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venerdì 14 ottobre 2016

Juppé in testa. Ma chi è il favorito per la corsa all'Eliseo?


E' partita la lunga stagione dei dibattiti che condurranno alle elezioni francesi del maggio 2017. Alain Juppé, in testa da settimane nei sondaggi per la corsa alle primarie del centrodestra, si è aggiudicato ieri sera il primo confronto televisivo e si conferma al momento il più probabile candidato a sfidare l'avanzata delFront national di Marine Le Pen. 

I risultati del primo dibattito

A conferma delle rilevazioni degli ultimi giorni, che lo davano in rispetto all'ex presidente Nicolas Sarkozy, il sindaco di Bordeaux si è aggiudicato ieri sera anche il primo dibattito televisivo che apre la campagna per le primarie del centrodestra in calendario dal 20 al 27 novembre.

 
Diversi rilevazioni effettuate tra ieri sera e questa mattina - l'ultimo realizzato da Sofres per Le Figaro e LCi - mostrano infatti che l'ex ministro conferma i risultati delle ultime settimane, che lo danno per favorito nell'affollata competizione per la sfida dell'anno prossimo: 7 candidati di centrodestra più 5 di centrosinistra. 
Juppé ottiene ben 14 punti percentuali di gradimento al di sopra del suo più quotato rivale, l'ex presidente Nicolas Sarkozy.

Dai dati, si ricava che il 36% dei telespettatori che hanno assistito al dibattito sulla rete TF1 considerano vincitore Juppé, mentre un 22% ritiene che abbia prevalso l'ex presidente. Si aggiudicano il terzo gradino alla pari François Fillon et Bruno Le Maire , con un 11% di preferenze. 
Il trend delle ultime settimane resta dunque confermato.
Il quotidiano Les Echos riferisce il parere di Guillaume Caline, di Kantar Public, secondo il quale Alain Juppé resta il favorito e il primo dibattito "non modifica i grandi equilibri" registrati nei giorni scorsi.  

Le qualità dei candidati

Juppé vince la sfida della "sincerità" (32% dei consensi), mentre l'energico Sarkozy si guadagna la corona del dinamismo, che gli viene riconosciuto dal 34% dei telespettatori (Juppé è su questo fronte terzo con il 20%) 
Ma a fare la differenza, è la "credibilità" sugli argomenti affrontati dai candidati: Juppé appare il più apprezzato soprattutto sui temi economici (crescita, riduzione del deficit e disoccupazione). 
L'ex primo ministro, che fu mandato a casa a furor di popolo dai francesi nel 1997, si è presentato come l'uomo in grado di fornire delle "risposte concrete e efficaci" alle inquietudini dei francesi.

La sua ricetta: un "Etat fort", uno Stato forte, e, sul piano economico, la lotta contro "quel flagello che è la disoccupazione di massa."
Come tutti i candidati del centrodestra, Juppé si impegna a portare avanti riforme economiche come tagli alla spesa, riduzione del peso fiscale e modifiche alla legislazione sul lavoro.
Ma su altri grandi temi nazionali Juppé si distingue per la sua impostazione moderata.
A differenza di Sarkozy che insegue da tempo l'elettorato della Le Pen, il veterano cresciuto all'ombradi Chirac si propone esplicitamente ai francesi con un orientamento più europeista che nazionalista, e si è sempre dichiarato del tutto estraneo ai valori del Front National.

Il sindaco ha più volte dichiarato di volere "riappacificare e unire la Francia".

Il candidato della "forza tranquilla"

D'altra parte, di questa sua caratteristica lo stesso Juppé ha fatto quasi una bandiera. In una intervista recente, ha dichiarato che sarebbe prontissimo a riutilizzare lo slogan della campagna elettorale di Mitterand nel 1981: la "forza tranquilla".
 
E una certa tranquillità per il momento gliela garantiscono tutti i sondaggi, che lo vedono saldamente in testa nelle intenzioni di voto. Anche per questo, il candidato non ha avuto nessun interesse ad accendere nel confronto di ieri i toni della discussione e a conservare intatta l'immagine di candidato sereno e misurato.

E a non incrociare le spade con il suo principale rivale: i due non si sono quasi rivolti la parola. 

Una rinascita politica durata dieci anni

Juppé, con i suoi 71 anni, sarebbe probabilmente in Italia uno dei rottamati di Renzi. Formatosi sotto Chirac, e al suo fianco quando quest'ultimo era sindaco di Parigi, è stato primo ministro francese per due anni dal 1995. La sua rovina, il piano di riforme (sanità e previdenza) che portarono in piazza i milioni di francesi che lo estromisero nel 1997. 
La rinascita nel 2006, con l'elezione  a sindaco di Bordeaux e la decisione di appoggiare Nicolas Sarkozy in corsa per la Presidenza.

Sostegno che lo riporto ai piani alti della politica nazionale, come Ministro prima dell’ecologia poi alla Difesa e agli Esteri, carica che mantenne fino alla fine del mandato di Nicolas Sarkozy nel 2012.
Adesso la nuova sfida. Fondata su un programma economico che Le Monde definisce "moderatamente liberale".
Appena ieri, su Le Parisien, Juppé ha fornito indicazioni dettagliate sulle misure economiche della sua agenda presidenziale in caso di vittoria. Il sindaco di Bordeaux indica come primo obiettivo una riduzione della spesa pubblica durante il quinquennio. "Il mio programma fiscale," dice, "prevede un abbassamento delle imposte lorde di 35 miliardi nell'arco dei cinque anni di mandato" 
Un occhio anche alle imprese, per il quale si indica la priorità di un abbassamento della tassazione, che oggi "arriva fino al 38%.

"Il mio obiettivo" promette Juppé "è di ritornare rapidamente complessivamente verso il 30%, e al 24% per le piccole e medie imprese".   

 

Fonte: News Trend Online

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