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mercoledì 12 ottobre 2016

Pakistan e Argentina trainano i mercati di frontiera

Emre Akcakmak, gestore del fondo East Capital (Lux) Frontier Markets, spiega che i mercati di frontiera sono generalmente caratterizzati da processi riformisti, elevata crescita economica e popolazioni giovani. Tuttavia, sono spesso incompresi e accantonati dagli investitori internazionali a causa di scarse informazioni e dimensioni ridotte delle loro borse.
È anche per questo che di recente la loro performance è rimasta indietro rispetto sia a quella dei mercati sviluppati che agli Emergenti. Tuttavia, pensiamo che la situazione ora stia migliorando con un graduale ritorno dell’appetito da parte degli investitori.
I mercati di frontiera principali come Pakistan e Argentina sono esempi di come i contesti possano svilupparsi positivamente in un clima di stabilità politica: i processi di riforma accelerano e si rafforzano le prospettive di un passaggio allo status di mercato Emergente - spiega Emre Akcakmak -.

Per quest’anno entrambi i mercati registrano una crescita positiva del 20%, in USD, con il Pakistan prossimo all’inclusione nell’MSCI Emerging Market Index nel 2017 e l’Argentina oggetto di una revisione per una possibile futura inclusione. Per il resto, anche l’ininterrotto processo di crescita economica cui  assistiamo in particolare nei mercati di frontiera asiatici come Vietnam e Bangladesh contribuisce a stimolare l’appetito complessivo verso questo segmento.

Anche assistere all’attesa conclusione della maggioranza dei movimenti valutari previsti per le divise di Argentina, Kazakhstan, Ucraina e Nigeria rappresenta un sollievo per gli investitori, dopo perdite fino al 50% rispetto al dollaro nel corso dell’ultimo biennio.
Siamo convinti che il caso di investimento sui settori dei consumi nei mercati di frontiera sia molto interessante principalmente per via della crescita demografica e dell’ascesa della classe media - spiega Emre Akcakmak -.

Per questo motivo investiamo quasi un terzo del nostro Frontier Markets Fund in società attive nei beni  di consumo come un produttore di biscotti in Bangladesh, un’azienda avicola in Ucraina, una catena di supermercati in Arabia Saudita e una società agricola in Argentina.
Ci attendiamo che le nostre società operanti nei beni di consumo riportino una crescita dell’utile del 20% circa nel 2017 rispetto al +14% previsto per questa classe di investimento, così come indicato dall’MSCI Frontier Markets Index. Come esposizione indiretta a questo settore in rapida crescita e alla crescita economica in generale, in un’ottica più ampia riponiamo fiducia nelle banche dello Sri Lanka, Mauritius, Georgia e Nigeria.

Nonostante una crescita attesa degli utili più modesta, tra il 5% e il 10% per il 2017, la maggior parte delle banche dei mercati di frontiera hanno valutazioni interessati: inferiori a 10 volte l’utile atteso. In alternativa, rientrano nelle nostre preferenze anche società in rapida crescita nel settore della sanità e aziende delle telecomunicazioni con elevati dividend yield, in un range tra il 7% e il 12%.
Autore: Pierpaolo Molinengo Fonte: News Trend Online

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