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lunedì 24 ottobre 2016

Mercati finanziari e Portafoglio ETF - settimana 24 ottobre

La riunione della BCE non modifica il piano di Quantitative Easing in atto, e conferma che l’uscita dal programma sarà graduale. Dovrebbe terminare nella primavera del 2017, ma già molti scommettono che andrà avanti ben più a lungo.

Continua quindi l’indebolimento dell’Euro e prosegue il momento di forza relativa degli indici europei rispetto a quelli USA. Le buone trimestrali USA dei titoli finanziari danno una ulteriore spinta al comparto. Non sorprende quindi che la buona performance dell’Europa sia amplificata sugli indici spagnoli ed italiano, ricchi di titoli bancari.

Sui grafici prosegue il trend crescente per gli emergenti, con gli indici europei (ed il Giappone) che tornano di nuovo all’attacco delle resistenze di medio periodo. Non c’è ancora un chiarissimo segnale di forza, ma la situazione grafica è decisamente migliorata nel breve. Rimangono più titubanti gli indici USA. Naturalmente qui pesa l’attesa per la vicina scadenza elettorale, che rende gli operatori più cauti.
variazioni settimanali


 
 
 
USA
sopra le attese le trimestrali di molti colossi finanziari, tra cui Amex, Goldman Sachs e Blackrock. Meno positive quelle di Ebay e IBM.
Sull’indice principale S&P500 non cambia molto. E’ ancora in corso una fase di stabilizzazione sopra il primo supporto di area 2113. Nuovi segnali di forza sopra 2200 punti.
sp500_24ott


Europa
Tutti in positivo i principali indici, brillano Italia e Spagna con variazioni oltre il +3%. Prosegue e si rafforza quindi il momento favorevole delle borse europee rispetto agli USA: sotto il confronto tra i due indici principali, S&P500 e Dax a partire dal 20 luglio. Probabile che continui finché continua l’indebolimento di Eur/Usd
dax_sp500

L’indice Eurostoxx50 è ben rappresentativo della situazione grafica generale sugli indici europei. Prezzi di nuovo in prossimità delle resistenze di periodo, area 3145 nel caso. Certo una chiusura settimanale sopra quei livelli aprirebbe spazi molto interessanti per il medio periodo. Anche fino a 3400, in prima battuta. Media mobile 21 periodi (linea rossa), timidamente in inversione rialzista. Chissà che non si comincino finalmente a vedere gli effetti positivi del QE di Draghi.
eurostoxx50


Italia
L’indice italiano scopre qualche carta rialzista, con la rottura del canale decrescente dai massimi relativi di Marzo/aprile. Un piccolo segnale di fiducia da monitorare attentamente. Al superamento di 17300, non ci sono molti ostacoli fino ai 18.000 punti. Qualche dubbio sulla bontà del segnale già su una chiusura giornaliera sotto i 16.800 punti
italia_24ott

Asia
Per il Giappone vale lo stesso discorso dell’Italia. Quadro di breve in deciso miglioramento, con prezzi ora in pressione già sulla trendline ribassista dai massimi dello scorso anno. Non siamo neanche lontani da quei 17587 punti il cui superamento decreterebbe la fine “tecnica” del ciclo ribassista degli ultimi 12 mesi
nikkei

Esce il PIL trimestrale della Cina, al +6,7% su base annua (in linea con le attese). Bene anche le vendite al dettaglio, +10,7% (attese +10,6%). L’indice di Shangai continua a muoversi pigramente, ora di nuovo vicino alle prime resistenze. Ma piano piano ha azzerato le perdite iniziali del 2016. Ed ora al superamento di 3125, potrebbe andare a testare i 3355, la prima resistenza più ostica. Uno strano andamento grafico, che nel 2016 sembra muoversi con un pilota automatico a controllo velocità.

shangai_24ott

Latin America
Continua a sorprendere l’indice brasiliano, che fornisce un importante, ulteriore segnale di forza in settimana. Rotta al rialzo una importante resistenza, quella di area 61.600. Prezzi non lontanissimi ora dai massimi storici del 2008. Cambiano i riferimenti grafici di questo super trend: ora primi supporti già a 60.000, quelli di medio periodo a 56.500. Si dice in genere che i trend rialzisti prendano le scale, quelli ribassisti l’ascensore (cioè sono molto più rapidi). Qui tutto il contrario, solo 10 mesi per recuperare buona parte di un trend ribassista durato 6 anni.
bovespa trend
 
 
Materie prime
Oro in leggero rialzo in settimana (+1%) per ora tengono i recenti minimi, ma certo il candelone rosso di due settimane fa è una ferita non certo rimarginata. Primi segnali di ricucitura sopra 1300, ma solo sopra 1350 potrà dirsi ripristinato il trend rialzista, ora fortemente minacciato nonostante la sequenza di minimi crescenti sia ancora attiva. Al ribasso, 1215 il supporto importante da monitorare.
oro tend


Negativa invece la settimana per i metalli industriali. Sotto il Rame, che rimane in prossimità dei minimi a 6 anni. Per ora nessun segnale di possibile inversione, ma neanche di possibile rimbalzo. Segnale che potrebbe essere vicino, penso che i prezzi abbiano già in gran parte scontato una economia globale in rallentamento. Da monitorare.
rame

Petrolio
I prezzi tornano in area 52 in settimana, per poi arretrare leggermente. Si forma una candela di possibile ritracciamento di breve, analoga a quella della scorsa settimana. Ritracciamento confermato sull’ abbandono di area 49, con possibile target in area 46, dove passano le medie mobili e la trendline rialzista in formazione. Il superamento immediato di 52 aprirebbe spazi interessanti, fino a 60 $
petrolio_24sett

Euro-Usd
L’intervento di Draghi contribuisce ad indebolire l’Euro, che rompe il supporto di 1,09 e si dirige verso un altro importante livello di verifica, 1,08. Con gli ultimi movimenti diviene sempre più probabile quantomeno un terzo test di area 1,03/1,06.
eur-usd

Riccardo Zarfati
www.onehourtrading.it
Autore: Riccardo Zarfati

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