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domenica 9 ottobre 2016

Oro, prezzi ai livelli pre-Brexit: dietro al crollo ci sono le banche?

In corso manipolazione prezzi oro?
I prezzi dell’oro sono arrivati a scendere poco sopra i 1.250 dollari l’oncia nel corso della seduta di ieri, registrando una perdita di quasi il 5% in una sola settimana e tornando ai livelli delle settimane precedenti al referendum sulla Brexit. Nel pomeriggio, le quotazioni sono risalite sopra i 1.260 dollari sui dati deludenti del lavoro USA a settembre, i quali avrebbero limato apparentemente le probabilità di una imminente stretta USA. Mercoledì, gli analisti di Deutsche Bank hanno sostenuto che il metallo sarebbe sopravvalutato tra il 20% e l 25%, considerando i livelli attuali del dollaro e la crescita dell’economia mondiale. Contrariamente ai timori di un suo rallentamento, la banca tedesca crede che la crescita globale possa accelerare e che ciò funga da catalizzatore per le quotazioni dell’oro, le quali potrebbero schiantarsi.
Alla base dei cali di questi giorni (8 sedute consecutive chiuse in ribasso) ci sarebbe la minore domanda di oro in Cina, che insieme all’India ne è il principale importatore. Pare che in pochi giorni siano state vendute nel pianeta 1.000 tonnellate di cosiddetto “paper gold” o anche “oro cartaceo”. Si tratta non del metallo fisico, ma di contratti, che assegnano al titolare il diritto di farsi consegnare alla scadenza fissata la quantità di oro indicata, anche se generalmente vengono utilizzati più per finalità speculative, ovvero per lucrare dalla differenza tra i prezzi (minori) di acquisto e quelli (maggiori) di rivendita sul mercato. (Leggi anche: Prezzo oro ai minimi da Brexit)

Prezzi oro in calo su fattori tecnici?

E’ probabile che il crollo dei prezzi dell’oro di questi giorni sia dovuto alla chiusura di molte posizioni corte, accese dopo la Brexit, quando il metallo schizzò fin sopra i 1.370 dollari, salvo ripiegare piuttosto velocemente a valori medi intorno ai 1.340 dollari, negli ultimi tre mesi. Questioni tecniche, insomma, unitamente all’attesa di un imminente rialzo dei tassi USA, starebbero raffreddando le quotazioni.
Ma dobbiamo accontentarci di una simile spiegazione? Non la pensa così un trader e analista di Londra dell’oro, Andrew Maguire, che alle spalle ha un’esperienza di oltre 40 anni su questo mercato. L’uomo è noto per essere forse l’unico grande finanziere della City a porre costantemente all’attenzione degli investitori il tema della manipolazione dei mercati, offrendo anche consulenza legale per quanti abbiano deciso di adire i giudici contro gli abusi dei traders.

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