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giovedì 27 ottobre 2016

La fase correttiva continua


Wall Street ha chiuso degnamente la giornata di consolidamento globale, con una modesta discesa (-0.4%), alla quale ha apparentemente contribuito qualche stecca sul fronte trimestrali da importanti nomi industriali come 3M e Caterpillar, o consumer discretionary come GM e Whirlpool. Su Caterpillar, è interessante che il colosso delle macchine da lavoro abbia evidenziato miglioramento del business costruzioni in Cina (vedi mai che qualcuno avesse ancora dubbi sulla natura del rimbalzo congiunturale) e invece domanda inferiore alle attese in US e incertezza in Europa.

La stessa azienda ha evidenziato il rischio di rallentamento a causa di riduzione di stimolo fiscale e monetario.
In aftermarket, la reazione ai risultati di Apple ha accentuato l’incertezza, consegnando all’Asia un sentiment un po’ uggioso. Cosi, tra i principali indici, solo Tokyo è riuscita ad evitare la discesa, mentre la correzione sui mercati cinesi è stata apprezzabile.
Il calo del petrolio seguito alla pubblicazione delle scorte API ha depresso l’energy.
Su queste basi, la seduta europea è partita col freno a mano, e, complici bonds finiti rapidamente sotto pressione per motivi non del tutto chiari, ha accumulato un certo passivo, nonostante il settore bancario fosse tornato in domanda, eventualmente allettato dalla prospettiva di nuovi massimi sui rendimenti (la chiusira del rendimento del bund decennale oggi è la più alta dal giorno del referendum sulla Brexit).
Sul fronte cambi, la fase di indebolimento del $ è continuata oggi, sebbene a passo ridotto.

Principali gainers la sterlina e l’€, mentre lo Yen ha continuato a indebolirsi contro il biglietto verde.
Da ciò si possono trarre 2 conclusioni:
  1. Più che dei fondamentali, nelle ultime ore sembra contare il positioning, sui principali cross. Infatti € e £, che sono i principali corti contro $ recuperano, mentre il principale lungo cede (vedi lampi di ieri).
    E in aggregato il $ perde terreno nonostante dati decenti.
  2. Con i bonds sotto pressione ( a fine giornata i principali benchmark decennali europei vedono i rendimenti salire di 5/8 basis points, ad eccezione del Portogallo e della Grecia), la divisa in recupero e l’azionario in calo, la price action odierna ha avuto a tratti le fattezze di una “taper scare” ovvero timori di una riduzione azitempo del QE.
Nel pomeriggio, sul quadro hanno impattato alcuni catalyst:
  • Fonti anonime hanno riportato che l’ECB quasi sicuramente estenderà gli acquisti di bonds oltre marzo prossimo.

    A parte ciò, sia cambiamenti alla capital key che all’issue limit e allo yield floor stanno venendo presi in considerazione. L’effetto su tassi e divisa è stato però modesto, ed è scomparso dopo che ha fatto la sua apparizione il pezzo completo, recante la notazione che l’ammontare degli acquisti dipenderà dai dati macro.
  • Sul fronte macro, notizie discrete in US, con il PMI servizi di ottobre (54.8 da prec 52.3 e vs attese per 52.5) ai massimi da novembre scorso, e assai più coerente con l’ISM non manufacturing.

    Good news anche dal trade deficit di settembre, inferiore alle attese, il che migliora la stima del GDP del terzo trimestre.
  • Ma la svolta più gradita al mercato è stata apparentemente la pubblicazione delle scorte EIA di petrolio, che hanno offerto un temporaneo boost all’oil, e ai listini, concedendo all’azionario europeo, che aveva trascinato i piedi tutto il giorno, di chiudere in a un passo dalla parità.
    Un impresa che non è riuscita agli emergenti, a dare credito al Future sul MSCI emerging, in calo di oltre un punto. Del resto quel settore gradisce meno di altri i tassi in rialzo.
  • Il ritorno alla discesa dell’oil ha restituito a Wall Street un atteggiamento più riflessivo.
Qualche rapida considerazione finale:
  • Il segnale di inversione sul dollar index (vedi lampi di ieri) subisce una labile conferma dalla modestissima discesa odierna, conferma basata più sulla circostanza che il mercato ha ignorato fattori supportivi del biglietto verde, come i dati macro.
  • per contro, la pesantezza dei bonds globali e la loro scarsa reattività a headline positive avvalora il cambio di trend degli ultimi mesi.

    Oggi a salire in Europa sono i rendimenti reali, il che da un lato indica incremento delle aspettative di crescita (ce ne è motivo, visti i dati), dall’altro non deve avvenire troppo bruscamente perchè è inasprimento delle condizioni monetarie, proprio quello che l’ECB vuole evitare con la sua retorica involuta.
  • Wall Street continua ad essere il tallone d’Achille del quadro tecnico.
    La price action conserva però un tono confortante in Europa, con i settori leaders che tengono e una tendenza a recuperare più rapidamente di come si scende. Vedremo chi la vince.
Autore: Giuseppe Sersale Fonte: News Trend Online

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