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venerdì 14 ottobre 2016

La Cina torna ad impensierire, ma i supporti tengono


Abbiamo affermato nei giorni scorsi che il mercato azionario americano, ben rappresentato dall’indice SP500, era diretto a testare il supporto chiave dai quota 2.120 e ieri il test è puntualmente avvenuto.
Complice un brutto dato sulla bilancia commerciale cinese di settembre, dove si è visto a sorpresa un calo delle esportazioni a doppia cifra, ma anche le importazioni sono scese più delle attese degli analisti, la giornata è partita con una decisa avversione al rischio, che ha trascinato le borse europee in un calo abbastanza pesante, superiore al punto percentuale, ed ha contagiato anche la partenza dei listini americani.

SP500 si è subito appoggiato a 1.120, sfondandolo addirittura per qualche minuto, prima di attirare la reazione dei compratori, che evidentemente non si sono dileguati del tutto. 
Perché la Cina torna a spaventare? Perché il dato sembrerebbe porre fine alla breve parentesi estiva di recupero congiunturale, quando sembrava che il governo, con aiuti consistenti alle banche ed all’economia, fosse riuscito a stabilizzare la situazione, interrompendo il calo della crescita che era in atto da anni.

Questo dato riporta l’attenzione sulla debolezza cinese, poiché, nel mese in cui il governo ha cominciato ad attuare una riduzioni degli stimoli, anche per non aggravare la bolla speculativa esistente sull’immobiliare, si rivede subito un peggioramento della domanda ed il rallentamento riprende.
Tutto ciò si aggiunge a qualche altro segnale, che stava arrivando negli ultimi giorni, relativo alla ripresa dei flussi di capitali in uscita e alla significativa svalutazione della moneta cinese, che ha superato quota 6,70 nei confronti del dollaro. I lettori ricorderanno forse che la violenta correzione che interessò i mercati occidentali ad agosto dello scorso anno fu giustificata dall’improvvisa e significativa svalutazione della moneta cinese che spaventò il resto del mondo.

Ebbene, allora il cambio dollaro/yuan arrivò a 6,40. I valori di questi giorni mostrano che la svalutazione ha percorso quasi un altro 5% da allora. E’ vero che lo ha fatto in medo meno impetuoso e più subdolo, ma l’impennata degli ultimi giorni sembra voler riportare l’attenzione sulle difficoltà cinesi.
Sta di fatto che gli investitori non si sono fatti pregare a scaricare un altro po’ di rischio.
Poi, nel proseguimento della seduta americana, quando i mercati europei avevano chiuso tutto con perdite superiori al -1%, Wall Street ha recuperato un po’ di terreno, senza però riuscire a chiudere in positivo.
Da questi movimenti traiamo la possibilità che oggi si possa assistere ad un rimbalzo iniziale europeo, anche perché i mercati asiatici oggi un po’ di rimbalzo lo hanno mostrato.

Del resto non c’è dubbio che il supporto di 2.120 di SP500, al primo attacco ha resistito. Poi però occorrerà verificare se in USA tornerà un po’ di ottimismo, magari favorito dal fatto che oggi si chiude la settimana e spesso la chiusura di settimana smorza gli eccessi.
Certamente, a contribuire a risolvere il braccio di ferro di giornata tra compratori e venditori, contribuiranno i parecchi dati macroeconomici attesi (Prezzi alla produzione, Vendite al Dettaglio e Fiducia delle Famiglie) ma soprattutto le trimestrali dei tre colossi bancari USA (Citigroup, JP Morgan, Wells Fargo) ed il discorso che terrà Janet Yellen alle 19,30, che potrebbe contribuire a chiarire almeno un po’ le intenzioni della FED sui tassi.

Ma a quell’ora le borse europee saranno già nel week-end.

Autore: Pierluigi Gerbino Fonte: News Trend Online

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