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mercoledì 12 ottobre 2016

Ottime occasioni nel risparmio gestito. I titoli su cui puntare

I titoli del risparmio gestito nelle ultime giornate sono finiti sotto i riflettori del mercato sulla scia dei dati relativi alla raccolta di settembre. Nel complesso i numeri registrati il mese scorso sono stati ancora una volta positivi, con poche eccezioni, malgrado le incertezze del mercato azionario.

Focus su Azimut e Banca Mediolanum

Nel dettaglio Azimut a settembre ha riportato una raccolta netta positiva pari a 339 milioni di euro, con un saldo positivo da inizio anno pari a circa 5,2 miliardi di euro.


Gli analisti di Banca Akros parlano di una raccolta forte, ricordando che Azimut probabilmente potrà disporre di un capitale extra tra i 300 e i 400 milioni di euro da utilizzare per un programma di buy-back o per il pagamento di dividenti straordinari o per acquisizioni. 
In attesa di novità gli esperti mantengono una view positiva su Azimut, consigliando di accumularlo in portafoglio con un prezzo obiettivo a 18,5 euro.
A puntare sul titolo è anche Deutsche Bank che suggerisce di acquistare con un target price a 20 euro sulla scia dei buoni dati relativi alla raccolta di settembre.


Lo stesso rating "buy" viene ribadito da Icbpi con un fair value a 24,1 euro e gli analisti evidenziano che i numeri di settembre e più in generale del terzo trimestre sono positivi, specie alla luce delle difficili condizioni dei mercati finanziari e della qualità del mix.
Più cauta la view di Banca IMI che suggerisce di mantenere Azimut in portafoglio con un prezzo obiettivo a 15,9 euro.
Gli esperti parlano di un buon dato in riferimento alla raccolta del mese scorso, ma evidenziano che lo stesso è coerente con le loro previsioni per il periodo settembre-dicembre. 
Anche Equita SIM ribadisce la raccomandazione "hold", con un target price a 16 euro, malgrado la raccolta di Azimut sia stata superiore alle attese dei suoi analisti.
Passando a Banca Mediolanum, la raccolta netta di settembre ha mostrato un netto totale pari a 164 milioni di euro.

Un dato che porta il bilancio positivo da inizio anno a 3,925 miliardi di euro, con un incremento del 30% rispetto allo stesso periodo del 2015.
Ad accogliere con favore questi numeri sono stati gli analisti di Icbpi i quali evidenziano che i risultati cumulati su base annua confermano il rialzo del 30% anno su anno già mostrato ad agosto.
Per Icbpi si tratta di un risultato eccellente alla luce delle turbolenze dei mercati azionari nel corso del 2016.
Indicazioni positive anche da Mediobanca Secuirities con gli analisti che segnalano come da inizio anno la raccolta di Banca Mediolanum ha raggiunto l'82% del dato stimato per l'intero 2015.

Anche per questo motivo Mediobanca ribadisce la sua strategia bullish sul titolo, con una raccomandazione "outperform" e un prezzo obiettivo a 7,5 euro.
A puntare si Banca Mediolanum è anche Banca Akros che consiglia di accumularlo in portafoglio con un target price a 7,2 euro. La conferma del rating giunge dopo la diffusione dei dati relativi alla raccolta di settembre in linea con le attese e la stagionalità.
Per gli analisti Banca Mediolanum vanta uno dei business model migliori per affrontare lo scenario sfidante nel settore bancario.
Più cauta la view di Equita SIM che invece ha definito leggermente inferiore alle sue attese la raccolta netta del mese scorso, motivo per cui gli analisti mantengono invariato il rating "hold" sul titolo, con un fair value a 6,2 euro, già superato dalle attuali valutazioni di Borsa.

La raccolta di FinecoBank e i giudizi degli analisti

Sempre tra le blue chips troviamo FinecoBank che ha settembre ha riportato una raccolta netta pari a 224 milioni di euro, con un bilancio positivo da inizio anno pari a 3,585 miliardi di euro, in calo del 3% rispetto allo stesso periodo del 2015.
Il dato del mese scorso ha battuto le attese di Equita SIM che si aspettava una raccolta meno corposa di 130 milioni di euro.

Questo però non modifica il giudizio degli analisti sul titolo che resta da mantenere in portafoglio con un prezzo obiettivo a 5,9 euro.
Cauti anche i colleghi di Mediobanca Securities con un rating "neutral" e un target price a 5,7 euro, mentre è bearish la strategia di Icbpi che suggerisce di vendere FinecoBank, con un fair value a 5,6 euro.
Gli analisti segnalano che i dati commerciali del terzo trimestre sono sostanzialmente allineati alle aspettative.

Sotto la lente Banca Generali e Anima Holding

Passando ai titoli a minore capitalizzazione, buone notizie per Banca Generali che a settembre ha visto la raccolta netta crescere del 12% rispetto allo stesso mese del 2015 a 259 milioni di euro, con un saldo da inizio anno a 4,1 miliardi di euro, in salita del 36%.
La performance del mese scorso non fa cambiare idea ad Equita SIM che invita a mantenere il titolo in portafoglio, con un prezzo obiettivo a 19,8 euro.

A caldeggiare l'acquisto è invece Icbpi con un target price a 27,6 euro, alla luce della crescita delle masse, della stabilità dei margini e della solidità del modello di business del gruppo. 
Anche Kepler Cheuvreux ha una raccomandazione "buy" su Banca Generali, con un fair value a 25 euro.
Il broker ritiene che il dato sulla raccolta di settembre renda la guidance sull'intero anno aggiustabile al rialzo.
Deludenti le indicazioni che arrivano da Anima Holding che a settembre ha riportato una raccolta netta negativa per circa 130 milioni di euro, mentre il saldo da inizio anno è in attivo per circa 4,5 miliardi di euro.


Gli analisti di Equita SIM segnalano che il dato del mese scorso è stato influenzato negativo dalla mossa di un cliente istituzionale che ha disinvestito oltre 200 milioni di euro. Anche al netto di questa componente però la raccolta sarebbe stata inferiore alle previsioni degli analisti che su Anima mantengono invariato il rating "hold", con un prezzo obiettivo a 4,9 euro. 
A puntare sul titolo è invece Banca Akros che suggerisce di acquistare con un target price a 5,8 euro, malgrado il dato di settembre peggiore delle attese.

In conseguenza di quest'ultimo Kepler Cheuvreux ha rivisto le previsioni sulla raccolta del 2016 da 5,6 a 5,2 miliardi di euro, per il 2017 da 6,7 a 5,7 miliardi e per il 2018 da 7,6 a 7,2 miliardi euro. Questo però non influisce sul giudizio del broker sul titolo che resta da acquistare con un fair value rivisto al ribasso da 7 a 6,6 euro.
Fonte: News Trend Online

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