI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

lunedì 31 ottobre 2016

Pensioni, Boeri contro il governo: «Non è credibile»

Il presidente dell'Inps Tito Boeri.
(© Ansa) Il presidente dell'Inps Tito Boeri.
Un attacco severo, quello del presidente dell'Inps Tito Boeri al governo. Malgrado la precisazione di rito abbia tentato di buttare acqua sul fuoco.
«Mi sembra che gli impegni presi non siano tanto credibili», ha detto Boeri nel corso di un workshop sul welfare organizzato a Torino. «Speriamo che nella seconda fase del confronto con i sindacati, il prossimo anno, si possa mettere in campo una strategia coerente. Bisogna vedere se il governo avrà la forza per farlo».
A sostegno della sua posizione, l'economista ha citato l'esempio degli interventi di salvaguardia per gli esodati: «Ci avevano detto che il settimo sarebbe stato l'ultimo, invece c'è stato l'ottavo e ho già il tam tam del nono». Poche ore più tardi, il numero uno dell'Inps ha voluto chiarire le sue parole: «Mai detto e pensato che gli impegni del governo sono poco credibili. Anzi, le osservazioni che in passato ho rivolto all'esecutivo le ho fatte proprio perché so che il governo si impegna seriamente sui suoi piani. Oggi mi sono espresso unicamente sul tema delle salvaguardie precisando che ci avevano detto che la settima sarebbe stata l'ultima invece ora c'è l'ottava e ho già il tam tam della nona».
Parole, quelle di Boeri, che fanno seguito a un'intervista concessa dallo stesso economista al Corriere della Sera, nella quale prendeva di mira la politica previdenziale del governo Renzi.
«UN AUMENTO DI 20 MILIARDI». «Secondo le nostre stime» - osservava Boeri - «ciò che oggi è scritto nella legge di Bilancio, gli interventi sulla quattordicesima, sui lavoratori precoci e la sperimentazione sull'Ape social, aumentano il debito pensionistico di circa 20 miliardi. Poi ci sono i costi legati all'estensione della fascia di reddito non tassata per i pensionati, più i crediti d'imposta per chi chiede l'Ape di mercato. E varie altre questioni aperte, che possono generare ulteriori spese».
«SI DANNO SEGNALI DI LASSISMO». La manovra sulle pensioni è positiva nella parte in cui elimina le ricongiunzioni onerose fra casse previdenziali diverse e per la «flessibilità in uscita», ma bisogna stare «attenti a non aumentare gli oneri sulle generazioni future». Questo il giudizio del presidente dell'InpS, che si dice anche preoccupato dalla sanatoria su penali e interessi per i possibili «effetti sulla raccolta contributiva. Con operazioni di questi tipo c'è sempre il rischio di dare segnali di lassismo, non vorrei si indebolisse la campagna fatta per contrastare l'evasione».
Inoltre, «non è detto che dopo il 2018 sarà facile interrompere l'Ape social» e «se questo strumento venisse rinnovato anche solo nella forma attuale e reso strutturale, calcoliamo che ci sarebbero altri 24 miliardi di debito pensionistico. Dunque in totale 44 miliardi in più». Invece, afferma, «le nostre proposte riducevano il debito pensionistico ed era anche prevista una riduzione parziale di certe pensioni attuali. Abbassavamo così il debito pensionistico di circa il 4% del Prodotto interno lordo».

Nessun commento:

Posta un commento